Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

#StigmaKills: a Porto Sant’Elpidio paghi se ti abbigli e ti atteggi in modo indecoroso!

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A Porto Sant’Elpidio qualche tempo fa quattro fascisti, armati di tanica di gasolio e urlando “viva il duce”, aggredirono un gruppo di prostitute rumene e di trans lasciando a terra un bel po’ di contusi. Analogo episodio era avvenuto l’anno prima. Più di recente abbiamo letto di un pestaggio contro una prostituta rumena picchiata a sangue non si sa da chi. Poi una coppia di rumeni viene aggredita a sprangate. Oggi leggiamo che in risposta a quello che pensano sia un problema di ordine pubblico e di pubblica moralità è stata emessa una ordinanza che riguarda Porto Sant’Elpidio, Fermo e Porto San Giorgio, in cui si dice che

“sarà proibito «negoziare, concordare prestazioni sessuali a pagamento, intrattenersi con soggetti che, per l’atteggiamento, l’abbigliamento ovvero per le modalità comportamentali, manifestano l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali». Vietato anche «fermare il veicolo in cui si è a bordo al fine di contattare il soggetto dedito alla prostituzione e consentirne la salita».”

Si parla di una sanzione di 200 euro, poi anche del

“«sequestro cautelare delle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione o che ne sono il prodotto», e l’allontanamento dal territorio in caso di reiterazione del comportamento scorretto.”.

Infine si annuncia che

“«Non è escluso che nelle prossime settimane vengano coinvolti cittadini e associazioni per mettere a punto azioni dimostrative e creare un’azione di disturbo e conseguentemente dissuadere indirettamente il fenomeno della prostituzione nella fase della contrattazione con gli eventuali clienti».”

Dunque, come già successo in moltissime altre città italiane, si finisce per emanare provvedimenti che criminalizzano le prostitute, le confinano in luoghi distanti dalla città, più esposte a crimini e violenze che potrebbero subire, e quegli stessi provvedimenti diventano un monito che indica a tutte le donne qual è la linea di decoro che bisogna seguire. Si parla infatti di “atteggiamento”, “abbigliamento” e “modalità comportamentali”. Attente tutte, dunque, perché atteggiarsi, abbigliarsi, comportarsi, in un modo giudicato indecoroso comporterà il fatto che potreste beccarvi una bella multa. Non capisco di che si parla a proposito del sequestro di strumenti utili al mestiere. Faranno incetta di dildi e altri sex toys? Capisco bene invece il riferimento all’allontanamento dal territorio perché questo diventa un modo per espellere soggetti che fanno parte della comunità europea come i rumeni e le rumene. Senza contare il fatto che le ronde antiprostituzione, che saranno portate avanti anche da gruppi di cittadini volenterosi, tenuto conto delle aggressioni di matrice politica precisa che sono state compiute in quel territorio, non possono che diventare delle cacce alle streghe, ovvero, cacce alle migranti senza permesso di soggiorno da mandare nei Cie.

Tutto ciò avviene mentre a Roma componenti del Pdl chiedono siano rinnovate ordinanze analoghe e altri sindaci di centro/destra appoggiano una proposta di referendum che mira alla abrogazione della Legge Merlin e/o alla riapertura delle case chiuse per rimpinguare le casse delle amministrazioni cittadine, regionali o dello Stato. Questo accade mentre il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute non viene neppure consultato e  ovviamente chiede tutt’altro.

Tornando alla ordinanza, giacché invece che parlare di violenza sulle sex workers viene ancora una volta sollevato un problema di pubblica moralità, vorrei ricordare che tante sono le prese di posizione da parte di collettivi e movimenti che si oppongono a tutto ciò. Perché di persone che vengono a dirci come dobbiamo comportarci, vestirci e atteggiarci non abbiamo alcun bisogno e così in altre città e in risposta a questo tipo di ordinanze si sono fatte delle manifestazioni in cui si rivendicava il diritto di essere indecorose (e libere).

Così, per esempio, rispondevano a Pisa [fai il Meretricio Test] o a Rho. Qualcun@ che abbia voglia di dire altro su quel che succede a Porto Sant’Elpidio?

Leggi anche:

Sui provvedimenti amministrativi e contro la criminalizzazione delle sex workers:
Analisi politica:

Un pensiero riguardo “#StigmaKills: a Porto Sant’Elpidio paghi se ti abbigli e ti atteggi in modo indecoroso!”

  1. Comincio a credere che ci siano dei disturbi mentali nelle teste di c-certi amministratori.
    Ma se volevamo farci imporre come vestire ci saremmo fatte monache o al massimo crocerossine.

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