FinchéMorteNonViSepari, Satira

Il sesso nella giornata contro la violenza sulle donne

Lui. Lei.

Alla mattina partecipano alla processione dove la visione del martirio lo realizzi soprattutto negli sguardi. Lui ti guarda con occhi diversi. La giornata che ti ha eletto a santa ti ha fatto guadagnare lo stesso livello di rispetto che aveva il nonno per la nonna nei primi anni del ‘900.

Pausa pranzo con varie ed eventuali su quanto sono cattivi gli uomini violenti e su quante donne ancora soffrono. A margine rimuovi la battuta della capa del bar che sgrida la cameriera perché non è abbastanza rapida nel suo lavoro.

Pomeriggio, partecipazione a conferenza/messa in cui si parla del mostro inside del maschile e della sacralità del corpo femminile.

Altro corteo indetto dalla sorellanza che – come da prassi di chi ha da prendere i voti – intende il termine come “o sei d’accordo con me o sei sicuramente un maschio“. Lui e lei passeggiano insieme. Lei sente il bisogno di dire all’altra che il suo compagno, no no, queste cose non le farebbe mai, e lui fa il gran figo perché è accolto tra le fila di chi riconosce, punisce e redime l’errore. E’ consacrato in quanto uomo nuovo.

Cena con gruppo in cui si evita di raccontarsi i fatti propri. Meglio parlare di un generico pericolo sfuggendo alla narrazione personale. Il personale non è più politico. Personalizzare la narrazione addirittura oggi diventa un cazzo di errore perché viene chiamato individualismo, ed è un insulto. Dunque il femminismo si celebra come se fosse una preghiera corale, roba dogmatica, calata dall’alto, senza visioni critiche ma tendente all’omologazione, ché se non sei omologata allora non va bene.

Si torna a casa e lui e lei hanno un sussulto. Possono rivestire i propri panni in cui c’è lei che è libera di grattarsi l’ombelico quanto vuole e lui che mette su la lavatrice con i pantaloni da lavoro. Poi c’è il letto.

Si accarezzano. Quasi è una sfida. Timidamente, qualche esitazione, l’insicurezza, ma farò bene o le sto facendo male? E dopo due o tre richieste di rassicurazione c’è lei che dice, infine, “cancella tutto… scopiamo e basta!

NB: Marina è un personaggio di pura invenzione. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. Nel suo about dice “Vorrei parlare di violenze nella coppia, nelle relazioni, e tentare di riflettere insieme a voi su una cosa che troppo spesso vedo trattare in modo assai banale.

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