Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Organizzazioni in difesa di #sexworkers diffamate da abolizionist*

Il Parlamento Europeo in questi giorni sta discutendo il Rapporto della euro-parlamentare londinese Honeyball che promuove la criminalizzazione dei clienti di lavoratrici e lavoratori del sesso. Alle sue ricostruzioni e alla sua tesi abolizionista si oppongono centinaia e centinaia di organizzazioni di sex workers che rivendicano diritti, lottano contro lo sfruttamento ma esigono diritti e regolarizzazione per quelli/e che scelgono di fare quel mestiere. La tesi Honeyball, come quella delle abolizioniste svedesi, il cui modello secondo le organizzazioni di sex workers è un vero fallimento, e come quella francese, è che nessuna donna potrebbe mai voler scegliere quel mestiere. La prostituzione, secondo loro, sarebbe violenza, prescindendo dalla consensualità. Dunque criminale è il cliente e le prostitute dovranno essere tutte “salvate” a prescindere dalla loro specifica volontà.

Salvarle anche se non è quello che hanno mai chiesto significa marginalizzarle, obbligarle alla clandestinità, spingerle, semmai in direzione dello sfruttamento. Salvarle implica l’adesione totale ad una politica repressiva che foraggia l’industria del salvataggio bisognosa com’è di soggetti deboli, sempre e comunque, mai riconosciuti come capaci di autodeterminarsi, autorappresentarsi e scegliere.  La logica da cui partono le abolizioniste è perciò sovradeterminante. In ultimo giusto dal parlamento europeo giungono voci abbastanza deprimenti. Pare che anche lì, come già si legge su diversi blog abolizionisti, piuttosto che confrontarsi sugli argomenti si preferisca delegittimare i soggetti. Ecco dunque che una lettera inviata dalla stessa Honeyball a tutt* i/le parlamentari europei – e intercettata dalle organizzazioni europee dei/delle sex workers – racconta che le centinaia di organizzazioni non governative che hanno presentato ricerche, dati, documenti, argomenti, per opporsi  alla tesi abolizionista sarebbero organizzazioni pressappoco colluse con i papponi. A sostegno di ciò porta una testimonianza (una!) di una persona che non si prostituisce più e che avrebbe raccontato questa cosa. Non si capisce dunque se la persona che avrebbe raccontato questa cosa abita e ha frequentato ogni nazione in cui esistono organizzazioni dei/delle sex workers o se la generalizzazione sia dovuta ad altre fonti.

Ecco le precise parole della Honeyball (QUI la mail completa):

I am writing to you in the light of correspondence you will  have received which includes a press release from an organisation purporting to represent  470 NGOs.

At a hearing on the subject organised by the S&D Group last week, Rachel Moran, a survivor of prostitution, made it very clear that these are in fact organisations comprised of pimps etc.  I hope that you will take this into account, since it is clear that the information you have received is not what it seems and is incorrect.

A questo proposito Pia Covre, Presidente in Italia del Comitato per i Diritti Civili delle persone prostitute (www.lucciole.org),  riferendosi alla lettera della Honeyball, scrive ai/alle parlamentari:

Come associazione che da 20 anni è impegnata ad aiutare e accogliere le vittime del Traffico di esseri Umani siamo indignate e profondamente offese. (…) Se per difendere il proprio punto di vista si deve scendere ad una tale livello di menzogna è evidente che i contenuti del report non sono idonei a superare l’esame del Parlamento.

Rispondono, ovviamente, anche le organizzazioni dei/delle sex workers che mandano un ulteriore documento all’attenzione dei e delle parlamentari europee. Si racconta che ci si augura che l’attacco alle 560 ONG firmatarie della lettera contraria al rapporto Honeyball sia solo frutto della mancanza di prove a supporto della efficacia del modello svedese o che non riveli una prassi, un metodo, utile a chiunque non sia d’accordo e che si ritiene da screditare.

Ecco la risposta (QUI in file pdf in inglese):

Risposta a proposito di quanto ha scritto Honeyball sulle 560 organizzazioni che si oppongono alla criminalizzazione dei clienti : “sono composti da papponi”.

Caro membro del Parlamento europeo ,
Questa mattina avete ricevuto una comunicazione dalla sig.ra Honeyball.
In questa e-mail, la sig.ra Honeyball suggerisce che le 560 organizzazioni che si oppongono alla sua relazione e alla criminalizzazione dei clienti, “sono in realtà le organizzazioni composte da magnaccia , ecc ..
Riteniamo sia grave squalificare le voci di coloro che non condividono la sua ideologia definendoli come “protettori” (sfruttatori). Se la sua relazione si fosse basata su prove e sull’esperienza di tutti coloro che lavorano direttamente con i lavoratori del sesso e le vittime della tratta invece che sulla sua ideologia personale, lei non avrebbe avuto bisogno di ricorrere a questa accusa indegna contro centinaia di organizzazioni , accademici e altri professionisti – per il solo fatto che non sono d’accordo con le sue opinioni. Sottolineiamo il nucleo del nostro messaggio : “L’ideologia : no. Le prove: si.

Siamo anche scioccati . Non ci saremmo mai aspettati che – per mancanza di argomenti – un rappresentante del Parlamento europeo avrebbe potuto abbassarsi ad attaccare l’integrità, la professionalità e il buon nome di una vasta rappresentanza della società civile in Europa.

Tra i firmatari , troverete infatti:

La Strada International, una grande rete europea di organizzazioni anti-tratta e l’Alleanza globale contro la tratta di donne (GAATW), un’alleanza di oltre 100 organizzazioni non governative provenienti da Africa, Asia, Europa , LAC e Nord America. Dalla dichiarazione di La Strada International, firmato da GAATW:

I partner della LSI ONG Platform hanno sostenuto, in passato, per quasi due decenni, molte donne e uomini che erano vittime di tratta per l’industria del sesso. ( .. ) La criminalizzazione stigmatizza ed emargina i lavoratori di sesso sia nazionali e migranti e li priva degli strumenti per proteggersi dalla violenza e poter chiedere un risarcimento. Così si obbliga l’industria del sesso alla clandestinità, a restare più nascosta, e questo si traduce in meno accesso alla salute, assistenza sociale e legale per i lavoratori del sesso, con probabilità significativamente più basse di identificare le persone che sono state vittime di tratta “.

– Molte organizzazioni per i diritti delle donne, come Planned Parenthood Federation Europe e il German Women’s Council, che rappresenta 50 organizzazioni in Germania

– Organizzazioni che si occupano di HIV, come l’ Aids Action Europe e il Gruppo europeo di Aids Treatment.

– Reti che si occupano di esclusione sociale, come Correlations, e centinaia di fornitori di servizi (sociali) che lavorano ogni giorno con alcuni dei membri più vulnerabili e stigmatizzati delle nostre comunità: senzatetto, sex workers che lavorano in strada, tossicodipendenti , persone che vivono con l’HIV, migranti privi di documenti ….

Infine, la lettera è firmata dalle organizzazioni di sex workers che rappresentano la voci e le esperienze degli stessi sex workers. Le persone come Ms. Honeyball pretendono noi ci sentiamo beneficiati dalle sue proposte e da chi ha ascoltato e supporta il suo report.

L’elenco delle 560 ONG e organizzazioni della società civile chiariscono che molti professionisti che conoscono la realtà sul terreno sono invece contrari a quella relazione. La criminalizzazione, sia di chi vende i servizi sessuali o dell’acquirente, serve solo ad aumentare la vulnerabilità dei lavoratori del sesso e li espone ad abusi.

In qualità di rappresentante eletto del popolo, la sig.ra Honeyball dovrebbe accogliere con favore il coinvolgimento di un numero così elevato di organizzazioni della società civile nel dibattito. Questo è un principio fondamentale delle nostre società democratiche .

La mancanza di credibilità attualmente dunque riguarda la sig.ra Honeyball. Notevole poi il fatto che si dimentichi di dire che 70 docenti universitari hanno firmato una contro-relazione che dimostra la completa mancanza di prove dietro la sua relazione. Lei parla del coinvolgimento di una rete globale di ricercatori, ma in realtà il suo documento non fornisce elementi di prova circa l’impatto effettivo e positivo del modello svedese. Viene semplicemente reiterata una posizione ideologica che afferma che “la prostituzione dovrebbe essere abolita “, senza guardare alle conseguenze negative della criminalizzazione dei clienti, senza guardare e porre riparo alla perdita del reddito, senza fare attenzione alla maggiore vulnerabilità al virus HIV e alla stigmatizzazione ai danni dei/delle sex workers.

Esortiamo perciò i deputati a sostenere la risoluzione alternativa portata avanti dalla sig.ra Yannakoudakis (leggere la sua lettera aperta alla sig.ra Honeyball qui )

Cordiali saluti,

Luca Stevenson (Coordinatore dell’ICRSE)

The International Committee on the Rights of Sex Workers (www.sexworkeurope.org) in Europe – network of 59 organisations in 28 countries in Europe and Central Asia – and more than 560 NGOs listed in the letter.

Leggi anche:

I parlamentari europei ascoltino i/le #sexworkers invece che le abolizioniste

Tutti i post, le traduzioni, le news sul sex working a partire dalla tag Sex Workers

3 pensieri su “Organizzazioni in difesa di #sexworkers diffamate da abolizionist*”

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