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Appello ad Andrea Scanzi: non dare della femminista alla Boldrini!

Vorrei raccontare a Scanzi, de Il Fatto Quotidiano, come e perché sovente in Italia, in special modo negli ultimi tempi, qualunque ragionamento si faccia si erge subito la voce di quelle (e paternalisti annessi che accorrono in difesa della indifesa fanciulla) che puntano il dito sulla parola errata, offensiva per chiunque appartenga a un genere, e distolgono l’attenzione da tutto il resto.

Vorrei spiegargli anche che per la sua parola errata un po’ mi offendo anch’io perché si continua ad attribuire la qualifica di femminista un po’ a muzzo. Veterofemministe vengono definite, seguendo i ragionamenti stereotipati di chi non ci ha capito molto, quelle che lottavano per i diritti delle donne quando le donne non avevano diritti. Essere “vetero” è un complimento, perché il femminismo della prima ondata parlava di uguaglianza, di pari diritti e raccontava un’altra storia che avrebbe cambiato davvero la cultura di tutto il mondo.

Quello di cui si parla oggi è un’altra cosa. Lo chiamano, forse, la seconda o terza ondata, potrà definirsi controriforma che usa l’essere donne per accreditare un modello di società neoliberista, funzionale a potenti e ricche di ogni parte. Potrà definirsi l’uso improprio della parola “donna” per restituire alle donne quella “differenza” (contraria all’uguaglianza) che diventa una trappola di genere entro la quale in quanto donne dovremmo restare imprigionate.

Quello di cui si parla oggi è il femminismo di chi in un convegno liquida malamente una donna che urla dal fondo della sala che “la violenza sulle donne è dello Stato” e che parla di pensioni, lavoro, precarietà, mentre la relatrice restituisce invece la presunta emergenza che dovrebbe preoccuparci di più: un manifesto sessista. E’ il femminismo che quando parla di donne, vittimizzate e definite “soggetti deboli” bisognose di protettori/tutori di Stato, in un decreto sul femminicidio (lo stesso che le donne hanno ampiamente contestato) inserisce norme repressive contro movimenti e NoTav.

E’ il femminismo, così vuole definirsi, che stringe accordi tra donne per le quote rosa fregandosene ampiamente del fatto che il maggioritario e le soglie elettorali lasciano fuori intere generazioni, classi sociali, e altri grossi pezzi di comunità. E’ il femminismo che brandisce l’antisessismo per metterti a tacere. E’ quello che se tu osi opporre una critica politica ti dice che sei maschilista perché gliela fai in quanto donna e non in quanto rappresentante istituzionale e se poi quella stessa critica la fa una donna allora dicono che quella donna è maschia, posseduta da lobby maschiliste che ci lobotomizzano e ci impediscono di pensare donna.

Sono quelle che appunto dicono che il pensare donna sia diverso e migliore, che governare da donne sia una figata e che la donna, in quanto donna, non può mai dire o fare cose sbagliate. Perciò dare della vetero femminista a una donna che, secondo le critiche, non si sarebbe assunta la responsabilità politica delle proprie scelte fatte nell’ambito del proprio ruolo istituzionale è una offesa per me che sono femminista e non agirei mai allo stesso modo. Anzi questo contribuisce a restituirle il ruolo di santa martire che le hanno affibbiato per cui qualunque cosa dica o faccia non ci sarebbe altro che inchinarsi al suo cospetto e punto così.

Chiamala Madonna, chiamala BeddaMatreSantissimaAddolorata (prega per noi!) che venera (nostro malgrado) sulla salute psicofisica delle donne, chiamala MadreTeresaDiCalcuttaRediviva, con quel marketing che i media le costruiscono attorno… di lei, donna benestante, bianca e occidentale, che a momenti ha in braccio il piccolo immigrato scampato alla crudeltà del mondo, ma non la chiamare (vetero)femminista, ché c’è gente che la venera, in quanto donna, che la difende, in quanto donna, esattamente come se vivessimo nel medioevo e lei fosse una fanciulla indifesa per la quale bisogna stendere tappeti rossi e sbaragliare orde di barbari che le impediscono il passaggio. Perciò, please, non datele della femminista, perché in quel caso è me che state insultando.

Ps:  Ricordo a chi insulta le donne, a prescindere, dando loro delle baldracche, che questo post non li legittima in alcun modo. Gli insulti sono gravi per le persone che li ricevono e sono anche funzionali a chi vuole distrarre tacitando le critiche. Spostare l’asse della discussione sull’oggetto politico delle critiche sarebbe ottimo. Grazie!

Leggi anche:

di Boldrini e dintorni, su questo blog

#Boldrini: tu non sei tutte le donne!

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