Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

#Comencini è “felice” per il#decretofemminicidi? Addio #Comencini!

comenciniComencini, tu, non mi rappresenti.

Ho appena letto il tuo comunicato di giubilo sul Dl femminicidio che unito al giubilo espresso ieri dalla Boldrini (immagino anche per la parte repressiva sul web) fanno il paio su quel che sono le donne che alcune guardavano come fossero sante destinate al paradiso delle femministe. Siete comunque in ottima compagnia, ché anche la Rauti plaude al Dl.

Fortuna che esistono altre che non vi somigliano. Lipperini scrive cose condivisibili. Enrica fa altrettanto.

Avevo letto il bizzarro commento di Snoq, a suo modo solidale, sui fatti della Turchia. Ho atteso invano un vostro cenno di solidarietà a Marta, donna #NoTav che ha denunciato di essere stata maltrattata, picchiata e molestata dalle forze dell’ordine, nel corso di un fermo. In realtà è arrivato dalle donne del Pd un NO, grande quanto una casa, che bocciava una mozione di solidarietà proposta a Pisa. Mi è stato detto che mi sbagliavo quando ho espresso un duro giudizio sulla vostra politica.

Direi che i nodi vengono al pettine.

A meno che la Comencini non abbia tra le mani un altro decreto che parla in altro modo del problema risulta oltremodo incomprensibile che ella affermi: “affrontata un’emergenza del Paese. Oggi mi sento felice finalmente si è capito quanto vale la prevenzione”.

Dica, prego, in quale preciso passaggio del decreto si parla di prevenzione? Dopodiché la signora Comencini ignora che ci sono donne che vengono pestate dai militari in piazza o in Val Susa per difendere un diritto e parla di cose di palazzo delle quali non interessa niente a nessun@. Più in generale non mi sorprenderebbe che tra un pochino spuntasse fuori il solito comunicato Snoq fotocopia che sostituisce la prima frase, per attualizzarla sull’occasione, e dice che è grazie al 13 febbraio che abbiamo avuto questo orrido decreto legge. E sarebbe forse la prima rivendicazione esattamente adeguata al caso.

Per Comencini un decreto legge che parla di repressione, ampliamento di confini dei recinti e poteri militari per reprimere meglio e di più i militanti e le militanti NoTav sarebbe “una buona notizia”? Reputa una buona notizia un decreto legge che parla di aggravanti, più carcere, tanto fumo negli occhi, più poteri e denaro alle forze dell’ordine, più sottrazione di potere decisionale alle donne, più sovradeterminazione, più perpetuazione di ruoli tradizionali per le donne, mogli, madri, donne incinte, nei confronti delle quali si esprime volontà di tutela, più strumentalizzazione del problema della violenza sulle donne per ottenere consenso per un governo in fin di vita e che mai ha fatto nulla di buono per cittadini e cittadine, più securitarismo, più un sacco di cose… reputa una buona notizia tutto ciò? Davvero?

E a parte continuare a declinare la questione della violenza sulle donne come una emergenza, quando in realtà emergenza non è perché si tratta di “problema strutturale” rispetto al quale bisogna agire puntando sulla prevenzione e non con norme speciali, quel che mi dimostra ancora di più la distanza che c’è tra noi è quando dice:

«Trovo importante il fatto di dare il permesso di soggiorno alle donne migranti vittime di violenza. Perché siamo di fronte a una complicazione maggiore rispetto all’essere “solo” una donna vittima di violenza».

Ovvero, uno dei passaggi più terribili del decreto che stabilisce che per essere ammessa con permesso di soggiorno in Italia devono prima massacrarti di legnate alla Comencini sembra “importante”. Ma lo sa o no che è giusto la clandestinità che in generale condanna le migranti, qualunque lavoro esse facciano, includendo le prostitute, a subire violenza? Perché ogni situazione di clandestinità fornisce strumenti di ricatto a chi vuole sfruttare e marginalizzare. E non mi aspetto che Comencini sia necessariamente sensibile al tema delle prostitute giacché corre voce che Snoq sia incline a separare le donne per bene da quelle per male, ma mi aspetto che almeno non si ignori il razzismo di un paese che legifera per chiudere i/le migranti dentro un Cie, trattandoli/e da criminali per la loro etnia e che poi si esibisce in queste prove di ipocrisia. Il permesso di soggiorno, se vuoi prevenire la violenza sulle migranti, va dato prima e non dopo che le donne, le persone, le trans (perché esistono pure quelle…) migranti sono state picchiate, sempre che sopravvivano.

Ho comunque il dubbio che la signora non abbia alcuna idea di cosa viva una donna che è vittima di violenza. Glielo spiego in sintesi.

La vittima di violenza è quella la cui autodeterminazione viene prevaricata, la cui soggettività viene negata, la cui vita viene massacrata. E’ quando tu ti autorappresenti e c’è chi ti usa e ti consuma e ti strumentalizza per fini che non ti riguardano. E’ quando si decide sulla tua pelle senza neppure consultarti. Quando ti si dice quali sono i metodi di comportamento che devi usare per essere socialmente accettata. Quando ti dicono che se sei dentro casa a subire violenza forse qualcuno vorrà ascoltarti ma se vai in piazza a rivendicare i tuoi diritti invece no. Anzi. Militarizzano ancor più il tuo territorio, con la scusa che sarebbe per la “tua sicurezza”, così hanno modo di controllarti e reprimerti meglio.

Più in particolare, lo dico da vittima di violenza, queste norme le sento come un grave abuso sulla mia pelle, una violenza, perché esprimono tutto ciò che non mi corrisponde, perché sono norme paternaliste, autoritarie, che non mi riconoscono neppure capacità di intendere e volere. Sono io che voglio decidere quando, dove, come e se denunciare qualcosa. Io decido quali strumenti usare per difendermi e salvarmi. E quelli che questo decreto impone non sono strumenti utili ma solo prove di ipocrisia e la chiara dimostrazione che sulla pelle delle donne si compirebbe qualunque scempio pur di legittimare governi, gruppi politici, ulteriore repressione.

Dove sono le risorse, gli investimenti sulla cultura, il lavoro, il reddito, la casa, quel che rende le donne dipendenti economicamente e che non consente loro di fare altro che di immolarsi sull’altare della legittimazione dei tutori? Dove sono le cose concrete che ci servono?

E capisco che Comencini e altre come lei, benestanti, lontanissime da me, possano non comprendere quanto ho scritto ma qui fuori il mondo è un’altra cosa. E dunque questo decreto legge non rappresenta le donne. Rappresenta solo la Comencini, forse. Rappresenta Snoq. Dunque vale la pena ripeterlo. Addio Snoq.

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Sui movimenti di donne & affini:

2 pensieri riguardo “#Comencini è “felice” per il#decretofemminicidi? Addio #Comencini!”

  1. Ma sopratutto mi chiedo, la Comencini, dove vede la prevenzione in questo DL?
    Poi si dirà era il massimo che si poteva ottenere.. il senso della responsabilità. è un passo avanti. non potevamo fare altrimenti.. la donna va tutelata, conservata, sottovuoto e no!
    Nel commento della Comencini, c’è tanta demagogia…..

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