Le Se Non Ora Quando non sono tutte uguali. Dopo l’entusiasmo iniziale in tante dall’esterno, sempre lì a tifare rivolta, guardavamo questa rete lacerarsi, con difficoltà, così come difficile è in qualche modo rinunciare a un sogno, forse un bisogno, di guardarsi insieme e progettare impiegando energia e intelligenza in un progetto. Un progetto che però, purtroppo, troppo spesso ha rivelato una natura ambigua e strettamente funzionale alla vita di partiti e/o governi rispetto ai quali bisognava porsi non da sostenitrici acritiche, quanto piuttosto da stimolo, per chi ritiene che le istituzioni siano i propri riferimenti, da pungolo, ponendo anche conflitti, se è il caso, com’è giusto fare quando ti anima un obiettivo che collettivamente ti fa società civile.
In varie fasi ho visto emergere dissidenze e sempre più spesso la discussione, reciprocamente sofferta, con queste donne assumeva contorni d’urgenza. Da un lato chi aveva bisogno di sperare ancora, sedimentare, provare a mediare, e dall’altro chi, come me e molte altre, sempre dall’esterno non potevano comunque sospendere il giudizio pur sapendo che ogni parola e ogni chiaro segno di conflitto politico non le avrebbe lasciate indifferenti.
La rottura visibile tra gruppi Snoq è avvenuta nell’ultimo periodo. Troppi comunicati e assemblee nazionali chiamate giusto (che coincidenza!) quando c’era da diffondere una posizione da tutte legittimata di sostegno a questo o quel governo. Le parole pressappoco sempre uguali. Che bello che al governo ci sono donne e poi che importa se fanno brutti provvedimenti che fanno male a chiunque.
Ambigua, ma non troppo, la posizione di Snoq nazionale, sempre schierata con i governi targati Pd, troppo intenta a intruppare ragazze di belle speranze in nome di una lotta comune che poi veniva comunque finalizzata a sostegno di governi e leggi neppure condivisi. La legge sul femminicidio ha visto due Snoq differenti. Non una frammentazione, una scucitura, ma una vera e propria frattura tra due modi di intendere e contendersi un nome al quale comunque tenevano. Molti comitati cittadini da una parte e una zona centrale, romana, legata al Pd, dall’altra.
Le prime a contestare la legge sul femminicidio e le seconde a raccontare che era più o meno una figata. Siamo all’oggi: il governo Renzi ha ricevuto il plauso di un pezzo di comitati e Snoqqers, così, a scatola chiusa. Alcune, però si sono dissociate. Così per le fiorentine, le calabresi, non so chi altre.
Così infatti si scrive: “non è stato un problema di appoggio o non appoggio a Renzi, ma una modalità di agire in modo non autonomo, non solo nei confronti di questo Governo. Se le donne non riescono a esprimere un pensiero autonomo non provocano cambiamento. Noi avevamo deciso di uscire prima di questo comunicato, ma ci erano bastati quelli precedenti, nelle parole e modalità e questo presentato la mattina in assemblea generale fuori da ogni ordine del giorno ha solo straconfermato l’idea che il movimento non sia autonomo.”
Dunque non ce l’hanno fatta più. Non hanno più voglia di essere strumentalizzate, sovradeterminate, invisibilizzate da chi anche in loro nome emette comunicati a supporto di questo o quel governo facendo diventare il lavoro di queste donne l’utile stampella esterna, fintamente laica, apartitica e movimentista, ad un partito.
E’ lì quella che secondo me è una scorrettezza di fondo, perché non c’è nulla di male a realizzare movimenti allineati ai partiti, ma bisogna dirlo. Se non lo dici non si è libere di decidere se andare o restare perché è necessario avere tutte le carte e le informazioni in mano per poter esercitare il proprio diritto autodeterminato ad un libero posizionamento politico. Invece in questi anni e mesi quel che io ho visto sono tante ambiguità, sensi di colpa indotti, anche ricatti emotivi, nel confronti di chi, a prescindere dal fatto che io condivida sempre o meno quel che fanno, sono animate da autentica passione civile.
Non so come spiegarvi, perché è un modo altro. Si relazionano con le istituzioni, non possono dirsi necessariamente antagoniste, ma sono intelligenti, laiche, brave, ribelli, non complici della repressione, si svegliano all’alba per andare a picchettare un posto in cui un paio di antiabortisti vorrebbero dire – senza contraddittorio – che le donne che abortiscono sono assassine, hanno ben presente quali sono i problemi di una società in cui le differenze di classe, di genere, di razza, sono portate all’esasperazione da contesti che marginalizzano e discriminano per garantirsi il potere. Come dire: hanno la bussola orientata nella direzione giusta. Non si lasciano distrarre da questo o quel partito. In fondo sanno, poi, e mi riferisco alle fiorentine in particolar modo, cosa è – per esempio – una amministrazione Renzi, e almeno ascoltarle prima di dare appoggio incondizionato al suo governo sarebbe stato quanto meno gentile. Così si valorizzano le esperienze territoriali. Così si capitalizza il sapere delle persone con cui dici di voler fare battaglia politica. Diversamente è complicato restare nello stesso posto dove una assemblea di donne si trasforma in mosse e contromosse sullo stile di un congressino di partito.
Infine sono uscite fuori. Io non so come si chiameranno. Quello che vorranno fare. Ma quello che so è che sicuramente non sono sole e che sono ben inserite in una situazione nazionale dialettica che nel frattempo, nonostante quella pessima Snoq, è progredita, ha diffuso cultura e ha aperto breccie e opportunità mentali e in termini di pratiche politiche dove Snoq obbligava in una sola direzione.
Vicina a voi per la fatica, anche emotiva, di sicuro, che ogni conflitto che si traduce in rottura porta con se’. Qualunque sia la nostra differenza, quello che so è che siete autenticamente interessate a fare bene. Con voi si parla, si discute, si lotta. Alle altre ci si oppone. Dalle altre, politicamente parlando, ci si difende. E questo è.
Un abbraccio alle donne, alle compagne, per la coerenza, e la forza di spezzare un ciclo e ricominciare ancora: a partire da se’.
—>>>Aggiungo, dopo intenso dibattito con altre di Snoq, questo link che riporta l’unica ricostruzione al momento disponibile in rete che la racconta in modo diverso da come ho letto altrove e ho descritto io.
Scusate, mi indicate un documento o comunicato di Snoq nazionale in cui si dà un appoggio incondizionato (ma anche condizionato) al governo Renzi? no, perchè me lo sarei perso…
“una data storica”, “un primo passo per la democrazia”, eccetera. come se l’aver scelto delle donne di per se’ facesse un buon governo o che quelle ministre in quanto donne rappresentassero per forza la meraviglia politica dell’umanità. dunque si. questo è appoggio incondizionato.
http://politicafemminile-italia.blogspot.it/2014/02/il-primo-governo-paritario-italiano-tra.html
diversamente avreste scritto un cenno critico, avanzato proposte, indicato i vostri punti saldi e indiscutibili senza i quali “la data storica” non sarebbe più stata riconosciuta come tale.
Quando vengono estrapolate solo alcune frasi da un testo, che, seppur stringato, risulta essere più complesso, non si fa informazione, ma si manipola la verità per piegarla ai propri interessi… ecco il testo integrale: “L’assemblea nazionale di SeNonOraQuando? vede fatto un primo passo verso una migliore democrazia che sin dalla sua nascita ha perseguito con determinazione. La cultura del nostro Paese sta lentamente cambiando e la composizione paritaria di questo governo ne è un segno: i numeri ci sono, ora sono decisive le nuove politiche. Ci aspettiamo che le donne e gli uomini del primo governo paritario d’Italia si mettano al lavoro per migliorare la vita di tutte e tutti.
Da oggi più che mai saremo attente, intransigenti e pronte.”
guarda che ho linkato tutto il comunicato. che piegare? che interessi? 😀
io non sono né un pezzo di snoq né tantomeno “interessata” a demolire movimenti di donne con i quali posso serenamente confrontarmi in termini dialettici per dire quel che non condivido. Il comunicato emesso a me non piace. e la sostanza che ci vedo è quella che ho definito. nessuno problema a rimettere in discussione questo parere alla luce di altri interventi e considerazioni.
il comunicato non ti piacerà, ma parlandone non puoi in maniera assoluta dire che si tratta di una legittimazione del governo Renzi, Viene fatto riferimento alla composizione paritaria del governo, analizzandolo unicamente da un punto di vista numerico e ci si congratula per raggiungimento del 50/50 chiesto da SnoQ? in ogni contesto. Poi ci si augura che il lavoro del governo porti ad un miglioramento della situazione del nostro povero paese e SnoQ? seguirà con l’operato senza concedere nessun lasciapassare, bensì aumentando la soglia di attenzione e critica.
Mah. Punti di vista. Per me parlare di data storica e di primo passo per la democrazia suona come una legittimazione ad un governo. Dopodiché arriva l’auspicio che tanta “democrazia” si traduca in quello che per voi immagino sia un obiettivo che prescinde da tutto: il 50 e 50 nella riforma elettorale.
Il mio parere è totalmente opposto. Giudico sessista la presentazione di quel governo e non confido affatto nel 50 e 50. Semmai in provvedimenti che risolvano la precarietà e la dipendenza economica di tante donne e persone che da questa classe media, rappresentativa di un ceto, di una classe politica precisa, è veramente distante anni luce. Punti di vista, appunto. E di priorità. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/23/il-sessismo-del-governo-renzi/891509/
Grazie per questo post!
L’ha ribloggato su Un blog di M.