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Sono puttana e me ne vanto

1173845_637278386291099_1286171987_nMi hanno chiamata puttana. Perché gli ho sorriso quando mi diceva che avevo un bel culo, gli ho detto si senza aspettare troppo tempo, mi sono fatta toccare ovunque senza particolari impedimenti, gliel’ho preso in mano senza guanti sterilizzati da chirurgo e poi l’ho perfino messo in bocca e non ci eravamo ancora neppure presentati. Mi hanno chiamata troia perché mi è piaciuto, ed eravamo in un piccolo sgabuzzino ricavato dentro il pub, mi sono liberata di mutande, reggiseno, gli ho sbottonato il pantalone e mi sembrava gli piacesse, era felice, lui godeva e devo dire che godevo anch’io.

Mi hanno chiamata sporca perché non ho tenuto a precisare i dettagli della mia intimità, gli ho solo detto “tiè, mettiti ‘sto preservativo” e poi ho sollevato l’anca e l’ho spinto dentro senza indugiare. E se ne avevo voglia non ho capito perché mai avrei dovuto rifiutare. L’unica cosa della quale avrei potuto lamentarmi era il fatto che è venuto troppo presto, era eccitato, c’era da capirlo, allora mi sono toccata e lui mi ha dato una mano, anzi la lingua, per fare arrivare pure me.

Ma come, non lo fermi? Non gli dici niente? Non vuoi neppure avere un abbraccio, una parola dolce, qualcosa che possa dare l’illusione di un interesse differente? E dico no, non me ne frega niente. Mi è piaciuto. Dovessi mai incontrarlo un’altra volta può anche ricapitare. Se gli sta bene. Se mi sta bene. Ma al momento dirsi ciao e grazie dopo il sesso e continuare a trascorrere la serata come prima mi sembra la migliore cosa.

Mi hanno chiamata troia perché secondo la mia amica mi sarei comportata come un maschio. E ho chiesto “un maschio gode quando scopa? e perché mai non posso farlo anch’io?“. Mi hanno chiamata puttana perché mi è piaciuto quello che non avrebbe mai dovuto piacermi. Anzi mi eccita, ancora, solo ripensarci. Perché sono fatta di carne e di libido e non c’è alcuna morale che possa convincermi del fatto che mi sono sbagliata.

Mi hanno chiamata sporca perché avrei dovuto, come minimo, sperare che lui mi chiamasse il giorno dopo, a me che non gli ho neppure dato il numero di telefono, avrei dovuto sospirare, innamorarmi, immaginare di mettere su casa e fare mille figli con uno con il quale mi è solo piaciuto scopare. Mi hanno chiamata stronza quando è sembrato che per difendermi dalle accuse ho dato delle bacchettone e moraliste alle mie conoscenti, quelle che mi hanno vista entrare con quel tale dentro lo stanzino e poi mi hanno aspettata fuori. Una mi ha detto “ero preoccupata… pensavo ti stesse stuprando…“.

Mi hanno chiamata troia perché avessi detto si trattava di uno stupro forse sarebbe stato meglio, avrei evitato di essere processata perché manco dell’aspirazione alla santità. E mi chiedevo se esiste regola che imponga alle donne di sentirsi violate se non rispettano le convenzioni sociali.

Io mi ricordo ancora quelle mani strette, i colpi serrati, il caldo, l’odore, lo rifarei senza problemi, perché certe volte l’intesa scatta in un momento e di lui non so cosa mi ha colpito, forse la voce, forse. Ma se dopo il sesso non proclamo di essere una martire profondamente innamorata, se ben distinguo la chimica dal sentimento, allora sono un maschio, che per chi è un po’ specista diventa essere un “animale”, nel senso becero e deteriore di quel termine.

Io troia, io puttana, io animale, io sporca. Perché in fondo c’è una mentalità che ci vuole un po’ così: stuprate, sofferenti e infelici o se felicemente scopanti dunque stigmatizzate. Al massimo sposate figlianti, senza eccessiva eccitazione per gli appuntamenti a letto.

Ho fatto sesso consensuale con un tale che non me l’ha chiesta, io non gliel’ho chiesto, mi è piaciuto e poi non ci siamo mai più visti. Per la mia amica sono ancora quella che avrebbe avuto un trauma da piccola ché altrimenti sarei lì a fare la sentimentale con qualcuno. Mi ha triturato le ovaie con il mio presunto senso di solitudine, ché noi femmine saremmo diverse, che non è possibile che possa piacerci una cosa così, che per sentirsi realizzate per davvero le “donne”, e l’ha detta proprio così declamando teorie al plurale, avrebbero bisogno di sicurezza, stabilità, casa, famiglia, figli. Le ho detto “stai serena… a te forse non sarebbe piaciuto ma a me invece si“. Lo posso dire che se lei trombasse di più e avesse meno moralismi attaccati sulla pelle forse starebbe meglio e farebbe stare meglio pure me?

NB: Antonella, Meno&Pausa, è un personaggio di pura invenzione. Spin Off di Malafemmina, precaria un po’ più giovane. L’about di Antonella dice che si tratta di una donna precaria post quarantenne e in pre-menopausa. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.

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Comments

  1. Se ti andava hai fatto benissimoooo……..

  2. unoqualunque says:

    cara tu puoi essere giustamente ciò che vuoi.. ma io non ti vorrei mai come ragazza dopo che so queste cose di te… magari altri si accontentano anche ma nella vita io no

    • Perchè non ha più il “cellophane”? Oddio.

    • Perchè tu invece non hai minima esperienza o intraprendenza vero?

    • Moralista e bacchettone. Il tipico che cerca la ragazza suora e poi le mette le corna.

    • Complimenti! Immagino che tu invece sia un santo,hai fatto sesso solo con la tua compagna o comunque solo per amore,giusto? Che vergogna.

    • Credo che lei non vorrebbe te. È diverso

    • Perchè tu sei vergine immagino….

    • Forse è solo un uomo normale che ha gusti,preferenze e standard per la sua vita.
      Quando una donna pone degli standard di solito viene accettata,ma questi standard vanno approvati da un comitato politicamente corretto?
      E’ un sacrosanto diritto quello di voler o non voler frequentare chi si desidera.Specialmente quando si tratta di impegnarsi con un altra persona.
      Il passato conta,una può essere fiera di essere una baldracca così come uno può non volercisi impegnare.

      • Sei nel blog sbagliato, qui vengono culturalmente messi in discussione sistematicamente gli standard e le convenzioni culturali sia nei confronti delle donne che degli uomini.
        E’ sacrosanto che noi uomini abbiamo degli standard, anzi dovremmo averne di più, però qesti standard arcaici vanno contestati, esattamente come si è più volte contestato che le molte donne si aspettino che paghi l’uomo o altre cose.
        Non capisco perchè difendi un’aspettativa così retriva, tutto quello che gli si è risposto è che tale standard non deve valere solo per la donna a uso e consumo del proprio narcisismo, ma deve essre disposto ad offrire lui quello che chiede, cioè la verginità o un passato non da don giovanni.

        • duequalunque says:

          Se è vero che qui “vengono culturalmente messi in discussione sistematicamente gli standard e le convenzioni culturali”, allora devi accettare che vengano messi in discussione anche i tuoi. Unoqualunque è nel blog giusto, perchè il blog sbagliato non esiste.

          • Assumo che ti sia sfuggita la parte sul “standard e convenzioni culturali”. O che non sia stato afferrato il significato dell’espressione.

    • Ci stiamo dimenticando un piccino piccino seppur cruciale dettaglino. Quelle che voi chiamate ‘troie’, ‘ragazze come te’… spesso quando si innamorano, si innamorano di quella persona e vogliono solo quella. Di sicuro non dicono ‘amore cicci picci tesoro’ alla ragazza/o per poi cornificare a destra e a manca. Perché sono PERSONE, e le persone non si giudicano in base a quanti cazzi/passere hanno visto nel corso della loro vita.

    • In che modo questa esperienza dovrebbe rendere meno “preziosa” una donna?

    • Chi aspira ad avere tanto e a non accontentarsi, col cazzo che ti considera. Dopo questa, mi organizzo per trovare un pertugio da occupare questa sera col primo che capita, me ne hai fatto venire voglia. Buona vita. (È ovviamente sarcastico l’augurio)

    • Immagino che la tua compagna fosse illibata. Ndasa scì ahaHhahahahah

  3. Se le menti sono libere anche le scelte lo diventano e non esisterebbe colui che pratica il giudizio o che viene giudicato.

    • Claudio Pizzi says:

      Vedi… certo le menti devono essere libere, ma devono convergere razionalmente guardando le conseguenze di una decisione!
      Se una mia volontà o convenienza pregiudica il benessere di un altro o di una popolazione dovrebbe essere debellata! Il buon senso è quello che ci manca. Il mondo va male proprio per questo! Non pensi?

      • Che c’entra con questo articolo?
        “Se una mia volontà o convenienza pregiudica il benessere di un altro o di una popolazione dovrebbe essere debellata!” giusto in generale, o magari per uno malato di Ebola :D, una extrema ratio ed una decisione grave, ma nella fattispecie di cosa si tratterebbe?

  4. Ciao, cara.
    Leggo questo post parecchio tempo dopo che è stato scritto, e mi sembra che vada ad aggiungere confusione al caos che già esiste attualmente.
    Facciamo dei distinguo: la sessualità è una roba che riguarda il corpo, i sentimenti e l’emotività sono un’altra cosa. D’accordo, ci sto.
    Vivere liberamente la sessualità come uno si sente… no, qui dobbiamo chiarirci le idee: sulla sessualità sono state costruite delle sovrastrutture culturali, sia nel senso del bigottismo, che in quello del libertinaggio.
    Il piacere sessuale l’ha inventato la Natura per favorire la riproduzione del genere umano: possiamo ritenerci ancora fortunati, in molte specie animali la femmina viene stuprata sistematicamente; tuttavia se le viene impedito di assecondare l’istinto che la spinge alla riproduzione la sua sofferenza è molto maggiore di quella che prova nell’atto dell’accoppiamento: non vuole fare figli per sé, teme che la sua specie rischi l’estinzione.
    Se in momenti occasionali come quello che hai descritto, in cui lasciarsi andare a vivere ciò che il corpo chiede, momenti di passione senza sapere perché l’altro, di cui nemmeno si conosce il nome, attrae (semplicemente si percepiscono nell’aria i suoi feromoni, il nostro organismo riconosce in lui un partner molto compatibile per la riproduzione e reagisce: biologia pura, nulla a che vedere con l’emancipazione dalle convenzioni sociali) succede quello che è descritto nel post, e per caso sul più bello il profilattico si rompe, e lei resta incinta, mia cara, allora come la mettiamo?
    Chi controlla la sessualità (con qualsiasi mezzo, dalle leggi repressive ai condizionamenti culturali) controlla la riproduzione, e chi controlla la riproduzione controlla il mondo passato, presente e futuro.
    Il mondo, per come lo conosciamo, si regge unicamente sull’equilibrio tra morti e nascite. Meditate, gente.
    Altro che gatte in calore…

    • Quindi tu sei convinta che non può esistere un sesso ludico e fatto per piacere e che necessariamente l’obiettivo sia la riproduzione.
      Non sono assolutamente d’accordo.

    • Scusami ma allora due donne o due uomini quando si accoppiano, da cosa sono spinti, se il loro rapporto non è per finalità riproduttive? Spinti da depravazione? Da mente disturbata? Chiedo per capire il tuo punto di vista, perché quello che hai detto tu è giusto, però volevo capire anche come la pensassi al riguardo. Gli istinti animali non sono volti SOLO alla riproduzione, in molte specie animali gli accoppiamenti omosessuali ci sono….

    • Andrea Girolami says:

      Meno male che qualcuno ha sale in zucca… L’economista inglese Thomas Robert Malthus (1766-1834) nel Settecento avrebbe parlato di controllo delle nascite per la sostenibilità economica. Egli finì di scrivere nel 1798 il “Saggio sul principio della popolazione e sui suoi futuri effetti sul futuro progresso della società”.
      Malthus sosteneva che la vera causa della miseria dei popoli risiede nell’istinto di riproduzione, che degermina una crescita demografica assai più rapida dell’aumento dei mezzi di sussistenza. Egli chiamava questa condizione dell’umanità “legge dei rendimenti decrescenti”: mentre i mezzi di sussistenza possono aumentare solo secondo una progressione aritmetica (1, 2, 3…), se l’istinto di riproduzione agisse senza freni inibitori, esso tenderebbe a svilupparsi secondo una progressione geometrica (2, 4, 8…).
      Secondo Malthus (che scriveva a fine XVIII secolo) il freno all’aumento illimitato della popolazione è appunto la miseria, nonché epidemie e guerre, che aumentano la mortalità e ristabiliscono l’equilibrio tra densità demografica e disponibilità di risorse materiali.
      Nella contemporaneità, in continenti assai civilizzati con l’Europa, nonostante la perdurante recessione economica globale, non si accusano più i colpi delle guerre e delle carestie, ma il controllo delle nascite avviene per mezzo di contraccezione, aborto, teorie di genere, fecondazione assistita e sessismi.
      In altre parole: erano meglio quand’era peggio…

    • nadine, che peso. madre natura ti ha dato un istinto per fare del sesso con uno sconosciuto nello sgabuzzino di un pub. usalo. ti ha dato pure un cervello per non fare tre gemelli ogni volta che usi l’istinto. usa pure quello. e ribellati un po’ al motivo oscuro che ti ha messa al mondo gia’ morta e quindi perdente…. stiamo al mondo poco e male. almeno godiamocela quando possiamo. una morale? certo: non fare male al prossimo. mi pare che sia un impegno sufficiente gia’ cosi’.

    • Non posso credere a quello che ho letto. “Altro che gatte in calore” è davvero una caduta di stile, da persona che tra l’altro si dimostra repressa e rancorosa verso gli altri. A parlarti è praticamente una santa che, però, non ci vede nulla di male nella libertà sessuale: questa ragazza ha SCELTO di fare sesso con un estraneo, nessuno l’ha obbligata e della sua intimità può fare quello che vuole senza che i moralisti arrivino in massa su di lei.
      Il preservativo si può rompere anche col proprio fidanzato/marito/compagno ecc… E basta con sti moralismi “no all’aborto!”: meglio interrompere una gravidanza non voluta piuttosto che scegliere di mettere al mondo una vita senza la possibilità di tutelarla e amarla.
      Ignoranza, ignoranza ovunque…

  5. francesco petrarca says:

    Fin quando non facciamo del male a gli altri o a noi stessi, siamo liberi di vivere la nostra sessualità come ci pare e piace.

  6. meno male che al mondo c’è gente come Sofia. Sennò come si farebbe… 😀

  7. Ho letto per caso questo articolo condiviso da un’amica e PER DIO come sono d’accordo con tutto quello che hai scritto. Dalla prima parola fino all’ultima. Non vedo proprio come mai per noi donne il sesso dovrebbe essere diverso da quello che lo è per gli uomini. Mai l’ho capito e mai lo capirò.

    Vittoria from 5 IN THE MORNING
    http://vittoriafiveinthemorning.blogspot.it/

    • Perchè uomini e donne sono diversi in quanto esseri e questa diversità si esprime ad ogni livello,anche nelle conseguenze diverse per le stesse azioni.

      • Evidentemente per quanto ci sia una prevalenza statistica di certi comportamenti, tra uomini e donne, con un complesso di cause culturali e biologiche che si intrecciano inestricabilmente, non sta scritto da nessuna parte cosa debba essere una sessualità femminile o maschile, a meno di non voler normare correttivamente quale debba essere un comportamente corretto per il proprio genere e allora non parliamo più di “natura”, però.
        Conseguenze diverse, mah, un modo per non affrontare il nodo del contesto culturale, accettando lo status quo, lo si poteva dire anche dei neri prima di M.L King o di quando si diceva che le donne non erano portate alla matematica.
        Che l’uomo sia un don giovanni e la donna una puttana, per quanto la si vesta con metafore retrive su buone chiavi e cattive serrature, che hanno forti implicazioni culturali nelle premesse, rimane un arcaicismo sessista.

      • E se donna non e riuscita a trovare una relazione stabile e sente fortemente la voglia di sesso . La deve reprimere secondo te? E odiarsi solo per quello che lo sente?

      • Tradotto: le femmine possono rimanere incinte, gli uomini no. Per cui gli uomini possono scopare allegramente a destra e a manca, le donne no.

      • E da cosa è sarebbe dovuta questa diversità? Dall’avere una passera o un pisello fra le gambe! E neanche sempre poi…..
        Sono cresciuta, io e le mie amiche, facendo sesso con e quando ci pareva, nascondendoci. E vendendo cari i nostri orgasmi perché ovviamente eravamo delle puttane, eravamo “quelle che ci stavano” solo perché avevamo le voglie a mille, voglia di conoscere il sesso, voglia di esperienze, voglia di godere!! Tutte voglie che hanno anche i maschietti, con la differenza che il maschio è figo, è macho, più scopa e più si sente un grande, mentre noi…noi solo puttane!
        Ho 43 anni e ci sono arrivata dovendomi nascondere per fare sesso.
        Non è forse meglio fare tutto alla luce del giorno? O meglio, al buio di uno stanzino di una discoteca, usando un preservativo e godendo a proprio piacimento senza paura di giudizi gratuiti??
        E da cosa è sarebbe dovuta questa diversità? Dall’avere una passera o un pisello fra le gambe! E neanche sempre poi…..
        Sono cresciuta, io e le mie amiche, facendo sesso con e quando ci pareva, nascondendoci. E vendendo cari i nostri orgasmi perché ovviamente eravamo delle puttane, eravamo “quelle che ci stavano” solo perché avevamo le voglie a mille, voglia di conoscere il sesso, voglia di esperienze, voglia di godere!! Tutte voglie che hanno anche i maschietti, con la differenza che il maschio è figo, è macho, più scopa e più si sente un grande, mentre noi…noi solo puttane!
        Ho 43 anni e ci sono arrivata dovendomi nascondere per fare sesso.
        Non è forse meglio fare tutto alla luce del giorno? O meglio, al buio di uno stanzino di una discoteca, usando un preservativo e godendo a proprio piacimento senza paura di giudizi gratuiti??

        • Denny Cadenazzi says:

          Mah, in realtà una ragazza esperta e vissuta è molto meglio di una donna illibata e poco propensa al sesso.

          Detto questo, è anche il (dfis)valore morale a rendere intenso un rapporto occasionale, spesso e volentieri.

          fosse approvato dallalegge e dai genitori, si farebbe dell’altro.

  8. ooo.. peccato che alla fine del post c’è “questo personaggio è inventato”, “ogni riferimento è puramente casuale”.. come a voler chiudere il senso dentro un’immagine di pura invenzione, come se fosse troppo vero per essere vero. boh, vabè, carino comunque.

    • Già, anche io ci son rimasto della precisazione, a nota legale, a pedice del racconto: ha segnato come un’avversativa tutto il trasporto emotivo precedente. Un peccato non lasciare al dubbio il tempo di rodere le redini etiche del lettore.

  9. Già in questa società se fa qualcosa la donna è troia e se invece è un maschio è “figo”
    esisteranno le troie finchè esisteranno i bastardi a parer mio

  10. Non si capisce esattamente se quanto riportato è una storia vera o una invenzione letteraria, seppure legittima.
    Ad ogni modo, se può valere il parere di un uomo, per giunta 68enne, io sono sempre stato convinto che la donna debba, se lo crede giusto, cercare il proprio piacere senza moralismi, né fals, né imposti.
    Da giovane ho letto molta letteratura sull’amore e sul piacere, di genere colto, ma a volte anche di genere ludico, ed avendo sempre nutrito in me un forte desiderio di autogestione delle mie pulsioni naturali, non ho mai pensato che la donna avesse dovuto privarsi della scelta che io potevo compiere, in quanto uomo.
    Sono stato educato in famiglia alla completa parità di genere, in tutte le maniere e sfumature possibili.
    Mi sono sempre meravigliato del fatto che le donne, nella cultura cui attingevo e nella considerazione generale, rinunciassero ad una completa emancipazione dei comportamenti e si rifugiassero entro un cliché preconfezionato da millenni di maschilismo e di vittimismo femminile (mi riferisco, come esempio calzante, alla pratica della infibulazione, praticata non già dagli uomini alle donne, ma dalle madri, zie e sorelle alle figlie bambine, spesso con orgoglio e dedizione masochiste).
    Qualche anno fa, risentendo una mia ex innamorata dopo 40 anni, e riferendole che mi avevano informato che ella si fosse sposata di fretta e furia perché incinta, mi sentii rispondere risentita dalla stessa che invece era giunta vergine al matrimonio! All’età cioè di 25 anni!
    Ciò detto da una tipa che aveva sempre denigrato il matrimonio, e che dopo il suo matrimonio (da vergine), aveva atteso mesi prima di darla al marito, e che aveva cessato da subito ogni rapporto sessuale, e di avere avuto una sola figlia dopo 3 anni, turandosi il naso per non vomitare durante l’amplesso, e solo, come ho da me arguito, per non essere lasciata (nel 1974 era stato introdotto il divorzio in Italia). Poi la tipa, totalmente androfoba, si è portata la figlia in Sardegna per 15 anni, da sola, lasciando quel disgraziato di marito, funzionario di Banca, in Campania, solo a farsi i mea culpa davanti allo specchio per una vita.
    Ora vive con costui nella stessa casa, in stanze separate, mangiando a orari differenti, anche di due ore, ma passeggiano insieme nella città di provincia per farsi vedere da conoscenti avvocati, magistrati, professionisti, bella gente varia, per difendere l’immagine di una coppia seria e profondamente unita.

    Ecco l’ipocrisia del mondo e lo spettro della diseguaglianza di genere, che la donna alimenta spesso proprio da sè.
    Invece io, che credo nella totale emancipazione femminile e di qualunque genere, sposato da 40 anni con figli, vivo una eterna luna di miele focosissima con la mia dolce ragazza, che come me concepisce l’amore ed il sesso come completa complicità e campo di continua e inarrestabile sperimentazione, immersi nelle emozioni più profonde e sconvolgenti, come se ad ogni nostro incontro noi due ci vedessimo per la prima volta e ci sentissimo infiammati l’uno dell’altro.
    E quando io mi sento perso nel suo sguardo intenso e luminoso, nei momenti dei nostri incontri, la trovo bellissima e dolcissima, ancora più di quando ella aveva 20 anni.
    Ma mia moglie è una donna che ha lanciato il moralismo alle ortiche, così come, metaforicamente, le sue mutande.

    Ed è per questo che mi danno grande tristezza tutte quelle donne e quelle coppie che non sanno cogliere uno dei piaceri, se non il massimo, che la vita ci mette a disposizione totalmente gratis, senza inquinare, senza drogarsi, senza calpestare la natura, che anzi ci ha dotato di strumenti meravigliosi non solo per procreare, ma anche per fonderci l’un l’altro in qualcosa che può essere emozione, magari poi se si vuole affetto, tenerezza ed infine, se lo si accetta, amore vero.

    Donne, liberatevi dalle paure, dalle soggezioni, dai moralismi, e vivete il piacere dei vostri corpi con la massima gioia e intensità, magari accanto ai partner giusti!
    Una donna che non sa far vibrare il proprio corpo come uno straordinario strumento musicale assieme ad un partner convinto e partecipe, è donna a metà, e rischia di finire narciso.

    • Condivido tutto quello scritto sopra !!Complimenti!!

    • Che bel pensiero… Sono d’accordo su tutto

    • Laura Stoccoro says:

      Totalmente d’accordo! Vorrei che fossi mio padre! 😀

    • Mario, che bello leggere il tuo commento.
      Io di anni ne ho 54 e lascia l’Italia 30 anni fa. Sentivo che, come giovanissima donna, mi stava soffocando.
      Ero entrata nell’area commenti per condividere con l’autrice che, anche provando empatia con le sue esperienze, perché da me vissute nella seconda adolescenza, avvertivo una punta di gelosia… Da parte mia, c’era anche, spesso, la ricerca di un compagno che potesse apprezzare il mio piacere per il sesso e, con me condividerlo… e non una volta sola. Ma come dice l’autrice, allora, eri considerata una puttana. Oggi penso: “Meno male!!!”. Anche perché, il sentirmi così aliena, e la difficoltà nel trovare il “compagno di vita”, mi ha aiutata a lasciare l’Italia ed eventualmente, a trovare la persona con cui ora condivido la vita e l’eccitazione di essere ancora “assolutamente” innamorata, dopo 20 anni di relazione. Grazie Mario per avermi fatto capire che ho fetto bene a scappare, ma anche che: “MERAVIGLIA!!!!”, anche in Italia ci sono le eccezioni: uomini maturi, divertenti, educati e che guardano alle donne in modo paritario… anche quando si perla sesso.

    • Condivido in pieno…

    • Applausi. Sei la prova che ho ragione a pensare che uomini intelligenti esistono e sono più di quanti si pensi. Io credo nell’effettiva parità e tu mi stai dando speranza. Grandissimo. Viva le coppie come te e tua moglie!

  11. Le donne non sono puttane perché gli piace scopare, io non ho mai considerato puttana le donne che vengono a letto con me. Noi uomini vi chiamiamo puttane quando intrattenete una relazione sentimentale con uno e andate a letto con un altro o con altri.
    Vi chiamiamo puttane quando vi piace fare del male agli altri. I sentimenti non vanno traditi, se il sentimento non c’è più allora dovete dirlo chiaramente e ci si lascia.

    • Forse tu, ma per molti una è puttana se la “dà” troppo, se la dà troppo poco “allora deve darla per soldi”, oppure si dà via e la si disprezza. Insomma in qualsiasi caso non corrisponda al capriccio del suddetto uomo. Naturalmente, a scanso di equivoci, esistono donne stronzissime con gli uomini, specie se ingenui e questo è quasi altrettanto terribile.
      E il discorso per cui dici che è giusto chiamare puttane le donne, qui, è ironicamente quello che fanno a loro molti uomini, spesso gli stessi che lo dicono.
      La canzone di Iglesias “se mi lasci non vale” è rivelatrice di questo doppio standard “se un uomo tradisce è soltanto a metà”.

  12. Fai bene, divertiti che la vita é breve, purtroppo viviamo in una società che é intrisa di maschilismo, sessismo, ignoranza e pregiudizi. É arrivato il momento di evolverci, su certe cose siamo ancora troppo indietro.

  13. Sono perfettamente d’accordo, il sesso va praticato come uno/a meglio sente, crede, vuole. E penso che anche nei rapporti sentimentali si debba essere liberi. Non credo che sia amore il possesso dell’altro. Anche se “stai” con me, se io ti amo, tu puoi fare sesso e amore con chi vuoi. Volere che tu lo faccia solo con me non è amore. Identificare i “sentimenti” con la monogamia è una sciocchezza, secondo me. Se amo una donna, sono felice che lei faccia ciò che le piace, compreso l’amore con altri. Questa è la mia opinione e questo è il mio modo di sentire.

  14. Quindi morale e dignità vanno a rotoli secondo il tuo ragionamento?! Io son d’accordo sul detto “vivi e lascia vivere” purché nel rispetto dell’altro. Il tuo ragionamento fila, però secondo me si sminuisce tutto in questo modo! Non sono d’accordo con questa visione troppo cinica che hai del sesso, come se fosse una pisciata in bagno e nulla di più. E la magia del momento dove la mettiamo? Tu hai una visione troppo triste e banale secondo il mio punto di vista! Poi sul fatto delle etichette hai ragione però.

    • La critica a questa visione del sesso ci sta, ma penso sia una cosa esemplificativa, sono queste delle visioni comuni a molti uomini, anzi impallidisce anche questo “cinismo” rispetto a quello che senti negli spogliatoi.

    • direi che nella vita c’è posto per entrambe le cose: a volte si fa l’amore, a volte si fa sesso.

  15. Magari le donne prendessero coscienza di questo. Senza sentirsi sporche. Non esiste niente di più normale. La mia stima alla protagonista di questa storia, analoga alla mia.

  16. Ho letto con interesse il tuo articolo, complimenti, era ora che qualcuno ne parlasse e che lo facesse così! Ti adotto nella rassegna #adotta1blogger di Social Evolution

  17. È solo questione di atmosfere, di sfumature, di punti di vista, a volte. La donna che scopa per piacere è un po’ troia, la donna che sospira sognando storie d’amore è una sempliciotta, eppure il piacere è lo stesso, è solo il corpo femminile che cambia tutto, come sempre. Quando parlo di “femminismo rosa” io miro anche a questo, a trovare un punto di incontro, a rendere le scopate femminili meno malinconiche e criticabili, a parlare del diritto di sognare, di voler essere felici, con la mente e con il corpo. Perché alla fine è tutto lì, nel permesso di essere felici.

  18. Quanto è vero, e quanto questo pregiudizio vada estirpato dalla mente delle donne prima ancora che da quella degli uomini. A volte siamo le peggiori nemiche della nostra libertà.

  19. Secondo me devi solo cambiare amiche…queste sembrano uscite dai promessi sposi!!

  20. Maschio Alpha Romeo says:

    Il concetto di donna libera e (dunque) puttana, è stato creato dai maschi beta, perché era l’unico modo che avevano per riuscire ad avere e trattenere una donna al loro fianco.

  21. L’uomo si diverte ,perché non dovrebbe farlo pure la donna abbiamo la parità ,quindi non vedo niente di anormale.

  22. Il piacere del sesso e’ fortemente sopravvalutato. E Tu non sei una donna, sei un uomo mancato. Le donne vere hanno hanno talmente tanti interessi nella vita che ovviamente lo hanno ridimensionato il piacere per il sesso, che diciamocelo, e’ una cosa fisiologica che tutti fanno come mangiare, pisciare e cagare. Non fai nulla di speciale sai. Anzi, se il sesso e’ la cosa che ti interessa di più, sei davvero noiosa figlia mia. Cercati un hobby, viaggia, fai qualcosa perché, che barba! Lol

    • Quindi gli uomini sono esseri inferiori che non hanno ridimensionato il piacere per il sesso e sono molto noiosi (perché di solito questo si dice, che gli uomini sono così -cosa che non penso minimamente ma è conseguenza logica del tuo ragionamento).
      Sua Signoria distribuisce le spillette del club Donne Vere in base agli interessi: il sesso non va bene e preclude qualsiasi altro hobby, si sa, è una roba superficiale. Suppongo che anche mangiare non ti piaccia, d’altronde è una cosa fisiologica come pisciare e cagare, per cui un’ottima lasagna in crema di pistacchi non sarà di certo preferibile a un contorno di radici. Che ce ne facciamo di questi noiosi piaceri terreni.
      Se l’idea che ad alcune piaccia fare sesso ti irrita, pensa che c’è in giro persino qualcuna che si diverte a dividere il mondo in Donne Vere e Donne False (?), manco fosse Mosè alle prese col Mar Rosso…

      • Credo che il sesso sia il motore fondamentale di tutto e che senza sesso non ci sarebbero relazioni umane di nessun tipo. Poi ci sono varie interpretazioni e sublimazioni, certo. Ma svalutare il sesso è svalutare la vita.

      • Guarda per me non è conseguenza logica del suo ragionamento dire che gli uomini sono noiosi. Ha semplicemente pensato, e condivido, che il sesso non deve essere visto necessariamente come qualcosa di così superficiale. Parafrasando il tuo esempio, la scena di sesso nello sgabuzzino è il contorno di radici per molti.. e c’è chi preferisce la “lasagna in crema di pistacchi” invece. Non è che se fai sesso negli sgabuzzini sei un esempio di libertà. Immagino una scena simile e vera con le amiche che magari quella sera volevano solo farsi un drink in compagnia e questa sparisce per scoparsi un tizio.. bella compagnia.. prossima volta sto a casa. Sarà che io non ci vedo nulla di male nel sesso occasionale per ambo le parti, però sto sfoggiare libertà sessuale è un inutile esercizio di ego, un voler affermare cose che se ti sentissi veramente a posto a farle non avresti bisogno di scriverci un articolo di un blog.

    • Non erano i maschilisti e i retrograti a dare patenti di uomini e donne veri in base a stereotipi di comportamento e personalità?
      DonnaFinta ha detto tutto.

    • Credo che tu abbia letto male il testo Diana. Dove di preciso hai visto un morboso attaccamento al sesso? Proprio perchè ho tanti interessi e obiettivi nella vita che non ho tempo da perdere dietro morbosi dogmi (marito-matrimonio-prole), ossessioni, romanticismi e gelosie con qualsiasi idiota flirti con me (donna media). Ciò non toglie che se vedo un “qualsiasi idiota ma che trovo molto attraente e simpatico ma con cui non ho nessuna intenzione di condividere vita-sogni-casa-pensieri-figli” non possa condividerci un serata o un momento con il benestare di entrambi. Chissà, se ne avessi tempo e voglia potrei anche provare a farmi mettere un anello al dito, ma spiacente, ho altre priorità Se sarà, sarà perchè arrovellarsi e sognarlo già in pantofole sulla mia poltrona? Francamente, mi sembra più morboso il contrario.

  23. Assolutamente d’accordo con te! Grande articolo… Basta con questi moralismi senza senso. La gente farebbe meglio a riporre più aspettative sul comportamento di una persona piuttosto che per il suo gusto disinibito per il sesso.. Che fa di una donna solo una persona libera di godersi il suo corpo senza inibizioni di sorta e paranoie dettate da una società profondamente bigotta e maschilista. Qualcuno mi spiegherà un giorno cosa rende una donna virtuosa nel rinunciare al sesso? Anzi grandiosa una donna che si assume senza pregiudizi verso se stessa… E verso gli altri.. Davvero il tono di disprezzo nel dire ” che Troia ” mi irrita profondamente soprattutto quando viene da un uomo che probabilmente ha passato la serata a masturbarsi su quella ” troia”…
    Insomma bellissimo articolo. Viva la libertà!

  24. dovrebbero essere tutte così le donne…

  25. che palle questi scopatori disinibiti con compagnie di amici bigotti. che palle il continuo parlare di scopate, la politica della scopata, la riappropriazione della scopata. che palle la riappropriazione dei termini. non è nemmeno un articolo sincero perché alla fine c’è la morale, che chi scopa di più è una persona migliore: è espressa come umorismo (ironia?) per codardia credo, ma c’è, è lì, qualcuno l’ha scritta e io la dovrei prendere come una cosa positiva considerato il contesto

    • Beh, dai, Valentina, la frase finale non mi sembra una “morale”, ma una reazione a chi fa la morale. Credo che nessuno sostenga che sia obbligatorio scopare con mille (uomini o donne) per avere una buona vita. Ma si può sostenere (e anch’io lo sostengo) che farlo non è male e non è criticabile. Che purtroppo la maggior parte della gente sia ancora sessualmente molto bigotta non è un espediente retorico ma una verità. Tutto è ancora fondato sulla coppia fedele, e il resto è ammesso in genere solo come temporanea trasgressione, da eventualmente “perdonare” (!). Il giorno in cui la coppia chiusa sarà un’opzione come un’altra, possibile, sceglibile, ma non dominante né generalizzata né privilegiata nel giudizio, allora potremo smettere di fare questi discorsi di cui tu dici “che palle”. Fino ad allora, però, mi sembrano discorsi utili, anzi necessari.

  26. Io una come te me la sposerei…..sono anche single ma quelle come te non le ho mai incontrate,sul web c’è di tutto ma nella realtà di tutti i giorni ciò non esiste..

  27. Sei riuscita con 1 paio di frasi a distruggere una mentalità millenaria. Questo testo che hai scritto dovrebbero farlo leggere nelle scuole, non scherzo. Sono un ragazzo di 19 anni e mi sento in dovere di prenderti come esempio di libertà da ogni stereotipo o limite sociale che sia. Grazie davvero per il coraggio che mostri a noi tutti, sei una grandissima persona!

  28. Quanto è bello e ben piazzato il nota bene alla fine: “NB: Antonella, Meno&Pausa, è un personaggio di pura invenzione”.
    Perché se NON fosse pura invenzione sarebbe l’ideale di ogni uomo sul pianeta. Ma, guarda caso, è solo pura invenzione…

  29. grazie max baro per aver rianimato la speranza che qualcuno possa ancora mettere da parte la saggia e ipocrita morale. Noi maschietti speriamo in una situazione come quella di questo racconto almeno tre volte al giorno ma poi la condanniamo quando una donna la racconta. La verità è che un atteggiamento simile abbatte le fragili sicurezze di certi “maschioni”. Molti vengono presi dal panico incontrando una donna tanto emancipata. Alle gentili donzelle che tanto si scandalizzano vorrei dire tante cose ma nessuna di esse sarebbe garbata e gentile….meglio evitare.

  30. Semplicemente fantastica!

  31. Andrea Girolami says:

    Il personaggio e la storia sono immaginari, quindi trattasi di fantasie erotiche.
    I vostri commenti sono patetici, grotteschi e ridicoli.
    La vostra visione delle relazioni umane va rivista con l’aiuto di uno psicologo. Concludendo, voi siete rimasti agli Ottanta dell’Ottocento, quando Freud iniziò a sostenere la sua ottusa e riduzionistica interpretazione delle forze umane, a suo avviso da circoscrivere a sessualità, autoconservazione, amore e sopravvivenza della specie. E la ‘libido’ di Freud è proprio quell’energia psichica che è alla base delle pulsioni sessuali, in parole povere, l’eccitazione sensoriale di cui parla Antonella, personaggio immaginario di questa licenziosa novella.
    Ovviamente, Freud è stato un cocainomane e un pazzo scriteriato, è possibile informarsi sulla sua biografia per capire quanto fosse controversa la sua personalità, al punto che, il suo stesso allievo prediletto, Carl Gustav Jung, defezionò nel 1913 da Freud e prese le distanze dalla sua teoria psicanalitica, nonostante Freud avesse designato Jung stesso alla successione della presidenza nella “Società Psicoanalitica” di Vienna.
    A volte, prima di scrivere un papiro di corbellerie assortite da autori vari, come questi commenti che è possibile leggere qui, sarebbe più opportuno studiare accuratamente e astenersi dall’espressione.
    In definitiva, se tutte le relazioni umane fossero riducibili alla soddisfazione di un bisogno primario e istintivo (Riduzionismo), noi esseri umani non saremmo altro che bestie (e attualmente ce ne sono molti esempi, non solo in Italia). Ma se alziamo lo sguardo al cielo, ci accorgiamo che siamo solo polvere di stelle, il nostro pianeta è solo una piccola parte dell’infinito ed inconoscibile universo (Complessità), e tutto questo sarebbe già di per sé sufficiente a spiegare perché non tutti hanno la stessa attitudine alla copula sessuale.
    Noi esseri umani siano diversi tra noi stessi e anche rispetto agli altri esseri viventi; dunque la mia deduzione è che non si può sentenziare quale debba essere il modello di comportamento più o meno idoneo per una società civile. Ma certe regole esistono per mantenere l’ordine pubblico, rispettare i diritti umani individuali e collettivi, in altre parole, per contemplare la complessità.
    Siete superficiali e riduzionisti. Meditate, se potete.

  32. magari ce ne fossero come te un po di piu

  33. bel racconto, condoglianze

  34. Mah, non saprei,io penso che la donna abbia gli stessi diritti dell’uomo , nell’atto sessuale,certo che se e’ madre,deve fare la madre.!

  35. puoi dirlo forte. puoi dirglielo e sentirti rispondere in malo modo. ma come la tua amica, tutti coloro che ci hanno chiamate troia, puttana, zoccola, infondo soffrono di un po’di gelosia o di invidia. al contrario di questa gente, io, quando mi guardo allo specchio, sono felice delle mie scelte e soddisfatta di stare bene con me stessa e con gli altri.

  36. Sì puoi. Anzi fallo per favore, diglielo alla tua amica, di scopare di più, a nome tuo, mio, e di tutte noi puttane felici e soddisfatte!

  37. In Italia la donna è sempre, e sarà sempre vista come parte “vittima” “debole” non “adatta”…la colpa spesso è delle donne stesse che adorano stare in questa nuvola dorata di coccole e insicurezze, infatti sono le stesse donne a chiamarti sporca o puttana… Se non sono le donne a cambiare non cambierà mai nulla. E…quelle povere streghe che fanno di tutto per cambiare mentalità e uscire da stupidi tabù…sono additate come troie.

  38. Sono una 18enne appena uscita dall’ambiente liceale… Ho vissuto quasi interamente gli ultimi anni della mia vita più volte etichettata come “zoccola” “troia” “puttana”, io così come le mie amiche. Perché? Perchè forse abbiamo sempre un po’ troppo “attirato l’attenzione”. I nostri genitori ci hanno sempre dato piena fiducia, sempre nei limiti, e noi l’abbiamo sempre rispettata e accettata responsabilmente. Siamo ragazze a cui piace andare a ballare, fare nuove amicizie e che hanno anche imparato a conoscere la propria sessualità… Ma questo non a tutti va bene. Sono, sì giovane, ma in “tutti” questi anni ho imparato a conoscere i miei limiti e il mio corpo, personalmente riuscendo a dare un certo peso a ciò che faccio. Ho amiche a cui piace darla quando hanno voglia, con persone anche più o meno casuali o con le quali non intraprendono una relazione duratura, ma che lo fanno coscenziosamente, responsabilmente e CONSAPEVOLMENTE. E non ci trovo niente di male. Ho trascorso l’adolescenza da ragazza etichettata in malo modo perché a 15 anni ho avuto la sfortuna di perdere la verginità con un ragazzo che lo ha sbandierato ai 4 venti. Ero forse piccola, e lo sono tutt’ora, ma non ho colpe per essermi fidata di un ragazzino a cui volevo bene. Ora la mia etichetta è magicamente scomparsa perché sono “FIDANZATA” e se la do è solo a lui, eppure è ancora difficile scrollarsela di dosso e lottare con tutti coloro che troia ti definiscono ancora. In giro veniamo definite puttane per non essere le classiche ragazze casa e chiesa… I ragazzi si avvicinano solo con cattive intenzioni, senza nemmeno conoscerci, le ragazze ci guardano in malo modo e non resta altro che imparare a farsi le spalle da sole per mantenere la propria integrità. Ci sono stati momenti in cui ho cominciato a dubitare di me stessa, della mia stessa dignità solo per il modo in cui venivo etichettata. Non è giusto. La sessualità dovrebbe essere trattata allo stesso modo da entrambi i sessi, per entrambi coscenziosamente, responsabilmente, liberamente e consapevolmente. Senza distinzioni. Ciò che si può contestare della società di oggi sono la mancata informazione circa le pratiche sessuali e l’eccessiva leggerezza con la quale le si praticano ad un età decisamente promiscua. Forse ho divagato, ma spero sia arrivato il messaggio.

  39. Beate quelle donne che riescono a separare sesso e sentimento. Io dopo 4 appuntamenti di sesso appassionato e disinibito ho già il cervello fritto. E guai a parlare di relazione….non sia mai…scappa come un coniglio. E ricado nel vortice di essere considerata una delle tante e basta. Una che ha aperto le gambe e basta. Se si va avanti con l’età….non è molto positiva come cosa.

  40. Leggo i commenti e sinceramente mi preoccupo. Come sempre c’e’ la polarizzazione di ogni discussione, se una persona non condivide un determinato stile di vita e’ un finto-santo, finto-moralista, e in realta’, e’ piu’ zoccola/gigolo’ di chi invece lo ammette. Ma questo, non e’ uguale all’etichettare una ragazza facile come “troia”?
    Io sinceramente neanche do un bacio al primo appuntamento ma perche’ credo sia una cosa importante da condividere solo con le persone per le quali provi un certo tipo di affetto. Questo e’ il mio pensiero, giusto o sbagliato che sia e mi sento stra bene cosi’.
    Ci sono due cose che mi dispiacciono:
    1. L’insultarsi per delle differenze davvero stupide. Se si prova gusto a scopare e lo si fa con chi capita e senza troppe smancerie: se tutti e due sono d’accordo, che c’e’ di male? Nulla. Se una persona non condivide quel tipo di stile, cosa c’e’ di male? Nulla. Questa polarizzazione non solo sminuisce i vari argomenti, ma secondo me da’ anche l’impressione che non si e’ sicuri della propria scelta; e
    2. I 2 pesi e 2 misure che si utilizzano per descrivere la stessa identica cosa, che e’ il vero problema (anche se la discussione si e’ concentrata sulle differenza tra “zoccole” e “finti santi”). Una ragazza alla quale piace fare sesso in modo meno formale non e’ minimamente differente da un ragazzo a cui piace la stessa cosa. The end.

  41. Che bella la condivisione di questa storia. Ciò che traspare è reciprocità di desiderio e gentilezza. Tutto ciò che serve per unire i corpi quando lo si desidera. Ci incontriamo, ci intendiamo, ci uniamo, ci rispettiamo e ci auguriamo il meglio. Sarebbe bello un mondo così. Tradotto per la pochezza di argomentazione di chi è tanto affezionato al termine ” tutto normale”.

  42. Io ho visto di recente un programma ” i dieci comandamenti” in cui c’era un’intervista ad una signora che faceva il “vecchio mestiere” e devo dire che sono rimasta molto colpita dalla sua serenità d’animo. Poi penso che sia più nobile d’animo lei che è stata costretta a questo lavoro , per bisogno, che tutti i suoi clienti.

  43. ciao a tutti. il mio nome e’ mario,ho 41 anni,studio psicologia all’univ. di urbino. sono capitato in questo blog per caso e ho letto il racconto scritto da laglanost (in russo,trasparenza) e un po’ di commenti a latere e volevo anche io lasciare un commento. volevo dire,vi rendete conto quanto vi sta a cuore l’argomento ? ho visto persone accanirsi per difendere la propria liberta’,la propria idea,la propria posizione in riguardo alla liberta’ sessuale e mi sono chiesto : ma perche’ ? perche’ tutti questi ragazzi si impegnano cosi’ tanto ? dopotutto basterebbe continuare a vivere come si vuole,senza sentirsi cosi’ coinvolti nei giudizi sempre un po’ bacchettoni degli altri. se il tema vi sta cosi’ a cuore,forse vuol dire che voi stessi vi sentite,prima di ogni altro,un po’ in dovere di giustificarvi per essere come siete,forse non vi sentite accettati,compresi e amati per quello che siete. e chi e’ che vi fa sentire cosi’ ? sicuramente i giudizi dei vostri pari,ma poi,forse anche i vostri genitori ? sbaglio ? grazie per l’attenzione. Mario.

  44. Brava…bel racconto

  45. Number one

  46. Guardate che polpettone è venuto fuori sotto un post che inneggia ai piaceri del sesso libero…si scomoda la storia, l’economia, la biologia….e poi dicono che non c’è controllo sulla sessualità femminile….

  47. La cosa che trovo più assurda è che gran parte dei frequentatori di discoteca spera di trovare una ragazza come quella descritta nel racconto, e poi sono i primi a considerarla una troia…stranezze di una cultura stra, presumo.

  48. Un individuo che fa sesso come vuole,quando vuole,con chi vuole. Dovrebbe essere la norma.

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  1. […] di una ragazza trovato in rete Sono puttana e me ne vanto Da sempre penso che uomini e donne siano le facce di una stessa medaglia e che ciò che li rende […]

  2. […] Io considero che chi mi cunnilingua ci sta che capiti che dovrà lasciarmi libera. D’altronde se io pratico una fellatio non richiedo mica di metter su famiglia, […]

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