Ne avevo parlato qui e solo perché la mia posizione non è giustizialista e non auguro le pene dell’inferno a nessuno ero stata raggiunta da ulteriori scomuniche, prese di distanza, interventi moralizzatori. Quello che non sapevo è che c’era addirittura chi andava in giro ad augurare lo stupro (con uso di burro of course) a chi ha espresso una opinione un tantino differente. Io non so neppure se l’intervento della Stancanelli mi convince definitivamente ma non è questo il punto.
Esattamente come tentavo di spiegare tra i commenti del mio precedente post il punto è che il giustizialismo, perfino retroattivo, di chi non tollera gli sia tolto di bocca l’osso o l’oggetto di attenzione da linciare è veramente intollerabile. Cosa ancora più intollerabile è che quelle che si stupivano del fatto che alla Kyenge si augurava lo stupro (ché è sempre l’argomento più consueto tra chi non sopporta l’esistenza di un pensiero che non sia “unico”) poi sono le stesse che vanno in giro in ronda a moralizzare gli interventi di queste donne che non hanno voglia di impiccare nessuno.
I social network sono la merda della rete, ma non nel senso che sono essi stessi colpevoli di istigare a discussioni insulse, ché demonizzare il mezzo non è mai una buona cosa, ma perché svelano un fascismo diffusissimo al quale bisogna dare il giusto nome.
Tutta ‘sta gente di cui io talvolta vi racconto, che si schiera a favore delle donne, contro la violenza sulle donne, ogni tanto (per fortuna non sempre) rasenta un fanatismo che non consente più di vedere differenze tra un fascio che parla di “nostre donne” e una sedicente femminista che se non vedi il mondo così come lo vede lei allora tu sei come minimo da mandare in esilio sul pianeta Marte.
Se non vi rendete conto di quanto questa modalità di ronda pro-donna stia legittimando fascismi e autoritarismi non da poco, se non vi rendete conto di quanto sessismo e misoginia repressa esista in fondo tra le stesse donne che dicono di lottare contro la violenza sulle donne, se non vi rendete conto di quanto sia diventata insopportabile questa deriva forcaiola che esige impiccagione e roghi per demoni e streghe che non recitano il verbo antiviolenza, elaborato senza alcuna complessità, semplificato allo stremo alla maniera idiota in cui può comprenderlo chi non distingue l’abc di una umanità che merita un impiego di intelligenza ben più elaborato di così, se non vi rendete conto di essere diventate oppressive per le stesse donne, allora avete capito veramente poco.
E qui, intendiamoci, è una di voi che ve lo dice, una che vi vuole pressappoco bene anche se quando esprimo una opinione differente mi sputate addosso, una che dalle mie parti recita il detto “viri che sulu cu ti vo’ bene ti rici che ‘a faccia l’avi lurda” (guarda che solo chi tiene a te ti dice che hai la faccia sporca) perché avete superato il segno. E’ necessaria una riflessione profonda sulle pratiche senza stare ancora a rompersi le ovaie sul punto dal quale ha avuto inizio il mondo. E’ nato prima l’uovo o la gallina? Chissenefrega.
Ma per risolvere il problema che si fa? Si passa il tempo a produrre gogne, legittimare linciaggi, mettere all’indice l’untore o untrice che non ha recitato il mantra antiviolenza, che non ha eseguito perfettamente la preghiera esorcizzante, che non si è prodotta nella narrazione dominante? Si passa il tempo a legittimare fascismi, repressione, autoritarismi, a continuare in speculazioni di merda che opprimono uomini e donne imprigionandoli in stereotipi sessisti che fanno veramente pena?
E basta anche con la morale idiota che dice che la violenza di chi si difende dalla violenza è meglio di chi fa violenza. Qui non si parla di autodifesa, del momento in cui io vengo aggredita e ho tutto il diritto di spezzare le ossa di un coglione che prova a farmi male. Non si parla neppure di azioni di resistenza reale. Qui si parla di un branco di persone – squadriste – che fingono guerriglia da tastiera e che tra un film in streaming e l’altro, tra una spanzata di vivande e un antidepressivo, tra un lavoro e un esercizio di ruolo di cura, tra una conversazione e l’altra, tra una diarrea e il cambio d’assorbente, si inserisce nelle discussioni per sfogare frustrazione, partecipare all’isteria collettiva e cercare elementi di pornomostruosità per pornoindignazione.
‘Azzo ne sapete voi di Bertolucci? Sembrate peggio della Democrazia Cristiana nel dopoguerra, a parlare di maschi come di quelli che mangiano bambini, di speculatori sulla carne altrui, di insensibili mostri nati col cervello ridotto e mentre fate il vostro Ku Klux Klan antimaschio succede che state mettendo in circolo la teoria dell’inferiorità della razza, quella maschile. Rispondere al sessismo con altro sessismo, bella storia!
Valgono perciò bene le attuali e securitarie norme proposte che parlano di delazione, carcerazione preventiva, cessazione dei diritti di un uomo solo denunciato di aver compiuto violenza su una donna. Le donne che non si esprimono esattamente contro sono considerate collaborazioniste, complici, da chiudere nei campi rieducativi pure quelli, e passo dopo passo non vi rendete conto che il mondo che state immaginando è un mondo di merda in cui le stesse donne non vogliono proprio stare. Un mondo in cui il moralismo diventa l’espediente di sorveglianza per le nostre abitudini, la nostra sessualità, il nostro privato, dove la soluzione a tutti i nostri disagi sono i tutori e non la nostra forza e gli strumenti che scegliamo, dove alla nostra autodeterminazione si preferisce il carcere, quella schifosa galera che sembrerebbe a voi il deterrente ultimo per ogni male.
Bertolucci in galera e la Stancanelli stuprata? Come si faceva con le collaborazioniste del nazismo?
E chi le augura lo stupro possibilmente si sente partigian@? Voi non sapete proprio che vuol dire resistenza. La resistenza libera e non imprigiona. La resistenza combatte l’oppressione e non opprime o offende. La resistenza la fai scardinando luoghi e strumenti del potere e non riproponendoli a tuo vantaggio in una crociata inquisitrice. Perché quella non si chiama resistenza. Si chiama rovesciamento del potere. Si chiama solo dittatura. La dittatura paternalista/maternalista dello stupro augurato contro chi non la pensa come te.
Ripuliamo i movimenti dai fascismi, perché il personale è politico e se non combatti il fascismo in casa tua non sei credibile quando fai finta di combatterlo fuori.
Solid a Elena Stancanelli!
—>>>Un po’ di foto per fare vedere come sono state trattate le donne considerate “collaborazioniste dei nazisti”. Perché la storia deve pure insegnarci qualcosa…




Quelli che insultano Stancanelli hanno grandissimi problemi, ma seri. Non riesco a capire come venga loro in mente di agitare lo stupro come arma contundente, è pazzesco. Tuttavia si può esprimere un certo disappunto per il racconto di Bertolucci – non so un cazzo di lui, è vero, ho visto cinque suoi film tra cui Ultimo tango, ma ho letto attentamente che ha detto – senza per questo augurargli nulla di male, senza moralismi e giustizialismi retroattivi. Lipperini secondo me lo ha fatto efficacemente e senza agitare forche. Mi spiace molto per Maria Schneider, anche se non posso ad alcun titolo parlare della sua vita: so solo che quell’esperienza non le piacque affatto e provo empatia. Tutto qui.
Lipperini con questa squadra di fasciste e forcaiole non c’entra un tubo. Loredana e altre come lei hanno solo lo svantaggio di muoversi in un contesto in cui la critica antisessista può essere strumentalizzata. L’abilità di riuscire a formulare una critica antisessista senza scadere nel giustizialismo ed essere funzionali a nessuno non è cosa da poco.
Forse io non ho capito ma non ho letto tutti questi moralismi, al contrario (se si esclude poche eccezioni, Loredana Lipperini) tutti tendono a sminuire, o quello che ancora peggio, come un atto necessario per la realizzazione “dell’opera d’arte.” Bertolucci è dispiaciuto? Anche i dirigenti della ThyssenKrupp, era dispiaciuti della morte dei 7 operai.. Ma sai, la produzione è produzione. Se parli di diritti e dignità umana, allora sei un moralista? Bertolucci da buon borghese ha fatto lo stesso discorso dei dirigenti della ThyssenKrupp. Ha usato una persona, e ignorato la sua volontà, considerandola incapace di comprendere.
L’intervista e il comportamento di Bertolucci, io non lo ritengo, come maschilista, perché non è un problema di genere, ma di classe.. da buon borghese ha sfruttato le persone, e poi si lagnano, perché sono rancorose nei loro confronti.
Ora non so cosa di preciso possa essere successo alla giornalista Stancanelli, ma se è quello che dice lei, sulle pagine di facebook, sono sciocchezze, io stessa non sono più su facebook da tempo per questo motivo, e non rende certo più o meno importante o più veritiero quello che scrivevo.. è solo un comprensivo vittimismo, che purtroppo, insieme al masochismo, romanticismo, e altro, fanno parte dell’educazione femminile, che conduce a quella cosa orrenda che si chiama “femminilità”, e la signora, come me non ne è immune.
dunque se l’hate speech lo lamenta la boldrini allora è emergenza. se invece lo denuncia la stancanelli è vittimismo masochista? romanticismo??? cose che farebbero parte dell’educazione femminile? perdonami ma è contro questo genere di stereotipi che lotto. i due pesi e le due misure non possono funzionare.
Cosa c’entra la Boldrini? Io ho parlato di me non della Boldrini, certo io non conto un cazzo e forse la Stancanelli si..(vedi anche questo, il mio, è vittimismo,) Anche io ho sempre lottato contro questi stereotipi, e sopratutto il contenitore degli stereotipi per eccellenza, che si chiama “femminilità”.
parlo dell’hate speech. se ad una donna che esprime una opinione si può dirle che bisogna stuprarla e altre varie volgarità il problema del sessismo nei contesti di lotta contro la violenza sulle donne si pone.
Come ho detto io non ci sono più su facebook. E quindi non so cosa circola li.. ma fuori nel web, io non ho trovato nessuno che sventola cappi, ma al contrario tutti pronti a giustificarlo, in nome dell’arte.. gli unici interventi che mi sono piaciuti sono quelli della Lipperini.. e ripeto per me, non c’entra nulla il sessismo, Maria poteva chiamarsi anche Mario.. non cambiava nulla..
Ora ti lascio un’abbraccio..
un abbraccio anche a te! 🙂
(saggia decisione mollare facebook :DDD)
A me l’articolo di Stancanelli è passato sotto gli occhi stamattina per caso; non conosco l’autrice, era riportato nella pagina di una ragazza che conosco e stimo dai tempi dell’università, che con toni niente affatto sessisti, diceva comunque di non essere affatto d’accordo.
Siccome era da un po’ che ci pensavo su e non mi convincevano affatto i toni da linciaggio morale dei commenti standard che ho sentito circolare, ho letto l’articolo, e quello precedente.
Ripeto, son rimasto senza risposte. Credo che Bertolucci e Brando abbiano avuto un comportamento umanamente molto scorretto, ma al di la della reprimenda, per un comportamento umanamente scorretto, anche molto scorretto, non mi pare proprio abbia senso agitare una forca. Retroattivamente oltretutto, a 30 anni e passa di distanza..
Quando alla tesi proposta nell’articolo ripeto, mi lascia un che d’insoddisfazione, mi sembra un farla facile, ma dal punto di vista logico non mi sembra attaccabile. Un parere civile, discutibile, nel quale comunque si dice che è stato brutto quel che è successo, ma *santo cielo, un po’ di senso della misura, mica si può mescolare finziore e reale come fossero la stessa cosa*.
Io non sono andato a leggere nulla dei commenti che possono essere comparsi sulla pagina dell’autrice, anche perchè magari in mezzo ci sono altri maschi che si ergono a chissachè e, facendolo, alla fine avran detto cose bestiali, e non avevo voglia di dovermi vergognare come appartanente alla categoria. Mi è bastato aver letto ” sconosciuti si sono accaniti sul mio account twitter e su pagine facebook che avevano ripreso il mio pezzo, augurandomi cose indicibili, sempre condite con quel famigerato burro” che mi pare non lasci adito ad equivoci.
Ora se la *difesa della donna* ( concetto già da prender con le pinze… ) passa attraverso l’autoproclamazione a difensor* della donna chi poi se la prende con l’autrice di un articolo come questo con simili argomenti e simili toni, direi che non stiamo messi per niente bene….
Non posso aggiungere nulla! Solo una cosa: sono ottimista. E sai perché? perché mi sembra quasi impossibile che nell’universo puritano-fascistoide (trasversale, eh! anche di sinistra) che ci circonda si possa sentire una voce fuori dal coro, una voce come la tua. E anche la Stancanelli ha fatto centro: la “scorrettezza professionale” non può essere etichettata come “stupro” soltanto perchè fa impressione (e va di moda). Brava, brava!
(e le foto che mostri sono struggenti, l’immagine della vera realtà, spezzano il cuore, ci sono “persone perbene” alle spalle di quelle amiche nostre massacrate, ci sono altre donne che addirittura ridono)
io considero il fatto che se non c’è stata consensualità in una azione che usava il corpo di una donna, una persona, quella è la premessa di uno stupro. però penso che non si possa ragionare di galera e fare linciaggio retroattivo invece che un minimo di discussione culturale sul livello di consapevolezza antisessista. in ogni caso la cosa che mi lascia veramente basita e un pochino schifata è il fatto che si ragiona per partito preso più che per informazioni certe. 😐
Io non ho informazioni certe, al contrario le ho chieste e non me ne sono state date.. Io non ho visto blog o articoli che parlano di galera, o cappi, giustizialismi e forcaioli non li ho visti, ma al contrario, ho letto minimizzazioni, addirittura tecnicismi, che non è stupro perché non c’è stata la penetrazione.ecc..ecc .e il sessismo non c’entra nulla in questa faccenda. Come non c’entra nulla l’arte.. Poi retroattivo, lui poteva stare anche zitto, visto che i protagonisti sono morti, Quando ho letto l’intervista mi ha dato fastidio, ma si sa sono una moralista, Non avere morale significa non avere nessun criterio, per giudicare il bene e il male, ma la mia morale si ferma con me, è limitata nel mio recinto. Sono anarchica, e non impongo la mia morale, ma non voglio nemmeno che mi venga imposta, o puntato il dito, che se non la penso in quel modo sono moralista, forcaiola, giustizialista. Non ci sto!