Fatta di stereotipi, narrazioni tossiche, inversioni semantiche e revisionismi. Il partito per cui i Cie sarebbero luoghi di ospitalità. Dove non si capisce perché devi essere ospitato per forza per 18 mesi in un posto con le sbarre, i recinti e le guardie.
E’ il partito al governo per cui aiutare i migranti annegati a Lampedusa significa siglare altri patti per la Fortezza Europa e rimandare ad altre spese militari.
E’ lo stesso partito che in nome del bene delle donne autorizza la militarizzazione di un intero territorio in cui ritiene si debba realizzare la Tav.
La comunicazione del Pd funziona secondo lo schema lotta tra Bene e Male e ovviamente loro sono il Bene. Per essere il Bene bisogna travestire con una patina di tolleranza l’adesione a una politica liberista che privatizzerebbe anche tua nonna, se potesse.
Per legittimare la loro politica, quell* del Pd, polarizzano lo scontro: ieri contro Berlusconi, oggi contro i grillini o i movimenti per casa/reddito/libertà, e tutti comunque pare siano meno democratici dei piddini.
L’idea di massima che passa nella comunicazione del Pd è che il Bene corrisponda a loro come loro corrisponderebbero al Bene. Perché fanno dimettere una ministra con robe di pagamenti in sospeso ma non dimissionano quella il cui numero privato è raggiungibile da una famiglia di imprenditori in arresto o sotto inchiesta. Perché hanno messo lì una ministra nera che si becca insulti razzisti da mattina a sera ma non realizzano un solo provvedimento che metta fine all’apartheid cui sono sottoposti i migranti. Perché sono senza macchia ma delle notizie di inchieste giudiziarie che direttamente o indirettamente li riguardano si dice molto poco, perché le cose brutte commesse da altri sono brutte per davvero. Quando succede a qualcuno di loro si tratta solo di una mela marcia.
Loro non sono quelli che fanno il bunga bunga, non hanno ministre che prima facevano i calendari nude, non hanno le “veline” che partecipano alle convention ma hanno donne dai denti tanto bianchi, volti puliti, di quella bellezza un po’ da sagrestia o da feste dell’unità, il cui passato è fatto di fedele ruolo nel partito e giuramento sulla statua del segretario.
Loro non sono quelli che fanno le gogne giornalistiche ma quando c’è da fare passare qualcuno da demonio non sono secondi proprio a nessuno. Lo sanno i NoTav, i movimenti extraistituzionali e le/gli M5S, definiti eversivi i primi e buzzurri/ignoranti (come minimo) quegli altri.
Il fatto è che questa strategia di comunicazione non è italiota ma la ritrovi in ogni nazione a governo filo/socialdemocratico neoliberista in cui il fantasma delle dittature precedenti viene agitato per fare pensare che prima o poi ritornerà e dunque o mangi questa minestra o ti butti dalla finestra.
Estrema destra e vari utili idioti xenofobi e fascisti servono a legittimare quella che si propone come alternativa democratica e mentre dice che la dittatura è altrove e bisogna scongiurare il pericolo che torni, sotto altra forma, te la rimette sotto il culo con varie forme di legalitarismo, giustizialismo, repressione del dissenso nelle piazze, controllo della informazione in salsa vittimista (povero Pd che non ha media… ma davvero non li ha?).
Prendo come esempio l’Italia ma fate conto che ovunque sia presente un governo dello stesso tipo si realizza un patto di ferro tra socialdemocrazie e neoliberismo, dove la socialdemocrazia tenderebbe a rendere più accettabile la dittatura capitalista.
In Brasile la presidenta non si è curata delle popolazioni indigene sfrattate e deportate dai propri territori perché lì bisognava fare gli stadi e altre grandi opere in previsione dei mondiali.
In America Latina è andata bene far pensare, in alcuni Stati, che la democrazia fosse arrivata fintanto che la gente non si è accorta che quella concentrazione di ricchezze che stava comunque nelle mani di pochi non sarebbe mai stata redistribuita e dunque, tante persone private anche dei respiri, hanno preso d’assalto le banche e tra scontri, repressione e arresti ancora si chiedono quale sia la differenza tra quello che succede oggi e quello che era ieri.
In Spagna (e ve ne parlerò) si propongono leggi per la “sicurezza dei cittadini” che vietano aggregazioni spontanee, manifestazioni, forme movimentiste di partecipazione e dissenso.
In Italia i divieti comunali, per questioni di mobilità e intralcio ai cittadini, contro scioperi e manifestazioni portano dritti ai decreti “sicurezza” (in nome delle donne) per militarizzare la Val Susa e assegnare ai militari nuove funzioni di ordine pubblico.
La nuova regola neoliberista è quella di usare temi identitari per legittimare la stessa vecchia storia. Lo fanno le grosse aziende per fare marketing spacciandosi per capitalismo buono. Il presidente nero, il sindaco ecologista, la ministra lesbica, la capa di qualcosa trans, la ministra all’economia donna. E dato che tutto si gioca su questi schemi per vincerla sui numeri la gara è all’attribuzione di chi è più pro/donna, chi è più pro/gay, pro/ecologia, pro/neri.
E’ più pro/donne (ma che cos’è la donna?) chi le usa per fare un decreto sicurezza per reprimere il dissenso dei/delle NoTav o chi consegna i ministeri a quelle chiamate in senso dispregiativo “veline”?
E’ più pro/migranti chi chiama “luoghi di accoglienza” i Centri di Espulsione e Identificazione o chi dice che i migranti bisogna aiutarli in “casa loro”?
A me pare che oggettivamente nelle due aree ci si rivolga a un elettorato differente, spaccando il consenso a metà e obbligando a discussioni rigide, integraliste e intolleranti (lotta tra bene e male, medio evo, appunto), ma che in entrambi i casi quell’elettorato sia distratto da altre questioni.
Per capirlo basta guardare alle politiche economiche, che sono pressocché identiche, tant’è che ministri per l’economia, sottosegretari, vice ministri, che vengono assegnati a quella questione sono quasi sempre gli stessi o comunque della stessa scuola di pensiero liberista. Perciò che le dittature capitaliste ci vengano fornite secondo le due prospettive della visione europeista, di destra o di sinistra, non fa molta differenza.
E se per caso agli estremi vengono relegati, con regole elettorali maggioritarie e repressione del dissenso, fazioni nazionaliste, di gente che già che c’è fa a scatenare guerre tra poveri, e gruppi di persone anticapitaliste che non si fanno incantare dai giochi di prestigio del centro sinistra, non vuol dire che queste due ultime prospettive siano in qualche modo coincidenti.
L’errore di fondo di questi anni sta tutto qua. Perché il nè destra nè sinistra non è una invenzione dell’estrema destra ma del centro sinistra, del bipartitismo, delle visioni bipartisan, dei movimenti identitari pro/donna, pro questo e pro quell’altro in cui trovi quella che si dice antifascista ma poi va a fare balli in piazza con la donna che vuole smantellare consultori, cancellare la legge 194, e altre cosine di questo tipo. Né destra né sinistra è cosa che ritrovi nel Pd in cui vale tutto e il contrario di tutto. Perché sono quelli che “bisogna stare tutt* unit*” (rimuovendo il conflitto) perché ci sarebbe un nemico esterno (la stessa logica dei femminismi istituzionali è ispirata da questa modalità). Però, giacché loro sono sempre riconosciuti in quanto Il Bene (assoluto), dicono di essere dalla parte della ragione al punto tale che oggi se parli con uno del Pd sei ok, se invece parli con un anarchico non va bene.
E l’altro errore sta nel fatto di immaginare che il Pd realizzi queste modalità inciucione perché crede nella tolleranza e nel rispetto delle idee altrui. Stigmatizzare quelli che vorrebbero importi una idea (censurando la tua) con le spranghe è più che giusto, ma questo non significa che sia meglio delegare la repressione del dissenso alle polizie. Perché la repressione del dissenso, che avvenga in modo più o meno legale, sempre repressione è.
Dunque in realtà il Pd non è neppure tollerante come vorrebbe fare credere. Non lo è nei confronti di chiunque non gli sia in qualche modo funzionale. Le discussioni all’interno non sono poi ‘sto grande esempio di democrazia che si vorrebbe far pensare e perfino le primarie sono un modo per spettacolarizzare un processo selettivo della dirigenza che in realtà avviene alla solita vecchia maniera. Chi ha attraversato i congressi di partito lo sa. Truppe cammellate, giochi sottobanco e a queste cose oggi si unisce l’abilità di chi il consenso va a anche a ritargliarselo in termini mediatici. Per cui il segretario di partito è oggi quello che ha l’Xfactor e non necessariamente quello che ha il consenso della base.
Dicevo perciò che tutto quello che si oppone alle pratiche piddine non è la stessa cosa. Ed ecco un’altra pratica tipica della comunicazione filo/Pd. Dato che il bene coinciderebbe solo con il Pd allora se tu ti opponi parleresti come l’estrema destra e sei quasi un@ criminale.
Estrema destra per chi gravita attorno al Pd sarebbe tutto ciò che non sta con loro. Se ti opponi alle scelte delle donne del Pd e alla loro maniera di istituzionalizzare il femminismo saresti antifemminista (perché anche il femminismo, l’unico, coinciderebbe con loro). Se ti opponi alle scelte degli uomini del Pd saresti di estrema destra. Se poi ti opponi alla politica di tutt* loro diventi quasi un@ terrorista.
Se poi spieghi che autoritarismo e destra non stanno esattamente e solo a destra ma anche dove si dice ci sia il centro sinistra allora ti dicono che sei confusa e che il tuo è relativismo spinto quando a relativizzare sono loro.
Perché chi sa cosa sia l’autoritarismo (a me questo avviene anche con il “patriarcato”), in generale, non si lascia ingannare né dai simboli, dai nomi, né dalle inversioni semantiche usate. Decostruisce linguaggi e pratiche, lo individua ovunque, lo racconta e vi si oppone. Molto semplicemente.
E per farlo è giusto osservare e analizzare un fenomeno politico ma non è certo necessario togliere rispetto e prendersela con le persone, perché nel Pd ci sono tante brave persone. Come in ogni altro luogo, spazio politico, a sinistra, a destra, nell’M5S, nei movimenti, salvo dove, appunto, usano le spranghe per imporre o censurare una idea, perché, ecco, appunto, neppure la bravitudine delle persone è una esclusiva del Pd. Ma già dire questa banalità è una eresia.
Ditemi che ne pensate.
Devo dire che questo pezzo mi piace perché rende bene l’idea di cosa è successo “dall’altra parte”, negli ultimi 20 anni.
Notavo oggi qualche curiosa coincidenza con l’immagine, sul palco, dietro Renzi http://goo.gl/uRP5JZ
Per come li descrivi, i fatti e le modalità di comunicazione riportati sono una fotografia reale del PD come apparato. Aggiungerei però un fatto importante, che ha caratterizzato questo ventennio: questo “mito”, che sembra preso pari pari da Guerre Stellari, del confronto del Bene contro il Male, che ha origini “antiche” e precedenti al ’93, si è evoluto fino a diventare la logica del “meno peggio”.
“Voto loro, perché sono comunque migliori sulla piazza, sono meno peggio della destra.”
Questo è stato il leit motiv con cui tanti elettori sono andati alle urne tappandosi il naso.
Detto questo, una cosa che invece apprezzo meno è il “risalto” dato al M5S nel tuo pezzo: forse sarò anche io “vittima” della logica del meno peggio, ma da come lo scrivi non mi sembra che escano due fatti fondamentali. Il primo è che il M5S vede come nemico principale il PD e ne sfrutti le debolezze/arretratezze per giustificare ogni sua mossa, comprese quelle palesemente antidemocratiche. Su questo punto, non serve il giudizio negativo del PD per capire gli atti dei pentastellati.
Il secondo punto (secondo me un errore, poi ognuno ha le sue convinzioni) è quando dici
“Come in ogni altro luogo, spazio politico, a sinistra, a destra, nell’M5S, nei movimenti…”
come se il M5S fosse collocato in un altro punto, fuori dal Parlamento o in un posto che, per usare la loro retorica, è “nè di destra nè di sinistra”…retorica che è fondamentalmente di destra.
la logica del meno peggio. è vero. sono quell* che bisogna essere tutti uniti perché c’è un nemico esterno.
sull’M5S io mi sforzo di non stare al gioco di demonizzazione che è imposto anche dal Pd. che sui grillini agisca la demonizzazione è un fatto. Sarebbero un pericolo per la democrazia? davvero? quelli che si sono espressi contro i movimenti “violenti” in piazza perché non hanno scelto la via di opposizione istituzionale? o semplicemente sono la concorrenza? il Pd è il bene e quegli altri sono il male? Davvero?
Fanno schifo i commenti dedicati ai giornalisti. schifo come fanno schifo tanti insulti che ricevo io da sedicenti compagn*. ma anche lì: l’inciviltà, il sessismo, l’hate speech non stanno certo da una parte sola.
https://abbattoimuri.wordpress.com/2013/12/07/m5s-e-le-gogne-per-i-giornalisti/
per l’ultima frase no, non intendevo dire quella roba lì. li nomino non per distinguerli da destra o sinistra ma perché oggetto perenne della demonizzazione piddina. comunque sia, pensandoci, è anche vero che la loro collocazione è disomogenea. Ci stanno tanti compagni e compagne che conosco ma anche persone che compagne non sono.
Credo che il PD abbia semplicemente trovato pane per i propri denti. E che il M5S utilizzi la stessa logica del “noi siamo il bene e loro sono il male” usata dal PD.
Ma non credo che la demonizzazione sia una prerogativa del PD nè una iniziativa iniziata dal PD, anzi…chi ha fatto di tutto per decostruire il mito del M5S non ha nulla da spartire col PD e si è mosso per tempo, lanciando l’allarme da un bel po’.
Sulla collocazione del M5S credo sia necessario fare un distinguo tra chi li vota (o è semplicemente simpatizzante), chi è attivista e le loro idee politiche, oltre che i loro metodi.
In un primo momento, diciamo fino alle elezioni amministrative, si stimava che due terzi degli attivisti erano di “sinistra” mentre, tra gli elettori, due terzi erano ex elettori del PdL, delusi da Berlusconi che non avrebbero mai votato PD (Il dato sugli attivisti pare abbia spinto Casaleggio a spingere per le famose epurazioni che sono cominciate in Emilia Romagna, dove la componente di sinistra andava per la maggiore).
Ora, considerando le diverse sortite politiche e prese di posizione di PD e M5S (tra cui ultima ma non unica la lista dei giornalisti “da odiare”), mi faccio delle domande:
Se un partito è a favore di politiche “di destra”, l’elettore che lo appoggia si può “giustificare”, perché vota un partito che si definisce di sinistra o centrosinistra?
Questa giustificazione vale ancora dopo 10-20-30 anni in cui si devia a destra?
Se le precedenti due domande hanno risposta negativa per gli elettori del PD, perché non dovrei dire che un elettore del M5S è “di destra”?
Anche io conosco tanti che votavano o erano simpatizzanti del PD e ora votano/simpatizzano per il M5S. Semplicemente, faccio per loro lo stesso discorso che faccio per questi due partiti: non li consideravo di sinistra prima come non li considero di sinistra adesso.
Sono d’accordo, anche io conosco e incontro tante persone brave, oneste e capaci…provo a spiegar loro cosa non va, cosa non funziona e se si reputano di sinistra provo anche a chiedere se reputano di sinistra un certo corso politico.
Posso dirti che in entrambi i casi mi sento rispondere che la loro è la scelta migliore, il meno peggio, che stanno facendo (o possono fare, potenzialmente) qualcosa per cambiare (da segnalare però il caso classico del grillino che si aggrappa al “e allora il PD?” che è praticamente il nuovo “e allora le foibe?”).
quando io parlo di compagn* che vota o gravitano nell’M5S non mi riferisco certo a gente del Pd. 🙂
Io mi riferisco sia a gente ex PD che gente che non ha mai votato PD 😀
c’è gente piddina che sta con Il M5S? questo è uno scoop 😀
L’ha ribloggato su Un blog di M.
Discorsi da vecchia politica, da vecchio paese, da persone vecchie……
Qualcuno non ha ancora capito che nel 2013 sarà difficile lottare per destra e sinistra…. è l’ora di iniziare a pensare per quello che è giusto o sbagliato per il Paese in un determinato momento storico.
Invece sentiamo ancora discorsi di piazzaioli demagogici, da persone ancorate a vecchie origini e vecchie idee, a vecchie ideologie che non hanno più senso di esistere.
Ma la situazione è ancora peggiore, perchè ormai in giro c’è anche il gruppo di pecoroni del M5S che va dietro al ducetto genovese che dimostra ogni giorno di più di essere peggio anche di quello Arcore…..
In tutto questo, speriamo che nel prossimo futuro possa arrivare qualche schiarita grazie a Matteo Renzi….. ma non sarà facile cambiare un paese vecchio, inadeguato e con uno scarso senso culturale come quello italiano….
“ducetto”?
a me non piace si utilizzino simili appellativi nei confronti di nessuno.e se per dire che è pessimo bisogna paragonarlo a un’altra persona che è appena stata detronizzata dal parlamento sperando in un futuro radioso in mano a renzi si capisce che la logica del tutto il bene da una parte sola e il male dall’altra non è poi una così cattiva chiave di lettura.
Dici che “ducetto” da troppa importanza al soggetto a cui è riferito? 🙂
In senso assoluto, non c’è bisogno di fare paragoni con l’ultimo detronizzato, perché da qui è facile dire che è il meno peggio e quindi il meglio da votare.
Insomma, io non capisco bene cosa sta succedendo: un conto è dire “il PD fa schifo per questi motivi” senza bisogno di chiamare in causa il M5S, un conto è parlare in questo post anche del M5S ed utilizzarlo solo come esempio di soggetto politico demonizzato, senza ammettere le manovre politiche ed elettorali che non lo distinguono poi così tanto da PD e PDL.
Il punto è che non posso parlare della contrapposizione tra bene e male che mette in atto il pd senza parlare dell’m5s perchè semplicemente l’m5s esiste e quella contrapposizione viene esercitata in quelle modalità e non in termini politici. quando m5s propose di depenalizzare il reato di clandestinità comunque il pd si ergeva ad alta figura morale che aveva a cuore il tema dei migranti. di fatto il governo letta ha aumentato le spese militari per fermare i migranti in navigazione e i grillini passano da razzisti. in tutto questo c’è qualcosa che non torna. senza santificare nessuno.
Ah già, il Bene ed il Male…….
Parlando di Primarie, tema attuale….. secondo i caproni funziona così:
Le “primarie online” del 5 Stelle che decideva chi far votare e chi no sono il Bene….
Le “primarie del PD” invece sono la solita presa per il culo nei confronti degli elettori e quindi il Male……
PS: Comunque il “comico” genovese ed il “comico” di Arcore sono molto simili, anche nel linguaggio colorito ed offensivo verso tutto e tutti……
In quanto a manicheismo demagogico potremmo dire che Berlusconi ha tracciato il solco, circa vent’anni fa, ora a difenderlo pensano, ciascuno a modo proprio, Grillo e Renzi.
“quando m5s propose di depenalizzare il reato di clandestinità…”, no aspè, che vuoi dire?
Il M5S non ha mai proposto di depenalizzare il reato di clandestinità, ma ha proposto un emendamento che nasce come trappola al PD (non riuscita, speravano votassero contro) che Grillo e Casaleggio si sono sbrigati a “disconoscere”. Subito dopo, i due esponenti M5S che l’hanno proposto, hanno precisato che
“Dopo l’emendamento del M5S il clandestino rimane comunque clandestino, ma sarà più facile procedere con le espulsioni”
http://www.giornalettismo.com/archives/1155441/lemendamento-5-stelle-che-elimina-il-reato-di-immigrazione-clandestina/
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-09/commissione-giustizia-senato-emendamento-195458.shtml
io mi ricordo che i senatori dovettero giustificarsi in quel modo lì ma che le intenzioni erano diverse.
https://abbattoimuri.wordpress.com/2013/10/10/grillocasaleggio-reato-di-clandestinita-e-m5s/
Appunto, le intenzioni erano diverse: partiti per mettere in difficoltà il PD e…tornati con un voto favorevole non desiderato! Si tratta della tecnica del “round’n’barrel…un colpo al cerchio e uno alla botte!
Rimane il fatto che ad un mare di persone, pur di vincere, di andare avanti, non frega nulla delle scelte di Grillo. L’importante è avere un capo che li guidi e tiri le redini: non uso duce/ducetto che secondo te è una offesa, ma bisognerà ragionare anche su questo e ammettere che a tante persone, si autodefiniscano di destra o di sinistra o nè-nè, piace l’idea del “capo”.
Facci caso: stessa cosa accaduta con le primarie del PD, sembrava una competizione al filo del rasoio e invece…Renzi al 70%.
Ci sono alcune cose che sto spiegando/chiedendo a tante persone, facendo sempre una precisazione: non sono del PD e non solo non mi piacciono le sue politiche, ma non accetto il parallelo “brave persone = buone intenzioni”…cioè non penso che una brava persona che milita nel PD o lo vota sia uno che abbia buone intenzioni, buone idee, che capisca di politica e soprattuto che capisca che sta appoggiando una forza reazionaria.
Posso dire che siano persone ingenue ma non che si stiano comportando bene.
Ora ti chiedo alcune cose:
– le brave persone sono solo quelle che votano o sono attiviste nei partiti non-PD?
– se fosse così, qual è il motivo? è genetico? patologico? è il peccato originale dei piddini, quello di essere appartenuti ad una forza parlamentare in una vita precedente, DC o PCI che sia? Lo chiedo perché sto vedendo da un po’, da tanti che stanno nei movimenti e che danno contro il PD, un “inseguire” gli elettori e attivisti del M5S: a parità di condizioni iniziali (idee politiche più “di sinistra”) l’elettore/attivista M5S viene ritenuto migliore.
– nell’ultimo articolo linkato, c’è scritto “quand’è che la gente dell’M5S si ribellerà a queste esternazioni dal balcone virtuale dei loro capi?”…perché dovrebbe ribellarsi? Finora gli è piaciuto così tanto!
A parte chi ce l’ha col PD e vuole votare, a parte chi votava PdL “poi Berlusconi è andato troppo oltre”…qui c’è un mare di gente che, dopo aver votato M5S, o non voterà alla prossima tornata elettorale oppure tornerà a votare chi votava prima: PD o SEL.
– sempre nell’ultimo articolo linkato, c’è scritto “enorme scollamento tra le cose che dice Grillo e quelle che dicono tanti compagni e compagne, inclusi parlamentari, che nell’M5S restano”…compagni/e…de che? (compagni come si definiscono i radicali?) se sono così “scollati”, perché non escono dal M5S? È giusto rimanere nel M5S per un “fine più grande”, pensando a certe problematiche (vedi legge Bossi-Fini) come cose più piccole?
Si tratta di sinistra, ma di una sinistra che ha accettato il capitalismo come uno sfondo scontato e inevitabile. Tutte le sue storture e la sua omologazione ad un discorso tutto economia stanno in questo