A Palermo crollano le case del centro storico e non solo. Lì abitano migranti, intellettuali di sinistra molto figherrimi e hippies de noiantri, gente senza piccioli e studenti/esse. La casa di Tommaso stava tra un edificio semicrollato e un altro che neppure stava tanto bene. Trovavi le impalcature all’esterno, le scale con i pilastri a sostegno e poi entravi in questo appartamento che lui aveva ridecorato per farlo sembrare un po’ più nuovo. Pareti pitturate, ambiente new age, incenso, canna pronta all’uso in un angolo, una bottiglia di vino di taverna, la pasta sulla tavola e tutto era perfetto.
Il mio non era un peso degno di nota, ma il dettaglio da recensire è che ad ogni passo il piede faceva scrùscio, rumore, e si percepiva un senso di vertigine, come se in realtà quel pavimento, decisamente disallineato, fosse sostenuto con lo sputo. Si dice che le case sono pericolanti quando cammini e ad ogni passo c’è il rimbombo, trema tutto, anche le pareti. Ecco: lì tremavano anche i vetri delle porte-finestre. Uscire sul balcone era poi una prova di coraggio. Uno strato sottilissimo di cemento attaccato all’edificio con due aghi di ferro un minimo arrugginiti. La ringhiera traballante, e lui pretendeva che io mi affacciassi su quella mensola per guardare il panorama.
Fu così che sperimentai l’avventura sessuale più definitivamente silenziosa e mummificata che io abbia mai vissuto. Nulla di piacevole, davvero. Ci limitammo a due leccate scarse l’uno e nessuna mossa a sorpresa perché le cavalcate erano da evitare e mi sembrava che troppo ardore alla fine potesse causare qualche cedimento strutturale. Siccome però sono perfettamente consapevole che la gente che sta in quelle case e in quelle zone non può astenersi dal sesso, allora i punti sono due: o il comune predispone delle case in cui a turno si può anche andare a scopare, evitando il rischio di restare sepolti vivi sotto le macerie, oppure bisogna escogitare quelle due o tre mosse di sessualità anti/crollo che può anche andare bene in caso di terremoto.
Vi dico subito come il palermitano medio ha adeguato la sua passione alle esigenze d’edilizia. Niente spinte che provocano spostamenti di letti, di parete, di tutto. Il movimento sessuale del palermitano che vive in case quasi al crollo ha guadagnato in sensualità. E’ silenziosamente rotatorio. La stantuffata, sappiatelo, potrebbe veramente causare grossissimi disastri. Poi c’è come alternativa la leccata reciproca ma redistribuendosi in perpendicolare sopra il letto, l’un@ accanto all’altr@, non sopra perché sennò raddoppia il peso in una stessa metratura. L’orgasmo della femmina va smezzato, perché sennò la vibrazione è troppa. Perciò appena senti che lei prende a gemere in maniera incontrollata bisogna sospendere, ti riposi, poi, quando lei si è calmata, riprendi. L’ideale è l’orgasmo a stricare, a strisciare, quello mimetizzato, che prolunga il tempo e si conclude con un urletto appena appena accennato.
In quanto a lui è molto meglio, di sicuro, impedirgli l’istinto di accravaccamento perché sennò non ne uscite. Sapete perfettamente che c’è un motivo per cui l’affitto è così basso, potete contare su una fonte elettrica quasi gratuita che non si capisce da dove viene e potete contare anche sulla discrezione dei vicini che se solo prova a cercarvi qualcuno in abito e giacca quelli non confesseranno dove abitate neanche sotto tortura. Il sesso della latitanza in povertà o frikkettonismo ha sempre un prezzo e voi pagherete il vostro. Infine vi manca di poter dormire abbrancicati e allora è meglio togliersi il pensiero e collaudare la dormita a toccamento graduale. Funziona bene la gamba accavallata. Ma solo la gamba, però. Se è di più noterete subito l’avvallamento sul materasso ma anche sul pavimento.
Poi, alla mattina, avete di che pensare a uscire fuori senza fare rumore. E’ un bel problema. I vicini sentiranno i vostri passi anche a piedi nudi. Perciò rassegnatevi. Piuttosto predisponetevi a mantenere la fase di tensione fino all’uscita dal palazzo. Ogni minima distrazione potrebbe costarvi un crollo. Tirerete un sospiro di sollievo appena all’esterno. Allora lì guarderete lui che vi fa ciao dal balcone mentre voi ricambierete, fuggendo, con il terrore che vi caschi addosso lui e pure il balcone. Mai come in quelle case di Palermo il “sarà per sempre” assume un significato così chiaro. Consiglio spassionato: meglio una tenda. Anche sul lungomare.
Ps: è una narrazione semiseria dedicata con amore ad alcuni quartieri, bellissimi, umanamente ricchi, di Palermo. Chè noi lo sappiamo che la cosa dei crolli non è affatto una novità. Vero? [1] [2]

Maria, noi non possiamo fare niente. Dovresti poter trovare una opzione per disiscriverti. Ok? 🙂
Bell’articolo.
Comunque il dubbio ci terrorizza a volte. Per esperienza, nel caso dell’inagibilità, si può chiedere a un tecnico il suo parere e dopo di che, se necessario mettere in sicurezza, entro i limiti, e magari fare all’ammore nello stesso stabile.
Spettacolare questo pezzo 🙂
bel post!! 🙂
grazie! 🙂