Antiautoritarismo, Antifascismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Violenza

#Cecilia libera e libera anche #Rosa

1424572_626767144057287_1205967718_n

Cecilia non ha bisogno di tutori. E’ autodeterminata e va a difendere, assieme a tant* compagni, quello che dovrebbe essere anche il suo spazio. Il posto in cui si fa cultura e in cui bisognerebbe, per esempio, insegnare che il fascismo, come ogni altra forma di autoritarismo, non è una buona cosa. Vabbè che l’Università non è quasi neppure più un diritto ma il punto è che bisogna riconoscerle le cose.

Fascismo è quando c’è qualcun@ che teorizza e pratica politiche in cui vige l’intolleranza, dove non si sopporta che qualcun@ abbia un’idea, un’etnia, una cultura diversa. Dove non si sopporta che tu esista perché se esisti non si compone la loro prospettiva di pensiero unico e assoluto. E questo autoritarismo bisogna riconoscerlo, ovunque esso si annidi, in qualunque modo si chiami, ché avere a che fare con un partito di estrema destra o gli integralisti d’altro genere che stanno lì a fare campagne di demonizzazione contro i #NoTav, tanto per dire, non è che ci sia tanta differenza.

Perciò quando lo riconosci esigeresti come minimo che non ti rubi la possibilità di attraversare quelli che consideri tuoi spazi, il tuo diritto di parola, di lotta, ribellione, di fare la rivoluzione. Esigeresti di poter godere di piena legittimità quando giusto nei luoghi in cui si fa cultura tu indichi un fascista e dall’altro lato trovi che gente autoritaria che è legata da un estremo feeling alle divise, ché certo sono quelle che ordinano il mondo e dove si parla d’ordine la parola che però fugge improvvisamente via è “resistenza”.

Ecco. Cecilia è una donna che andava in giro a riacchiapparla, quella parola, per consegnarla a se stessa, alla propria carne, per introdurla come antipasto a qualunque altra scelta della sua vita. Per questa cosa qui, non è la prima e manco l’ultima, è stata arrestata.

Metto la sua storia assieme a quella delle altre che decidono di contribuire a un progetto sociale mettendo un corpo dinanzi a quella schiera di tutori che dovrebbero essergli, a parola, amici. I sacri difensori delle donne quand’esse sono vittime di violenze. Di chi sarebbero quelle violenze, nella fattispecie, non si dice. Violenza casalinga, dove a te si dice che dovresti esigere, pretendere, lottare. Se invece lo fai in piazza ti becchi inseguimenti, cariche, repressione e pure la galera.

Metto la storia di Cecilia, giusto oggi, assieme a quella di Rosa. Stuprata. Da gente in divisa. Da gente mandata a L’Aquila per garantire “sicurezza” agli e alle abitanti della città distrutta. Perché capitano anche cose così. Cose che quando le vedi ti fanno parecchio incazzare e ti rendono tutto un po’ più chiaro.

Cecilia libera e libera anche Rosa.

Un abbraccio a entrambe. Due vite belle, straordinarie, resistenti.

*Domani presidio per Rosa alle 9.00 davanti al tribunale de L’Aquila. (aggiornamenti QUI)

*Presidio anche per Cecilia (QUI aggiornamenti)

*Foto del Collettivo Anillo de Fuego che ricorda la repressione a Palermo nell’ultima manifestazione antifascista dei #NoMuos.

Leggi anche:

3 pensieri su “#Cecilia libera e libera anche #Rosa”

  1. Ecco perchè sono preoccupato per questa deriva reazionaria e conservatrice. Non va bene, per niente!Così come non va bene quando il nostro Presidente del Consiglio afferma che è bella soltanto la prima parte della Costituzione, quella dei principi. Tutto il resto no!! Come se la Costituzione fosse separabile e non una cosa sola. Una cosa che può essere aggiornata, secondo la rigorosa procedura dell’art. 138, ma non stravolta modificando almeno 60 articoli.
    Un’operazione del genere, come spiegano autorevoli esperti, significa approvare un’altra Costituzione con firme diverse da quelle dei nostri costituenti, che almeno avevano la testa sulle spalle. E’ un disegno reazionario, perchè c’è qualcuno in America che crede che la crisi non sia finanziaria ma dipenda dalle troppe garanzie delle costituzioni come la nostra. Ed allora bisogna provvedere ed il nostro governo pensa di violare l’art. 138 della Costituzione.
    Questo non lo posso proprio tollerare e queste denunce le leggo solo sul Manifesto, che oggi è l’unico giornale che riesco a comprare. Un saluto a pugno chiuso, Guglielmo.

  2. Non riesco a credere che sia stata arrestata solo per aver manifestato.A momenti neanche gli spacciatori li arrestan più. Vedrò i dettagli, qualcosa dovranno averle pur imputato

  3. Ecco, nemmeno quelli dell’appello sanno niente. Non è decisamente un bel segnale. Un po’ come se si dicesse: “Arrestata” “Perché?” “Boh”. Boh?!? Siamo tornati sudditi, per caso?

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.