Erotic Grrlz

Legami

Prima di lui non avevo grande confidenza con il mio corpo. Venivo usata e basta.

Quando mi disse per la prima volta che avrei dovuto toccarmi in sua presenza mi sentivo sciocca. Io che mi guardavo a malapena allo specchio. Non sapevo neppure com’ero fatta. Dentro, intendo. Nelle mie parti intime.

Lui che mi sollecitava a prendere confidenza con me stessa e a offrirmi così, per ciò che sono, senza vergognarmi di niente. Di colpo iniziai a sentirmi desiderabile, seducente. I miei movimenti divennero più sensuali. Sensi e sesso erano quelli che guidavano il mio corpo, le mie espressioni, il tono della mia voce, i miei sorrisi.

Presi a mangiare, camminare, muovermi in modo diverso e quando lo facevo pensavo a lui, volevo si eccitasse, che fosse lì a guardarmi, a godere di me.

Quella mattina arrivò a raccontarmi i suoi giochi d’attesa. Afferrò con i denti la mia carne e la tenne stretta senza ferirmi. Poi mi parlò, piano, raccontandomi tutto ciò che avrebbe voluto prendere di me e nel frattempo mi legava, a nodi stretti in un ricamo, quasi fosse un lavoro all’uncinetto, di quelli che alla fine dell’opera sembrano un fiore, una decorazione.

Scoprivo così che esistono uomini che vanno oltre la superficie e vogliono tutto: corpo, testa, pensieri. E ti coinvolgono in un gioco erotico che realizza complicità, perché quel legame sia duraturo e quel desiderio permanga ancora, a lungo, in ogni momento.

Quanto tempo avevo sprecato accontentandomi di un desiderio che viveva solo per la durata di un amplesso. Poi arrivò lui, carne nella mia carne, mente nella mia mente, e avrei voluto essergli costantemente legata. Con una corda, un collare, qualunque cosa che tenesse teso e unito il filo.

Prese tutto ciò che aveva promesso. Avrei voluto possedere altro da dargli. Perché il mio massimo godimento era soddisfarlo. E altro gli avrei dato.

Ma questo fa parte di un’altra storia che vi racconterò in futuro. Per ora, avete appena letto quanto voglio voi sappiate di me.

Ps: Erotic Grrlz (diario erotico postporno) è un personaggio di pura invenzione scritto da una amica (l’editing è mio). Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. 

4 pensieri su “Legami”

  1. Mi spiace per aver lasciato solo un “mah”; mi spiego meglio. Ho letto i vari post di Erotic Grrlz e capisco perfettamente questo punto di vista, lo condivido e sono d’accordo sul fatto che ciascuno ha il sacrosanto diritto di vivere la propria sessualità come diavolo gli pare.
    Anzi, il BDSM mi attrae e mi sono documentata un po’ a proposito, ma il mio partner è un po’ scettico a riguardo. Ad ogni modo, quello che mi rende perplessa a riguardo (da lì il mio “mah”) è questo sostenere che “sensi e sesso erano quelli che guidavano il corpo, le espressioni, il tono della voce, i sorrisi”.
    L’aspetto principale che viene sempre presentato delle relazioni BDSM è questo CONTINUO desiderio tra i due, che sembra non smettere mai, seppur, naturalmente, non sempre esplicato in fisico atto sessuale. Cioè lei pensa sempre a lui in ogni cosa che fa (e lui a lei magari), e vorrebbe “essergli costantemente legata”. Questo mi infastidisce. Non è un po’ una limitazione della propria libertà calarsi in una relazione del genere, dove si arriva come ad essere dipendenti l’uno dall’altra – quasi per la propria sopravvivenza? Voglio dire, questi tipi non hanno altri motivi nella propria vita per sentirsi vivi? Altre passioni, un altro furore che li fa andare avanti? Che ne so, la musica, dipingere quadri, salvare i cani randagi, il proprio lavoro magari (qualunque sia), i propri amici?
    Mi dà un po’ fastidio che in ognuna delle descrizioni di relazioni BDSM (ne ho lette alcune, e di persone vere, non parlo di robaccia tipo “50 sfumature di grigio”) si proponga la relazione tra i due amanti come UNICA e SOLA passione che riempie la vita di queste persone, e l’unica degna! E sembrano quasi snobbare un po’ tutto il resto del mondo, che non li capisce…
    Capisco che nella vita tutto si riconduce ai sensi e alla sessualità, ma perdiana…io voglio bene al mio cervello e mi piace sapere che lui (il cervello) è felice non solo quando il mio partner riesce a legarmi a sé regalandomi piacere sessuale, ma anche, per fare un esempio, quando faccio qualcosa di utile per l’ambiente (questo è il mio campo e ciò che mi rende felice). Non mi piace l’idea che il sesso (in tutte le sue estensioni) sia l’unico perno della vita. Lo sento come una limitazione delle nostre potenzialità.
    Forse mi sbaglio o sono troppo giovane. Sono aperta al confronto 🙂

    1. Non so se riuscirò a essere esaustiva. Il punto sta nella connessione tra mente e corpo: non è solo una questione di sessualità, ma di completezza, perché il tuo Padrone ti conosce molto bene e riesce a vedere cos’è meglio per te, perché non ha le tue paure e le tue insicurezze e vede tutti i tuoi pregi e a li valorizza. Un vero Padrone non ti dirà mai di fare una cosa che non ti farà stare bene, che non ti farà sentire unica e speciale. Tu sai che lui ci sarà sempre, anche quando non c’è fisicamente: è nella tua pelle, è nella tua testa. Lui è felice se ti fidi pienamente di lui e tu vuoi farlo felice, perché lui tiene a te più di qualsiasi altra cosa al mondo. Il rapporto tra dominatore e sottomessa va oltre il sesso, l’erotismo, il sadomasochismo (non sempre è presente nel rapporto e può esserci a varie intensità): è un rapporto di interdipendenza e simbiosi che ti fa stare bene, ti fa sentire completa e pienamente te stessa. Tutta la tua vita ne trae beneficio: anche il tuo lavoro, i tuoi interessi, vivi tutto con più intensità e consapevolezza. Spero di aver reso l’idea… 🙂

      1. Diciamo di sì, grazie per aver speso un po’ di tempo per spiegarmi 🙂
        Comunque mi sembra una cosa abbastanza lontana dal mio modo di essere 🙂

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