Antiautoritarismo, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

#decretofemminicidi: interventismo, repressione #NoTav e uso dell’esercito per l’ordine pubblico!

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Ancora sul decreto femminicidi. Si esprime in proposito l’Unione delle Camere Penali che parla di “Misure “demagogiche” e “inquietanti”.  Gli avvocati penalisti scrivono che questo è “un nuovo e sempre più inquietante capitolo della insensata corsa al rialzo ingaggiata dalla maggioranza di governo con le peggiori istanze demagogiche provenienti dalle opposizioni in materia penale”. Giudicano la misura “contraddittoria” perché “da una parte il governo vuole “contenere l’eccessivo ricorso al carcere” e dall’altra rilancia “nuove ipotesi di custodia cautelare, di arresto obbligatorio oltre ad una pioggia di inasprimenti di pena per reati oggetto di campagne giornalistiche ma dei quali si ignorano i dati criminologici”.  Si parla dunque di una legge fatta sull’onda emotiva, per cercare di guadagnare consenso sulla pelle delle donne e per i penalisti “non è questo un modo serio di legiferare in campo penale, e non è con la gara a chi fa la faccia più feroce che si affronta il problema giustizia. Non per caso siamo agli ultimi posti delle classifiche mondiali: è il risultato di una produzione legislativa simbolica”.

Parlano poi di legge “retrograda” perché “secondo i penalisti l’introduzione di figure come l’anonimato dei denunciati, l’arresto obbligatorio per il reato di maltrattamenti in famiglia fa arretrare il paese rispetto ad elementari standard di civiltà giuridica che pensavamo acquisiti. Si tratta di figure che ribaltano il principio costituzionale della presunzione di innocenza, per di più in una materia, quella dei rapporti familiari, che si presta anche ad accuse strumentali sulla base delle quali domani si andrà direttamente in galera senza alcun filtro preliminare: uno scenario preoccupante che se accontenta le istanze dei forcaioli equamente distribuiti tra maggioranza ed opposizione certamente  imbarbarisce il sistema”.

Tutto ciò senza tenere conto delle cose già scritte, della modalità attraverso la quale la donna è ridotta a vittima/oggetto che non può esprimere la propria opinione su una eventuale denuncia, sulla legittimazione del razzismo di Stato con la concessione del permesso di soggiorno giusto alle migranti che sarebbero massacrate di legnate (qui ci starebbe una bella foto di una donna straniera con livido e la scritta welcome to italy!), la distinzione delle donne in buone e cattive per cui le donne madri/mogli/incinte sarebbero tutelate e le ribelli di piazza invece potranno godere della bontà dei tutori dell’ordine muniti di manganelli.

Polisblog racconta quel che raccontavo ieri a proposito dell’articolo dedicato a ulteriori misure repressive per i/le NoTav. In più spiega che la stessa parte del Decreto stabilisce l’uso dell’esercito in maniera flessibile, ovvero anche per questioni di ordine pubblico. Il blog ipotizza che i militari potrebbero essere mandati a presidiare e difendere giusto i cantieri Tav in Val Susa che a quel punto diverrebbero una discreta zona di guerra.

Nel frattempo mi viene in mente che una Boldrini perfettamente allineata con le strategie di governo ha espresso “soddisfazione” per il decreto solo perché da qualche parte c’è scritto che si occuperebbe di violenza sulle donne. Poi capirete perché non sia esattamente un mio punto di riferimento.

Tanto per gradire dal sito del Governo apprendiamo anche che il Decreto si occupa di recuperare un po’ di soldi da dare alle forze dell’ordine a vari livelli.

Ecco. Scusate i post multipli sul tema ma le notizie arrivano a spizzichi e mozzichi (da questo si vede quanto davvero si tiene conto della società civile e delle donne che si occupano di questioni di violenza… dal fatto che il testo del decreto non è neppure stato condiviso…). Quando il giallo si esaurisce scriverò una sintesi precisa sulla questione. Intanto potete sommare le riflessioni leggendo anche gli altri post già condivisi e se avete notizie postate pure tra i commenti perché è interessante capire insieme quel che succede.

Avevo scritto già:

Il decreto (“sicurezza”) repressivo su femminicidi e #NoTav

#decretofemminicidi: se sei una #NoTav prendi le botte! (not in my name!)

Leggi anche (sul tema):

 

2 pensieri riguardo “#decretofemminicidi: interventismo, repressione #NoTav e uso dell’esercito per l’ordine pubblico!”

  1. Laglasnost, già che hai citato il maccartismo:

    Metti che sono invidioso del mio vicino di casa perché ha più soldi di me, o per qualsiasi altro motivo.
    Io un giorno lo sento urlare perché sta litigando con la moglie.

    Allora faccio una denuncia anonima alla polizia dicendo che lui è violento verso la moglie (Questo decreto precisa che la violenza non è solo fisica, ma anche verbale e dev’essere ugualmente perseguibile.)

    Considerato che, se ho ben capito da quello che tu sottolinei,
    1) La denuncia non è revocabile
    2) Il parere della moglie del vicino, che difenderebbe il marito dalla mia falsa accusa, non è preso in considerazione più di tanto (“La signora dice che era una semplice lite perché ha paura delle rappresaglie di quell’orco del suo marito! Ricordiamo che le violenze dichiarate sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno capillarmente diffuso!”)

    è verosimile che quel povero cristo (e di riflesso la moglie) passino dei guai?

    Non ricorda, tutto ciò, proprio il maccartismo, dove bastava una delazione con l’accusa di comunismo, vera o falsa che fosse, per rendere infernale la vita dei propri avversari?

    Non è terribile?

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