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#25N the day after: sorella, se esci e manifesti prendi le botte!

BZ8AbU1IIAASZBHGueRa al femminicidio, Roscio di sera bel tempo si spera, c’abbiamo scritto “vittima” pure sul culo, tanto per non sbagliacce su dove sta la donzella da salvare, dopodiché se ti strappi via dal corpo quella scritta, se il rosso lo adoperi, come si dovrebbe, come colore di rivolta, se dici che i soldati mandati a far la GueRa non ce li vuoi a sorvegliare la tua moralità, i metri dei tuoi passi, la misura dei tuoi pensieri, la libertà dei tuoi orgasmi, né ce li vuoi a origliare, certificare, limitare la misura del tuo dissenso, ché non legittimi la repressione, la loro legge non ti interessa e non ti piace, e non ti rendi funzionale a chi strumentalizza il tuo corpo, perché te lo ripigli – il corpo – e lo porti in piazza per raccontare qualcosa di diverso, che appartiene solo a te, alla tua narrazione degli eventi, alla tua richiesta precisa di diritti che non scende a compromessi con nessun@, tanto meno con i tuoi tutori, se non sei lì a fare la brava signorina che prende una pacca sulle spalle dal presidente, dal ministro, dalle donne di partito, da tutta l’industria del salvataggio, se parli di autodeterminazione, di conquiste di libertà, di libero attraversamento degli spazi, allora il tuo tutore ti reprime e ti punisce.

Ma certo, si, tu sei “tutelata”. Se fai come dicono loro.

Tu sei “salvata”, anche da te stessa, anche se non vuoi, anche se vuoi salvarti da sola. Comunque solo se hai rispetto del padre, marito, protettore, tutore, Stato.

Tu sei perfino premiata e di te si diranno grandi cose. Solo se stai lì ordinata a obbedire al tuo tutore.

Perché se una donna si ribella lo deve fare con lo striscione “consono” e come dice la divisa. Sennò ‘sti cazzi.

Santa o puttana, facendo distinzione perfino tra le donne che lottano contro la violenza. Inclusa quella di Stato o quella economica. Anzi Santa o Cagna.

Indubbiamente io sto con le Cagne. E per fortuna che ci siete.

(Sto anche con le PussyRiot, alla faccia di tutte le baggianate complottiste e moraliste che vengono scritte su di loro da compagn* stalinist* in difesa dell’impero russo)

QUI una sintesi di quel che è successo ieri. QUI alcune foto. QUI puoi leggere un bel pezzo di DinamoPress. QUI il comunicato delle Cagne Sciolte che riporto per intero.

Ieri #25N le CagneSciolte hanno partecipato ad un momento cittadino per protestare contro l’incontro tra Napolitano e Putin al Quirinale. Le forze dell’ordine hanno immediatamente deciso di reprimere la piazza con botte e cariche.

Non ci stupisce questa risposta alla nostra presenza sotto quel palazzo perchè ha chiarito ulteriormente la falsa retorica del 25 Novembre con le istituzioni che rispondono alla violenza sulle donne solo con politiche securitarie.

Siamo ben consapevoli invece che il problema principale è il potere e il suo abuso. E quale esempio migliore di chi stupra nelle caserme, nei C.I.E. e nelle carceri?

I governi parlano di sicurezza e difesa delle donne, ma la giornata di oggi dimostra che ci vogliono solo disciplinate e in silenzio!
Questa giornata è stato il nostro modo per esprimere la nostra rabbia e la nostra audetereminazione.

“Come cagnesciolte siamo una minaccia per le strutture sociali che tengono le donne schiave e i valori che giustificano il mantenimento delle donne al proprio posto”

Noi lo striscione non lo lasciamo!

La più pulita c’ha la rogna
CagneSciolte

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3 pensieri su “#25N the day after: sorella, se esci e manifesti prendi le botte!”

  1. Non ti sembra però che i toni del comunicato siano generici, generalizzanti e anche un po’ troppo provocatori? Insomma, anche cose come “Come cagnesciolte siamo una minaccia”
    sono a metà fra l’autocelebrazione un po’ naif e l’opposizione per l’opposizione. No, non sono una minaccia, sono libertà d’opinione. Se poi però si reinseriscono da sole in uno stereotipo tentando difficoltosamente di rivendicare come bandiera delle accuse fattegli, secondo me è strategicamente un passo falso

  2. Parole sante, le donne vanno protette ma non come vasi di vetro o di coccio, non devono avere le guardie alle calcagna e sono anche in grado di difendersi e muoversi autonomamente. Non si può continuare a contrabbandarne un immagine debole e passiva.

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