Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, La posta di Eretica, Violenza

Ve le ricordate Comencini e De Gregorio?

Ho due interventi differenti. Evito di commentare Giovanardi perché lui, vabbè, si sa. Il sesso va fatto solo con cilicio da sciogliere all’occorrenza giusto per far figli. Il resto è pianto e miserere.

Comencini & Co (si chiamano Snoq Libere e sono il risultato di un forte conflitto interno a Snoq in cui le opinioni sono molto differenti) dixit:

Si può argomentare che la legge è paternalistica, che pretende di tutelare le donne deboli, ecc., a condizione di condividere una visione antistituzionale, o radicalmente liberale, secondo la quale le donne sono fuori o sopra o di fianco, ma comunque estranee alla legge e la loro libertà non ha nulla a che vedere con la polis. È una posizione legittima, anche se abbiamo dovuto prendere atto che non ha portato risultati positivi per le donne italiane.

Stamane Il Fatto Quotidiano pubblica un mio post in cui cerco di spiegare cosa si intende per paternalismo, perché mi pare evidente che chi ha scritto le cose che leggo non lo sa. E alla stessa opinione deve essere arrivata anche Patrizia che, tra le altre cose (intime, che non riporto), così mi scrive:

“Cara Eretica,

(…)

ho letto l’articolo di Snoq sul Corriere e non capisco. Quando parlano di visione antistituzionale, radicale, estranea alla legge, con la libertà che non ha nulla a che vedere con la polis, a chi si riferiscono? L’unica legge che possiamo ottenere è solo repressiva? E quando dicono che quella posizione non ha portato risultati positivi per le donne “italiane“, che stanno dicendo? Mi sento offesa per il continuo riferirsi alle “italiane” innanzitutto. Sono straniera, vivo in Italia da molto tempo e i comunicati di Snoq non li ho mai tollerati anche per questa ragione. Sono d’accordo con te quando parli di cultura, educazione e reddito. Se la legge si fosse occupata di queste cose nessuno avrebbe detto di no. Ma non credo lo Stato abbia mai messo in discussione stereotipi sessisti, atteggiamenti culturali e condizioni economiche che ci rendono dipendenti. Perciò non capisco cosa Snoq vuole dire quando scrive che quella posizione non ha portato a risultati positivi. Mi sembra di leggere un parlamentare del Pdl che dice a uno di sinistra che i comunisti al governo hanno sbagliato tutto. Ma quando mai la sinistra (quella vera) ha governato?

Sono stata vittima di violenza. Non l’ho subita perché non c’era una legge come quella attuale. E’ successo perché c’è una mentalità che insegna che le donne devono stare al proprio posto, non possono pretendere nulla di più. Questo è quello che pensano alcuni uomini e lo pensano anche alcune donne, a partire da mia madre. E’ successo perché non avevo soldi per poter lasciare quel posto di lavoro e andarmene. La legge attuale non mi avrebbe aiutato e le parole di Snoq mi sembrano perfino rischiose perché focalizzano l’attenzione sulla conclusione di un atto di violenza e non su tutto quello che l’ha generata. Le malattie si curano guardando alle cause e non con palliativi che nascondono i sintomi. Snoq sbaglia e lo fa sulla nostra pelle.

(…)

Grazie per l’ascolto.

Patrizia”

Poi c’è la De Gregorio, Concita, che commenta lo stupro ad una sedicenne a cura di alcuni suoi compagni. Non so se volesse fare narrativa poetica invece che cronaca. Immagino prenda spunto per realizzare questo scritto alquanto autoreferenziale. Descrive una ragazzina di 16 anni, poi si precipita a osservare questa degenerazione di valori, il bere, l’uscire (e pare di sentire Giovanardi) e ci sono tante domande, di gente che fondamentalmente cade dal pero, come se crescere a suon di stereotipi sessisti faccia bene, e presumo che moralismo voglia, infine, che la colpa sia tutta dei video games, dei video porno, di internet, ma si, perché il mostro deve stare sempre altrove e non nella mentalità che ‘sti ragazzi li coccola e li legittima, come quando si dice che se le ragazzine vestono ignude e fan tanto le zoccole alla fine se la sono cercata, come quando si insiste nella distinzione tra figli di cattiva o buona famiglia. Si ricorda la piccola Lorena, uccisa da ragazzetti che  neppure davano importanza a quel che avevano fatto, e poi scrive:

Certo questa ragazzina non è morta, per sua fortuna. Forse non ha nemmeno lottato per evitare quel barbaro rituale che chissà, magari era proprio quello che l’avrebbe fatta diventare grande, finalmente. Forse per qualche tempo ha pensato: è stato quello che doveva essere.

Ecco: io non c’ero, non so, non conosco i ragazzi, non conosco la ragazza, non demonizzo nessuno e non penso che si tratti di mostri o chissà cosa perché la banalità del male avviene per legittimità di tanta gente e tanta pessima cultura. Ma proprio perché non c’ero non mi sostituisco ai pensieri della ragazza e non direi mai quello che scrive la De Gregorio.

Così. Giusto per dirvelo.

5 pensieri su “Ve le ricordate Comencini e De Gregorio?”

  1. che De Gregorio volesse fare narrativa poetica, è possibilissimo.

    …Leggere quell’articolo mi ha fatto un po’ male, perché a prescindere dalla vicenda (non c’ero nemmeno io e nemmeno ho letto eventuali dichiarazioni della ragazzA quindi non mi esprimo) le parole mi sembravano usate tutte metaforicamente, con un significato altro rispetto al loro…

    sono anche stata sedicenne, e non mi rispecchio nella descrizione che fa De Gregorio della ragazzINA (la chiama così, col diminutivo!) – che nell’articolo sembra una bambina, o peggio una un po’ scema… IO (poi magari la ragazza era davvero ingenua come la descrive De Gregorio, non ci è dato saperlo, o invece molto più “furba” di me) non ero così… Bevevo e fumavo e non lo facevo per star dietro a nessuna moda, tantomeno mode apparse ultimamente (va di moda, piu che altro, demonizzare l’oggi in qualunque caso!) e soprattutto facevo sesso e lo facevo in un modo che per l’epoca poteva essere considerato abbastanza libero… L’ho fatto anche da bevuta e forse qualcuna avrebbe potuto scrivere che mi hanno violentata o che sono stata sottoposta a un rito di iniziazione… IO mi stavo divertendo un mondo!

    Ovviamente ogni caso è a sé, ma da quest’articolo emerge chiaramente che è meglio insegnare SEMPRE alle proprie figlie a non bere, a non scopare, e guai a scopare al di fuori di una relazione normalizzata (etero, a due)… Puro stile ddl.

    Che amarezza.

    La stessa De Gregorio che scriveva di vecchiaia e morte per sottrarle al pregiudizio (anche se quel libro non l’ho mai letto).

  2. Quando in un altro commento ho parlato di una (e tante altre) legge/i palliativa/e intendevo proprio questo. Il legislatore è anni che procede con una mentalità emergenziale, rimanendo inerte per lunghi periodi e poi sfornando leggi-contentino che aumentano il numero deireati o delle pene ma sono fatte spesso a costo zero e comunque non pensate come qualcosa di più lungimirante e organico, che possa veramente intervenire sulle cause in un’ottica non securitaria ma costruttiva

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