Acchiappa Mostri, Militante Antiporno, Questa Donna No, Satira, Storie

La militante antiporno e i cyberpenisti

UntitledQUI per leggere la prima parte. QUI la seconda. QUI la terza. Buona lettura con il seguito della storia!

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– “Il Comitato per la Purezza dell’Orgasmo incarna il bene e la giustezza delle tesi contro la violenza sulle donne!” – declamava Pinuzza – “Chi non è d’accordo con noi sta con i violenti!” – e le volontarie la ascoltavano rapite riconoscendo senza dubbio la sua leadership.

Fu allora che bussò Costanza, la rondista torva, per darle una notizia che l’avrebbe lasciata di stucco. Uno degli uomini la cui purezza orgasmica era stata liberata presso il CIE (Centro Immatricolazione Eiaculatori) aveva espresso volontà di contribuire a quella nobile causa. Così il prode Mario era diventato in poco tempo il supervisore dell’esercizio quotidiano che i rieducati dovevano compiere al mattino.

Il Mario convertito assunse l’incarico con un impegno senza eguali e nel frattempo Pinuzza segnalò al CPO che bisognava mettere insieme una squadra di web supporter che andassero in giro a valutare anche l’impurità orgasmica dei masturbatori virtuali. Il piano era di fargliele andare tutte di traverso, andare in ronda presso ogni spazio su internet, fotografare le discussioni in cui c’erano uomini un po’ troppo eccitati e poi piazzare le fotografie nello speciale giro di gogna dedicato.

Pinuzza e le volontarie del Cpo non ebbero timore di coinvolgere chiunque. Perciò in quella gogna ebbero spazio persone d’ogni tipo, ché poi, si sa, quando si va in ronda il giro di interesse lì si allarga, e allora dai segaioli si passò ai complici della sega impura, si impose una morale precisa e dissero: “chiunque osservi una foto porno e non ce lo venga a dire è complice anche se non si masturba”. Gogna per seghisti, per chi non aveva fatto la spia contro i seghisti, gogna anche per le donne che posavano per le immagini e non volevano pentirsi e redimersi. Gogna in generale per chi veniva osservato con tenacia 24 ore su 24. E per chi osò dire che quell’attività risultava un tantino ossessiva e molesta non ci fu scampo. Scattò l’operazione “cerca lo scheletro nell’armadio e se non c’è inventalo”. Verità combinate ad arte per rovinare la reputazione di queste persone furono esposte e condivise. Perché la causa era troppo importante per cedere e le conversioni si ottengono anche con la forza. Con la tortura, se necessario. Bisognava far comprendere che conveniva a tutti stare dalla parte giusta.

Qualcuno provò a dire che quel che faceva il Cpo fosse un tantino esagerato. “Negazionisti” – li apostrofò Pinuzza. E anche quelli meritarono la gogna.

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Un bel momento avvenne che Pinuzza e il Cpo ricevettero immagini esplicite in cui appariva un pene o una vagina sotto la strana sigla di “Anonymous” e le volontarie interpretarono il fenomeno come cyberpenismo e cyberfighismo.

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Pinuzza sapeva bene che ogni buona causa porta con se’ una responsabilità precisa. La sua crociata non poteva essere fermata per nulla al mondo. Dunque il Cpo organizzò una conferenza stampa dal titolo “Il pene odia”, con sottotitolo che diceva “e la complice vagina pure”.

Nel corso della conferenza stampa Pinuzza pronunciò un discorso indimenticabile.

Il Comitato per la purezza dell’Orgasmo sta dedicandosi anima e corpo a far si che non vi sia più al mondo un orgasmo impuro. Il porno deve essere cancellato dalla faccia della terra. Sin dall’inizio sapevamo che avremmo incontrato degli ostacoli, perché l’orgasmo impuro è davvero difficile da sradicare, ed è un fenomeno che si nutre di omertà, complicità ed è difeso da una vasta lobby che condiziona ogni espressione culturale del paese. E’ duro ricevere così tanti peni e tante vagine a scopo intimidatorio ma, credetemi, noi non smetteremo. Il terrorismo non ci fa paura. Ci troverete sempre lì, vigili, anche a tutela dei vostri figli e delle vostre figlie. Annunciamo, inoltre, che presto presenteremo una proposta di legge affinché sia perseguito, come si deve, il cyberpenismo. Possiamo tollerare le vagine, ché noi sappiamo e siamo certe agiscono in subordine maschile, ma i Peni Anonymous Eretti  sono una cosa che non potete immaginare. Grandi, brutti e pelosi, fanno davvero paura. Lo dico a voi, cyberpenisti: i vostri peni ritti non ci faranno desistere.

Le volontarie del Comitato per la purezza dell’orgasmo applaudirono, tutte. Una lacrima di commozione segnò il volto di Costanza.

Dal fondo della sala si levò il coro delle VideoCamGirls in protesta: in piedi, vagine in mostra con chiaro simbolo di censura e lo slogan.

–  La fica è mia e la gestisco io. Basta censura!

–  Smettete di fare guerra ad altre donne… – le rimproverò Pinuzza. – Quel che sto facendo, io, lo sto facendo anche per voi.

E fu a quel punto che le VideoCamGirls tolsero il cerotto della censura dalla vagina e urlarono:

–  Pensa alla fica tua che alle nostre pensiamo noi!

Il giorno dopo sulla prima pagina di uno dei maggiori quotidiani del paese potevi vedere la foto in cui Mario veniva mandato da Pinuzza a ricoprire le vagine con apposito tessuto. Il titolo della notizia era: “Vagine ribelli reclamano l’orgasmo impuro”.

–   Gran zoccole – pensò Pinuzza. E fu così che decise di mettere in campo i castigatori. L’offerta di incarico era precisa.

Oh maschio, se smetti di perseguire l’orgasmo impuro sarai incaricato a ricoprire le vagine nude.

Di lì a poco il gruppo si formò.

Ps: E’ una storia di pura invenzione. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale.

—>>>Continua nella categoria Militante Antiporno per le altre puntate della storia!

Leggi anche:

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Il Comitato per la Purezza dell’Orgasmo detta la Linea

Il Cpo e il Cie (Centro immatricolazione eiaculatori)

Un pensiero riguardo “La militante antiporno e i cyberpenisti”

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