Questo è il mio post su Il Fatto Quotidiano (e segnalo il pezzo di Giovanna Cosenza che la spiega anche meglio). Mi arriva qualche critica (poco ci manca che mi accusino di blasfemia) che sposta l’oggetto della discussione e dice che siccome la ministra giovane è stata attaccata in quanto giovane allora eccola lì l’emergenza. Bisogna fare branco, sospendere il giudizio e difenderla in quanto donna.
A me vengono in mente un po’ di cose. Ve le riassumo. Penso letteralmente che quest* stanno giocando con le nostre vite. Io, come tant* tra voi, sono precaria e ho un mucchio di problemi. Non ho tempo per accorrere a ogni richiesta di soccorso della donna privilegiata che da un lato supporta governi e strategie di partito che mi danneggiano e dall’altro parrebbe svenire, vulnerabile com’è in stile donna ottocentesca, ogni volta che uno le fa buh. Ma il punto è che come ho scritto quelle otto ministre raggiungono immediatamente l’effetto voluto.
Punto uno: quante volte vedremo su Repubblica o L’Unità notizie circa l’attacco a quella o l’altra ministra con commenti successivi che reclamano l’unità di branco? Perché dovrei lasciarmi anestetizzare da chi a partire dalla propria condizione di privilegio chiama le popolane a difendere le ministre? Il femminismo e l’antisessismo sono cose serie e non questo circo così come alcun* l’hanno fatto diventare.
Oltretutto ci sono critiche che non si possono glissare. Per esempio: per quanto si sa alcune delle ministre sono antiabortiste, familiste, democristiane e io non ho passato la vita a combattere per ottenere un minimo di autonomia intellettuale per ridurmi a dover piegare i miei ragionamenti alle strategie di comunicazione di un partito che non ha niente di laico.
Poi c’è chi mi dice che dovrei accontentarmi e io insisto sul fatto che non mi interessano queste prove fasulle e ipocrite di presunta parità. Io voglio tutto. E prima smetteremo di perdere tempo appresso a chi dice di rappresentarti ma poi porta avanti i propri precisi programmi di partito (che non sono i miei) e meglio sarà per tutt*.
Infine ci sono quelle che mi rimproverano di parlare di sessismo ma senza santificare quella o la tal altra rappresentante istituzionale e il punto è che si può raccontare il sessismo anche senza celebrare il martirio di nessuna. E’ che non ci siamo abituati. Esattamente come in Italia non si è più abituati ad avere opposizioni, zone critiche, aree di dissenso, immaginando così che anche l’antisessismo debba essere raccontato allo stesso modo. Il mio antisessismo, in particolare, non è funzionale all’antigrillismo perché penso che i sessisti siano mediamente distribuiti ovunque e non ci può essere una “razza” politica più sessista o antisessista dell’altra. In relazione al sessismo ho infatti abbandonato da tempo l’idea che esistano aree di purezza politica.
Perciò concludo che la cosa pessima di un certo antisessismo è che è strettamente funzionale all’antiberlusconismo o all’antigrillismo (il sessismo dell’altro è sempre più verde!). Non è antisessismo e basta. Se lo fosse non ci sarebbe bisogno di fare la graduatoria a chi è più o meno sessista. E soprattutto non ci sarebbe bisogno di piegare l’antisessismo a logiche di partito che se ne servono come arma contro gli avversari politici. Le donne non sono la testa d’ariete che demolisce gli avversari e non sono quelle che ti parano dalle critiche. Noi riconosciamo il pinkwashing quando lo vediamo messo in atto. Fatevene una ragione.
Infatti il sessismo, appunto, a prescindere dalla maniera in cui si esplicita, io lo trovo nel governo Renzi. Ed ecco che arriva chi mi dice, sostanzialmente, che sessista è chi critica quel governo. Dunque quelle ministre non sono solo delle armi di distrazioni di massa, uno scudo, così come dicevo, ma sono anche di più. Quelle ministre rendono intoccabile tutto il governo. Lo donnificano. E se una donna è intoccabile lo è anche un governo donnificato. E’ un governo puro. Dunque chiunque lo critica è sessista.
Direi che non c’è mai fine al peggio.
Ps: dimenticavo… ci sono anche quelle che “pensa se c’erano le escort”, della serie, comunque non dimentichiamo mai che quelle attuali sono brave ragazze e quelle altre, invece…
Leggi anche:
Il sessismo del governo #Renzi
I media e la sfilata primavera-estate al giuramento delle ministre