Satira, Storie

Il sindaco felice

La gente è straincazzata: troppi disoccupati… un paio hanno tentato anche di darsi fuoco giusto davanti al palazzo comunale, morti di fame che se pure vogliono togliersi la vita lo facessero lontano. Dopodiché fortuna che si salvano e allora ci guadagno un paio di foto per le prime pagine del giorno dopo.

Ci sono quelli che fanno la spola per chiedere permessi, autorizzazioni, delibere che approvano questo e quello e proprio non lo vogliono capire che oltre quelli per i soliti quattro amici non ci sono soldi neppure per le spese ordinarie. Già è tanto che si riesce a smaltire l’immondizia per le strade, ed è faticoso fare perfino quello, e poi la gente fa la fila per qualunque cosa, mentecatti, per un posto all’asilo, uno alle case popolari, e che dire di quegli scassacazzi dei centri sociali che occupano a destra e a manca e a me tutte le rogne con i proprietari o se la proprietà è del comune ho da dare conto alla questura, alla prefettura, e a tutte le divise che per questione di principio e per affinità d’opinione con quelli che sono convinti che gli antagonisti dovrebbero perire tutti in galera sollecitano urgentemente provvedimenti di sfratto e sgombero.

Però ho da inventarmi due o tre cose per distrarre la popolazione così smette di pensare ai soldi che mancano e si concentrano su altre questioni che faremo apparire più impellenti.

Innanzitutto si parlerà di “sicurezza”. I centri sociali tornano utili perché così si dirà che c’è un pericolo da sconfiggere. Poi c’è da riempire le strade di telecamere perché così tutti si sentono meglio. Mettiamo le stellette di sceriffi alla polizia municipale così saziamo un po’ l’ego da far west di certi machi. Infine, mentre svendo un po’ di proprietà a demanio pubblico e stringo accordi per dare concessioni d’uso a centri commerciali, imprese e inquinatori professionisti, uso due o tre punti che ai sindaci risultano utili per attrarre consenso.

Punto primo: fare un cimitero per i feti. Così si scannano quelli che ai feti vorrebbero dare nomi, destini, lapidi e reincarnazioni e quelle altre, le spostate, che per questioni di principio fanno le barricate per difendere la legge 194.

Punto secondo: fare una ordinanza che multa prostitute e clienti. Così la gente è contenta perché si toglie dalla strada un po’ di “degrado” e io la posso raccontare dicendo che lo faccio per salvare quelle povere anime perse.

Punto terzo: ventilo la possibilità di utilizzare il contributo di soggetti volenterosi che dicono di voler sorvegliare i loro quartieri ma in realtà organizzano linciaggi contro gli immigrati.

Servono argomenti che parlino di donne, e quella storia della sorveglianza del corpo mi è d’aiuto. Posso anche dire che appena c’è per strada un manifesto pubblicitario con un culo esposto ve lo tolgo immantinente. All’indomani mi faccio la foto con la titolare dell’associazione fatebenesorelle e sono altri consensi e altra distrazione di massa utile allo scopo.

Serve dire che ci vuole decoro, sicurezza e poi due o tre parole sul valore della vita ed è bell’e fatta. Intanto ci sono le feste. Ricevo oggi il bigliettino di ringraziamento da parte della ditta che ha pensato all’albero natalizio in piazza con gli addobbi. Scrive:

Grazie assai per il finanziamento. Comunque hai esagerato perché con quella somma ci compravi mezza foresta amazzonica. Però gli amici non dimenticano e tu ci hai dato da mangiare anche quest’anno. Tante buone cose a te e alla famiglia.

Ah, ve l’ho detto che sono di centro/sinistra? Lo chiarisco, perché non sia mai che qualcuno mi scambia per quegli altri. Perché noi no, assolutamente… noi siamo diversi.

Auguri a tutti. Ossequi e arrivederci a presto.

Ps: Il sindaco felice è un personaggio di pura invenzione. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale.

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