Comunicazione, Culture, Pensieri Liberi

La “stazza” di #MichelaMurgia (ad avercene!)

Le elezioni dirette a me sono sempre piaciute poco. Si esasperano leaderismi e i candidati o le candidate sono sempre oggetto di campagne di discredito, di macchine del fango, gossip, veleni che arrivano da ogni parte. Nel corso delle campagne elettorali si dice di tutto.

Tra le altre cose, e non è una novità, c’è il fatto che se è candidata una donna da lei non si esige solo capacità, volontà, intelligenza. Parrebbe destinata a un concorso di bellezza al quale si può accedere soltanto avendo adeguati requisiti fisici. E la politica rispetto a questo cosa dice? Proprio niente. I partiti si sono semplicemente adeguati e partecipano alla società dello spettacolo scegliendo candidate che fanno ritoccare su photoshop le foto per presentarsi meglio, sono telegeniche, belline, carucce, bone, e non sto dicendo che per questo sono meno capaci, il punto è un altro. Lo sanno quelle di destra e di sinistra che i padri dei partiti, perennemente maschi, e le specialiste della comunicazione, spesso anche donne, che si dispongono a organizzare le campagne elettorali, scelgono le candidate da mandare in televisione, in giro, sui palchi dei comizi, non solo, certo, per la capacità oratoria e la competenza ma anche per la prestanza fisica.

Bisognerebbe chiedere qualcosa su questo alle candidate e rappresentantesse politiche invisibili, che stanno dietro le quinte, quelle che si mostrano in televisione e hanno superato i cinquanta anni e si rifanno rughe e le espressioni, per esigenza di spettacolo; bisognerebbe chiederlo alle signore del centro sinistra che nonostante gli sforzi di adeguamento estetico sono state brutalmente archiviate per l’operazione di svecchiamento che è seguita all’avvento dell’uomo della luce e del futuro Renzi. Ora guardi i dibattiti televisivi e le donne di destra e sinistra sembrano tutte uguali. Sulla quarantina, carine, telegeniche. Hanno normalizzato tutte il look e dietro i tailleur e gli abitini casual c’è sempre un trucco acqua e sapone che fa tanto ragazza della porta accanto. Sono carine, intelligenti e sanno anche parlare. Diversamente i partiti non le mostrano e non le mandano in tv.

Come si permette perciò Michela Murgia, che va in giro con la sua bella faccia non ritoccata da photoshop, il suo sorrisone e la sua meravigliosa fisicità che non somiglia al modello standard di bellezza unica, dominante, nazista, imposta, di candidarsi perfino alla presidenza della regione Sardegna? Poteva candidarsi a consigliere, non so, amministratrice di condominio, forse, ma ad amministrare la regione proprio no. Siamo sempre nella terra in cui i ricchi, imprenditori, belli, rifatti, di tante parti d’Italia vanno a far finta di essere felici. La Sardegna è un brand e ha bisogno di una persona diversa a farle pubblicità. Di che tipo? E qui la voce in controcampo dice che la persona adatta è un uomo, forse circondato da un po’ di donne decorative o anche no, ma comunque è lui il protagonista della storia, sorretto dalle sue supporters scatenate a raccontare in giro per facebook come Michela sia, nell’ordine, una wannabe, una dilettante, una con l’aureola, con la casta di amiche scrittrici, una che scrive e quindi che vuoi che ne sappia di tutto il resto (e qui vedi lo scarsissimo valore dato alla cultura), è perfino bassa, non si tinge i capelli e, ultim’ora, avrebbe pure la stazza di quella nave lì che è affondata.

Poi sulla pagina di Michela leggo che per screditare la sua azione politica, il suo impegno civile, e per evitare di ragionare di un programma che lei e tutte le persone che hanno deciso di investire in quel progetto hanno scritto con l’aiuto e la partecipazione attiva di tanti, per spostare l’attenzione hanno usato ogni argomento possibile. C’è chi ha tirato fuori il suo privato, chi la definisce troppo fragile, oppure non all’altezza, non preparata e competente, non come quegli altri che invece, ebbene si, hanno la competenza che gli esce pure dalle orecchie. Stanno lì a defecare competenza ogni secondo. Di competenza e di programma però, in giro per i social non si parla. Si parla di Michela perché è lei che bisogna demolire, la sua persona, la sua credibilità. Le più tremende, da quel che leggo, sono donne, di ogni fronte politico, e tacciono quando si tratta di considerare che gli attacchi personali sono scorretti se rivolti alle avversarie. Si ricordano di essere antisessiste giusto quando c’è da parlare di se’ o da strumentalizzare la questione. Infine arriva il candidato del centro destra che si riferisce alla sua stazza.

Prima ancora del giro per i social, fatto per rendermi conto, con la mia amica Loredana Lipperini che mi fa notare come il livello di barbarie e inciviltà, l’astio personale da parte di alcune donne contro Michela, abbia superato il limite della decenza, dopo aver letto le offensive battute del candidato di centro destra avevo scritto questa cosa qui e la confermo.

Non sono sarda ma considero che MichelaMurgia ce l’abbia alto, il cervello, semmai il cervello possa definirsi in statura, e dunque le dedico solidarietà per i riferimenti al corpo, alla sua fisicità, che il suo avversario politico le ha inflitto. Quando non si hanno argomenti si finisce sempre per considerare il valore, in special modo di una donna, giusto se sei appetibile dal punto di vista sessuale. La “stazza” della Murgia sta nelle sue idee e nei regali di intelligenza che ci concede, ed è un peccato che di persone della stessa – più che desiderabile – “stazza” non ce ne siano molte. Auguri Michela e un abbraccio.

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