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Se lavi i piatti poi non trombi (una lavastoviglie no?)

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Post ameno su cose amene. Pare che la solita squadra di ricercatori scientifici che testano sui soliti 200 individui (sono convinta che sono sempre gli stessi) le loro deboli teorie, sia arrivata ad un’altra delle loro geniali conclusioni. Stavolta decidono come e perché un uomo può farci sangue (da “mi fai sangue”, che in palermitano significa che mi fai sangue… non c’è una traduzione perché in italiano non c’è un modo di dire corrispondente che parla di attrazione fisica e carnalità sanguigna e passionale tanto quanto questo). Naturalmente la parità fa male al sesso. Il suo sesso. Dunque se smette di lavare i piatti da domani tromberà alla grande. Il coro unanime, invece, dirige preferenze in ben altra direzione. A noi, e uso il noi perché in tante si sono espresse così, fa sangue un uomo che lava i piatti. Quello con la clava che esce dalla caverna per andare a caccia, da antispecista quale sono, personalmente non mi attrae moltissimo. Il tizio rude, un po’ retrò, avrà il suo fascino ma alla fine se non partecipa ai lavori di casa, giusto io che non voglio affatto che si istituzionalizzi il ruolo della casalinga (disperata), cosce serrate e zero confidenza.

Ma poi, mi chiedo, scherzi a parte, con quali tipologie di uomini stanno parlando. Vi giuro che io non ne conosco proprio più, a parte quelli vecchi di 90 anni, e neppure quelli, che non fanno i lavori di casa. Conosco uomini che la casa la fanno brillare meglio di come non abbia fatto mia madre, e vi giuro che il paragone è veramente forte, molto forte. Ne conosco di pignoli che mi osservano per verificare che pulisca bene tutto quanto. Conosco uomini che vivono da soli il cui ordine è veramente maniacale e vi assicuro che la loro autonomia è assolutamente molto ma molto apprezzata anche dal punto di vista sessuale. Un uomo che non dipende e che non vede la compagna come una balia si pone in maniera paritaria, ha già rimesso in discussione un sacco di stereotipi di genere e uomini così semplicemente sono lì, disponibili, a fare le cose in due, in tre, in tanti, perché non se ne stanno con le mani in mano.

Poi se vogliono mettere a fuoco le crisi dei matrimoni e tentano disperatamente di affibbiare al femminismo e alla parità dei ruoli un po’ di responsabilità per le separazioni direi che sbagliano tutto. Perché mai il segreto per un rapporto duraturo dovrebbe stare nella dis-parità di ruoli e non il contrario? O non è forse che le crisi avvengono perché avvengono o proprio perché quella parità non è vissuta in modo sereno da uno dei due o entrambi? Lungi da me ritenere che il sessismo sia insito esclusivamente negli uomini perché conosco donne davvero molto contraddittorie. Vogliono il compagno paritario ma anche macho. Lo vogliono disponibile ma anche rude. “Vorrei che qualche volta dicesse no“, mi raccontava una, ma se le avesse detto no alla fine mi avrebbe raccontato che lui era uno stronzo. Conosco contraddizioni, limiti, tentennamenti e aggiustamenti delle relazioni in cui in realtà certi stereotipi di genere persistono per chiunque. Ma articoli così, che normano le relazioni e i ruoli di genere, sono davvero ridicoli. La scienza dovrebbe mettere a fuoco la complessità e non ripristinare ruoli brindando ad una lunga vita per la conservazione.

Infine, una considerazione: da un lato c’è una campagna che dice che le donne in casa sono più felici perché ‘ste femministe che vi dicono di essere più autonome, economicamente indipendenti e andare a lavorare fuori, obbligano chi sta al potere a tirare fuori i piccioli per inventarsi un welfare diverso che non conti sulle donne come ammortizzatrici sociali nella riproduzione e nella cura. Dall’altro lato vogliono che gli uomini tornino per davvero a fare i machisti che stanno in fabbrica per ore e ore, possibilmente a metà stipendio, perché questa pretesa di vivere una qualità della vita migliore legata agli affetti, non va proprio bene al neoliberismo. Non puoi non rispettare la norma che dice che devi riprodurti, consegnare il corpo allo stato, così se hai famiglia e figli sei costretto, più ricattabile, ad accettare qualunque contratto che ti propongono, ma in ogni caso dovrai stare lontano dagli affetti, fare il partner e il genitore fantasma, quello che c’è perché paga i conti ma non c’è fisicamente.

La donna deve tornare a svolgere lavori di cura, felice di farlo, senza pretendere che quei ruoli siano condivisi con nessuno, e gli uomini dovranno smettere di voler avere un legame con i propri affetti, i propri spazi,  perché non è loro diritto immaginare una esistenza gestita con autonomia. Dovete stare fuori, a farvi seghe nei bar dopo aver lavorato per 12 ore. Tornare a casa stanchi e non aiutare a cambiare un pannolino, ché quelle sono cose da femmina e poi giammai lavare un piatto perché altrimenti c’è pure il ricatto che vi s’ammoscia. Ridicolo. Davvero ridicolo.

Vogliono che la gente trombi di più? Allora cominciassero a diminuire l’orario di lavoro e a dare lo stipendio che spetta a chiunque. Cominciassero a garantire un reddito equo, diritti, servizi. Così magari, invece che andare a verificare se ti tira o meno quando lavi i piatti, vi insegnano a farvi una semplice domanda: ma perché mai non si può fare in due? O meglio: com’è che non ho i soldi per una lavastoviglie?

2 pensieri su “Se lavi i piatti poi non trombi (una lavastoviglie no?)”

  1. Già, sempre detto.

    Esistono le lavastoviglie, le vendono. Lavano meglio e consumano meno acqua e meno sapone di un lavaggio a mano.

    Citando Totò, “la serva serve”! E nel caso di una lavastoviglie non è neppure in “concorrenza”…

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