Avete mai assistito ad uno sgombero? Pensate a una famiglia con tanto di figli piccoli. Spesso migranti o anche no. Sono semplicemente persone che non hanno di che pagare un affitto, non hanno niente e allora occupano un palazzo disabitato, una casa sfitta, edifici danneggiati che non usa più nessuno. Pensate a questa famiglia e moltiplicatela per 10, 100, 1000. Arrivano a occupare un posto, lo rimettono a nuovo, pagano tasse, bollette e tutto, provano a fare finta di non essere accampati sperando di poter risolvere prima o poi la precarietà. C’è una signora che si entusiasma perché finalmente ha un filo sul balcone per stendere i panni. Una bambina che può andare a piedi nudi perché c’è un pavimento e ha un angolo tutto per se’ per fare i compiti. Persone adulte che hanno un posto dove stare dopo aver faticato ovunque gli abbiano dato lavoro.
Lo sfratto è preannunciato. Si spera in un pochino di umanità e che si pensi alle persone prima che al profitto. Si tratta solo di fare resistenza. All’ora x si fanno trovare i comitati, movimenti di lotta per la casa. Fanno barriera. Gli esecutori dello sgombero vanno via. Allora le famiglie si organizzano in turni di guardia, perché se arrivano quelli in divisa, che tu sia a Roma, Napoli, Firenze, Torino, Palermo, si comportano sempre allo stesso modo. E tuttavia finisce che la polizia arriva all’alba, per non darti tempo di organizzare niente. Entra, come se tu fossi un criminale, ti tirano giù dal letto, te e i tuoi bambini, e ti buttano in mezzo alla strada. Così vuole il padrone, così comanda chi decide delle sorti di questa povera gente e non gli dai di certo alternative, perché non ci sono alloggi, non c’è niente che possa essere loro di aiuto.
A volte vedi una donna che urla e si attacca alla ringhiera, un bambino che piange, un uomo che minaccia di lanciarsi da un balcone. Qualcun@ si sente male e viene portat@ in ospedale. Scene di vera e propria disperazione dove solo quel po’ di solidarietà che arriva dai movimenti riesce a fare la differenza. Ci sono casi, ed è successo a Firenze, in cui per sgomberare una signora incinta hanno chiamato il 118 e alla donna hanno somministrato farmaci per sedarla e poi ricoverarla in Tso.
A voi forse può sembrare un fenomeno marginale ma così non è. In piazza a Roma, il 19 ottobre, erano tanti e tanti saranno il 31 e poi a novembre per chiedere, rivendicare, pretendere diritti.
E questo pomeriggio a Palermo, a Piazza della Vergogna, alle 17.00 c’è un presidio in solidarietà alle famiglie senza casa di Via Calvi 11 sgomberate.
Queste sono le richieste:
– Censimento di tutti gli immobili vuoti o sfitti nel territorio comunale;
– Utilizzo del fondo nazionale destinato agli inquilini morosi incolpevoli previsto dall’articolo 6 del decreto IMU;
– Intercettare fondi europei e regionali per il riuso del patrimonio pubblico da destinare all’edilizia popolare;
– Un’alta tassazione degli sfitti per contrastare il canone nero;
– Riconversione delle aree militari ad abitazioni sociali;
– Requisizione temporanea di alloggi sfitti di privati che abbiano oltre tre alloggi nel comune di Palermo, per le famiglie in emergenza abitativa;
– Che il Prefetto attui il blocco degli sgomberi e degli sfratti da case pubbliche e private a tempo indeterminato.



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