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#Francia: crociata anti/prostituzione esclude dal dibattito attivisti per i diritti dei/delle sex workers

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Già pubblicato in sintesi su Il Fatto Quotidiano. Qui invece la traduzione per esteso di tutto l’articolo della Augustìn.

I governi socialisteggianti, patriarcali, su spinta di femminismi maggioritari e autoritari non si smentiscono: in Italia hanno fatto una legge sul femminicidio, in nome delle donne, senza coinvolgere le donne. In Francia fanno una legge sulla prostituzione senza coinvolgere le prostitute. Impongono una narrazione tossica reagendo in modo atroce, censorio e repressivo contro ogni voce differente. Approfittano di interventi di altre persone (uomini di destra e sottoscrittori di un manifesto ritenuto sessista) per criminalizzare e screditare la voce dei e delle sex workers che si oppongono al disegno di legge che intende punire i clienti. Sovradeterminazione, patologizzazione e paternalismo all’ennesima potenza. In basso un pezzo di Laura Augustìn, attivista per i diritti dei/delle sex workers che fa parte del network europeo che in questo momento discute molto di questa cosa. Il testo originale potete trovarlo sul suo sito.

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protest-against-the-criminalization-of-sex-work-clients-in-paris_3066446#Francia: la crociata anti/prostituzione è riuscita a escludere dal dibattito attivisti per i diritti dei/delle sex workers

di Laura Agustin

Non molto tempo fa i francesi avrebbero fatto spallucce e avrebbero sospirato a proposito di una società pudica dove il sesso provoca ancora scandalo, avrebbero deriso i melodrammi agiti negli Stati Uniti quando i politici venivano sorpresi a fare qualcosa di contrario ai cosiddetti valori della famiglia. Dominique Strauss-Kahn ha usato questa tradizione (culturale francese) nella sua pretesa di rappresentare l’impegno nell’attività di “libertino”, quando pagava per il sesso alle feste. Ora questo sta cambiando, non solo a causa della continua saga di Strauss-Kahn, ma perché il parlamento francese è intenzionato ad approvare una legge contro l’acquisto di sesso ispirata a norme di paesi del nord.

Un paio di anni fa scrivevo che le iniziative anti- prostituzione si moltiplicano in Europa, e inserivo  la Francia nel quadro della campagna della Lobby europea delle donne per un’Europa libera dalla prostituzione. Il Comitato Nazionale svedese UN Women ha recentemente definito questo “un problema che divide il mondo, il Nord Europa e i movimenti delle donne a livello mondiale lottano per il riconoscimento di valori fondamentalmente diversi .” Forse ora la Francia si sentirà più settentrionale invece che facente parte del “sud” Europa.

Nelle reti di attivismo che lottano per i diritti dei lavoratori del sesso e per migliori leggi che regolino il commercio di servizi sessuali, il disegno di legge francese, è stato al centro del dibattito per qualche tempo. Molti non hanno familiarità con il soggetto e non possono credere alle loro orecchie quando si parla di una legge contraddittoria nota come il modello svedese o nordico, che vieta l’acquisto di sesso mentre permette che i servizi sessuali siano venduti. In “Prostitution Law and the Death of Whores” ho scritto:

Sì, è illogico . Ma la contraddizione non è inutile, è lì perché l’obiettivo della legge è quello di far scomparire la prostituzione, per debilitazione di un mercato e per l’ignoranza assurda che caratterizza il funzionamento del business del sex-work.

Anche se tanto attivismo ora circola tramite siti e social network, a volte una mail è la cosa migliore. Thierry Schaffauser ha inviato ad una mailing list di attivist* un messaggio sulla situazione attuale in Francia con le idee che leggete in seguito. Ho aggiunto link al messaggio che lui ha prodotto ed editato affinché persone estranee alla discussione possano capire. Il testo completo della proposta di legge francese può essere letto qui : Proposition de loi renforçant la lutte contre le système prostitutionnel.

Cari tutti,

Penso che ciò che temiamo succederà.

Il partito socialista ha introdotto il progetto di legge, che è stato co-firmato da tutti gli altri partiti collegati ai socialisti, nonché i partiti comunisti e di sinistra, per cui vi è già una maggioranza a favore della legge. Anche la destra potrebbe votare con loro, così come i parlamentari che sono contro la legge probabilmente la voteranno, sfuggendo alla disciplina di partito per evitare di essere etichettati come sessisti, pro-papponi e pro-prosti-killer dalle femministe (prosti-tueurs è il nuovo nome che danno agli uomini che comprano sesso) .

Nelle audizioni parlamentari due ex prostitute sono state invitate a parlare, entrambe affermavano la vergogna, il degrado e l’autodistruzione della prostituzione. I/le sex workers che svolgono ancora quel lavoro non sono stati invitati a testimoniare; uno di noi ha parlato con le organizzazioni sanitarie. Abbiamo organizzato molte manifestazioni e mostrato tante prove, ma veniamo ignorati/e. Gli sponsor utilizzano prove viziate e testimonianze anonime, ma non si preoccupano di ciò che raccontano le Organizzazioni (NGO) o la ricerca .

Sponsor del disegno di legge sostengono perennemente che il 90 % delle prostitute sono vittime di tratta. Tale percentuale può essere la loro stima (totale) di valutazione sulla cifra dei lavoratori di sesso non francesi, non sulle vittime di tratta, ma abolizionisti non distinguono tra le due figure. Nessuna fonte è citata per raccontare le cifre delle vittime di tratta. Tutti i migranti, in generale, sono definiti come vittime di tratta .

I/le sex workers che si oppongono al disegno di legge sono accusati di essere una minoranza non rappresentativa e privilegiata, così egoisti a difendere il proprio interesse e quello dei ruffiani e disposti a sacrificare la maggior parte delle povere vittime di tratta e di stupro. Insistono sul fatto che non stanno approvando una legge che riguarda i lavoratori del sesso che dichiarano di acconsentire alla prostituzione. Dicono che il nostro consenso è viziato a causa della povertà e di altri vincoli, e credono che se lasciamo la prostituzione e andiamo in terapia ci renderemo conto del fatto che abbiamo mentito a noi stessi e che la prostituzione è dannosa.

Sex workers migranti provenienti da tutte le parti del mondo si stanno unendo sempre più al gruppo di attivisti/e sex workers STRASS, ma non partecipano a dibattiti pubblici a causa della barriera linguistica e dello stigma. Durante la nostra ultima manifestazione c’erano molti migranti, ma sono stati ignorati dai media mainstream. Il disegno di legge consentirebbe alle sex workers migranti di ottenere un permesso di soggiorno di sei mesi ma a condizione che accettino di porre fine alla prostituzione.

A chi sponsorizza la legge non interessa il fatto che solo il 22 % della popolazione francese è a favore delle multe ai clienti di 1500 € , perché dicono che in Svezia la legge sia riuscita a cambiare le menti delle persone sulla prostituzione. Essi condividono lo stesso obiettivo. Vorrebbero educare le persone(anche) in Francia. La legge affiderebbe mandato alle scuole per programmi di insegnamento in cui si dice che il sesso acquistato è come lo stupro e che la prostituzione è degradante.

A favore del disegno di legge si dice anche che le leggi vigenti consentono norme locali per mantenere l’ordine pubblico per cui i lavoratori di sesso non sarebbe nemmeno depenalizzati.

Il disegno di legge dovrebbe istruire gli Internet Service Provider per allertare le autorità e dare il potere di bloccare l’accesso a siti web sospettati di trarre profitto dalla prostituzione, il che significa che anche la pubblicità online potrebbe essere vietata. Un deputato ha detto che sarebbe possibile per la polizia utilizzare i nostri numeri di telefono, e abbiamo paura di ciò che per noi significa il fatto che potrebbero ascoltare le conversazioni, al fine di identificare e arrestare i clienti ed entrare con la forza nelle nostre case e nei luoghi di lavoro .

Sponsor del disegno di legge non hanno nemmeno voluto ascoltare la polizia, la quale dice che la criminalizzazione dei clienti sarebbe troppo difficile da gestire e che devierebbe gli sforzi che si fanno per combattere sfruttamento e tratta.

Pochi giorni fa un gruppo di uomini di destra reazionari hanno iniziato a difendere il diritto di acquistare il sesso in modo molto sessista. Quello che hanno fatto è stato ampiamente riportato dai media, e i/le sex workers che si oppongono al progetto di legge sono stati fatti passare come quelli che stanno al loro fianco, cosa che è terribile per noi .

Non so cosa fare adesso.

—-

Leggi: La penalisation contre -productive per saperne di più su quello che racconta Thierry Schaffauser .

Molti dei commenti di Thierry illustrano come alcuni attori sociali sono esclusi dalla partecipazione ai dibattiti, anche quando il loro benessere è in gioco. La singolare idea spinta dall’abolizionismo è quella che ci deve essere una sola interpretazione di quel che riguarda la vendita dei servizi sessuali, e tutti quelli che lo fanno devono essere d’accordo circa quella narrazione dell’esperienza. Nel caso dei lavoratori del sesso che non vogliono che i loro clienti siano penalizzati, crociati sciorinano una serie di scuse per cui le loro opinioni non sono rilevanti, pertinenti, credibili, e tutto ciò consente la loro esclusione dal dibattito. In qualche modo la trattazione del tema della prostituzione usa la squalifica e il discredito contro i soggetti della questione come principali tattiche per vincere le campagne politiche, dove i crociati aggressivamente liquidano donne, uomini e transessuali mentre tentano di raccontare le loro esperienze. La squalifica più estrema riguarda la voce contro chi attualmente vende sesso :

“Aucune personne prostituée pendant qu’elle exerce la prostitution ne dira jamais qu’elle est contrainte, jamais. Tout le monde effectivement dit que ‘je le fais volontairement’. Ce n’est qu’au moment où la prostitution s’arrête que les personnes disent en fait ce n’était pas ce je disais. –Danielle Bosquet

Questa modalità e visione autoritaria permette che qualunque sex worker (autonoma, per scelta)  sia liquidata dal dibattito politico per indimostrabile “lavaggio del cervello”. Leggi Law and the Death of Whores per altre informazioni sui metodi attraverso i quali le sex workers vengono squalificate.

L’affermazione per cui tutti i migranti che vendono sesso sarebbero vittime di tratta è quella che mi ha guidato nella lettura e nella ricerca alla fine del 1990. Sex at the Margins: Migration, Labour Markets and the Rescue Industry è il risultato di tale ricerca, con articoli su riviste accademiche che hanno aperto le porte a un nuovo campo di studio. Imprenditori morali squalificano questo anche lavoro, giudicandolo irrilevante.

La legislazione francese è altamente repressiva in molti modi. Che sia venduta come moralmente giusta conferma la mia sensazione che siamo passati in un periodo di Purezza sociale, che è il nome dato a un movimento nei paesi anglosassoni nel tardo 19 ° secolo, in cui il perseguimento delle prostitute e dei loro clienti era un’attività portata avanti per questioni di principio. La differenza ora è visibile nelle clausole al disegno di legge francese che aumenterebbe il potere di polizia, consentendo maggiore sorveglianza dei telefoni e possibile il blocco dei siti Internet nei quali è offerto il sesso per la vendita. The Rescue Industry  propone ora di salvarci persino dalla vista di annunci pubblicitari ritenuti responsabili di fomentare la prostituzione, siamo tutti da rieducare e riabilitare, per il nostro bene .

– Laura Agustín, l’antropologo Nud@

Leggi anche:

La prostituzione per alcune è professione libera, stacce!

Il corpo delle donne si può vendere. Per scelta

Trovi molti post sul tema qui: tag sex workers

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