Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Culture, R-Esistenze

#Luxuria, l’arresto dimostrativo, le polemiche e le lotte lgbtq

1796082_594450540646124_1604249527_oDue parole su Vladimir Luxuria e quel che ne è seguito. Lei va a Sochi, in Russia vige una legge antipropaganda in favore dei gay e la bandiera che Luxuria mostra in cui è scritto “gay is ok” basta per fermarla, identificarla, schedarla e poi, per quel che leggo, rilasciarla a prescindere dall’intervento della Farnesina. Luxuria non è una trans qualunque. E’ popolare, una ex parlamentare, una vip della tv italiana, e a prescindere dal fatto che, come alcuni dicono, lei sia andata lì in maniera un minimo sovradeterminante, con la consapevolezza o meno di provocare una reazione, quello che dimostra il fermo è che lì chiunque è esposto a quel regime di repressione. E se hanno rilasciato lei che è così famosa non è detto facciano lo stesso con altre persone.

Quello che mi ha sorpreso ieri, in effetti, poi, è stata la virulenza di commenti transofobi e anche di commenti di altri, critici nei confronti di Luxuria e altre persone a lei collegate, che neppure in quel frangente sono riuscit* a bloccare lo schema di litigiosità e acidume in salsa facebukkiana per concentrarsi sul fatto che non è normale che una persona che mostra una bandiera con quella scritta sia fermata eccetera, così come non era normale che delle ragazze che cantavano una canzone siano finite in galera per questo.

A volte penso che ci sia un legame sottile, anche se si fatica a produrre distinzioni, tra quelli che vorrebbero alcune persone in galera per il genere, l’etnia, la cultura di appartenenza, e quelli che a parole dicono di essere garantisti, compagni, bla bla, e poi però fanno emergere il risentimento politico e/o personale prima ancora che occuparsi dei diritti che riguardano ciascuno di noi. La galera e la repressione, in un modo o nell’altro, non sembrano essere un problema per nessuno di loro. Non quando riguardano qualcun@ che vedono come avversari@ politico o nemic@.

Anch’io ho molto da ridire su alcune scelte politiche di Luxuria, della comunità lgbt più in vista in generale, potrei stare ore a raccontare su precise questioni politiche che non io ma altre persone della stessa comunità queer e lgtbq hanno messo in discussione, ma il dato politico, adesso, al di là dei nostri provincialismi, è che questa storia ha messo a fuoco un sistema di oppressione globale, di indifferenza globale, su una reale politica discriminatoria che non può essere banalizzata da complottisti che ancora sostengono che se si parla male di russia o altri paesi xy sarebbe perché siamo tutti al soldo degli americani e che se si parla male degli stati uniti o di altri paesi occidentali neocolonialisti è perché saremmo al soldo di islamici fondamentalisti o di tiranni comunisti. Ma chissenefrega di tutte queste banalizzazioni!?! Gli autoritarismi sono tali sempre e non c’è ideologia che tenga che possa celarne la miseria e la perfida ricaduta sociale che vuoi o non vuoi riguarda tutti noi. Perché riguarda la costante lesione di diritti e il mancato rispetto dell’autodeterminazione dei soggetti.

E dopo questo sermone che potete anche prendere e cestinare mandandomi serenamente a quel paese comunque traduco una nota interessante che problematizza la questione e la affronta in senso critico a partire da chi, nella comunità glbt, è un po’ più lontan@ dalle dinamiche nostrane:

Vladimir Luxuria è stata rilasciata dopo poche ore. Tutto va bene, lei sta bene . Ecco cosa penso: è vero, come ripetuto da compagni russi che gli attivisti occidentali hanno sbagliato nell’affrontare la situazione, sono pienamente d’accordo. Luxuria è andata a Sochi (forse) inviata da uno show televisivo per realizzare ciò che pensa sia “solidarietà” con i gay russi e le persone trans. Lo ha fatto senza alcun collegamento reale con l’attivismo locale. Si tratta di un pasticcio, avrebbe dovuto restare a casa . E’ anche vero però che è incredibile che uno striscione che dice “essere gay è ok” sia sufficiente per un arresto. Ho letto di recente un interessante post sul blog kvirpropaganda in cui la legge antipropaganda è descritta in continuità con le riforme anti- aborto, come simbolo biopolitico di controllo dello Stato sui corpi delle persone. Trovo questa analisi estremamente vera, allo stesso tempo, un punto importante del pensiero biopolitico contemporaneo che manca: è una analisi contrassegnata dall’eccezionalità.

Attraverso Luxuria vediamo come la legge può essere applicata arbitrariamente ed è questo che la rende pericolosa. Certo, ci sono club gay a San Pietroburgo, ma se vengono attaccati, la polizia non può intervenire, o, inoltre, la polizia può decidere di arrestare un giorno persone LGBTQ e non c’è nessuna legge per fermarli. Questo rende la gente queer più sovraesposta, a rischio, “nuda”, rispetto ad altri, dal momento che sono sottoposti al silenzio e costantemente sotto l’accusa di illegittimità.

L’esperienza di Luxuria mostra come funziona la questione nel regno di “Foreign Affairs “, come i Sochi Games vogliono essere rappresentati. Il messaggio è: siete in arresto perché dobbiamo mostrare alla comunità internazionale che non stiamo scherzando su di voi, froci. E … una persona trans viene arrestata, forse liberata pacificamente perché viene fuori che è una VIP della politica italiana e del jet – set. O forse liberata così facilmente perché ciò che è importante è che il “messaggio” intanto sia stato lanciato agli stranieri … non sono sicura, forse alcuni amici possono aiutarmi a capire.

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2 pensieri su “#Luxuria, l’arresto dimostrativo, le polemiche e le lotte lgbtq”

  1. Mah, secondo me il legame non è neppure tanto sottile. I cosiddetti garantisti/compagni/allies a parole sono semplicemente più ipocriti di chi ha il coraggio di manifestare apertamente la propria eteronormatività/sessismo/omo/trans-fobia etc (personalmente questa ipocrisia la vivo tutti i giorni sulla mia pelle, da attivista donna e lesbica). Quei commenti mi hanno fatto imbestialire, ma, ahimé, non mi hanno affatto sorpreso.
    Sulla questione specifica di Luxuria: ha fatto l’errore che ha fatto tutto il mondo occidentale (queer o queer-friendly) nel cercare di agire senza coordinarsi con le reti di attivisti locali (ora, però, non conosco a fondo la situazione, quindi non so se contatti fossero stati cercati dall’una e dall’altra parte, né come si fossero mossi gli attivisti in Russia; pure l’ILGA, che di solito è molto attenta a queste dinamiche, è stata piuttosto allineata con il resto delle associazioni queer occidentali). Detto questo, rimane il dato di fatto che 1. la Russia si sta comportando in modo canagliesco da tutti i punti di vista ; 2. la maggior parte degli stati del mondo occidentale non vuole comunque esasperare il conflitto con Putin; 3. la Russia (insieme alla Spagna) sta facendo da ariete per l’aria di repressione dei diritti che tira in Europa; 4. c’è urgente bisogno di un risveglio culturale delle sinistre tutte, se non non si sa dove andremo a finire.
    Sulla questione dei movimenti lgbt italiani e dei loro presunti rappresentati pubblici lascio perdere o potrei scrivere una serie di lamentele fino a domani.

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