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Di babypulle, madri mostruose e sfruttamento legalizzato

E’ narrazione tossica. Quando racconti sempre la stessa versione della storia e su quella costruisci un teorema.

Le ragazzine non si sentono sufficientemente colpevoli. I loro corpi sono sfuggiti al controllo sociale. Il sacro valore della famiglia è venuto meno. I genitori hanno fallito nel compito di moralizzare le loro vite e dunque si erge un enorme tutore mediatico che tra un talent show e una chiacchiera televisiva le bacchetta a dovere e le riconduce agli scopi originari per cui una adolescente si deve allenare.

La madre della babyprostituta bisogna appaia poco madre, anomala, disumana, mostruosa, perché la madre in santità, si sa, è quasi perfetta. Le mamme che usano i figli per trarne status sociale, mantenimento, quelle che “i figli devono stare sempre con le madri che sono la mejo cosa”, invece sono ok. Perché è proprio vero, si. I figli che stanno con le madri sono al sicuro. Sempre e comunque. Senza mai fare distinzioni tra persone. E che gran balla. Che sorpresona scoprire che fanno cazzate tanto quanto. Ed ecco lo spot in cui la bambina di 5 anni prepara il pranzo al fratellino fingendo di essere una felice e borbottona sposa.

Credi nell’amore, trova un uomo, sposalo, fai dei figli, prenditi cura di loro. Stacco pubblicitario in cui la ragazzina erotizzata dalla bocca carnosa promuove un prodotto per l’infanzia.

E’ il degrado dei valori, signora mia, ai miei tempi non c’era internet e arrivavamo vergini al matrimonio. Parte lo spot per il casting del noto talent show che prende le fanciulle dalla culla.

Non c’è più il valore dell’obbedienza. Ci vuole ordine e disciplina, con i figli. Perciò servono i padri, troppo assenti, da sempre addestrati a fare rigare dritte anche le formiche. Se invece i padri vogliono essere presenti, non vogliono essere addetti al controllo ma soltanto punti di riferimento affettivi allora la loro attenzione è sospetta. Perché o sei un tutore e un controllore sociale oppure ti vedono come minimo come un pedofilo. E leggi l’annuncio per la sfilata delle miss alla quale puoi accedere a 16 anni.

Ma poi si truccano, hanno i tatuaggi, guardale come si vestono. E leggi l’annuncio dell’agenzia di modelle che le prende vergini, smagrite e le sbatte in copertina.

Non danno valore al sesso, sono smaliziate e le ragazze che prendono controllo del commercio che gravita attorno ai loro corpi e lo gestiscono non piacciono ai papponi, alla società fatta di protettori, patriarchi e matriarche che le vuole destinare a riproduzione e cura.

Il messaggio è chiaro: va bene solo se ti vendono gli altri. Se il controllo sociale sul tuo corpo avviene solo per farti procedere spedita in una sola direzione. Se invece sei tu a venderti allora meriti di essere messa alla gogna. E sarai punita. Oh, se sarai punita.

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