La folla attende, coi forconi in mano, gran ghigno di soddisfazione perché il vecchio potrebbe finalmente varcar la soglia delle patrie galere. Era lo scopo della vita di certuni ossessionati da codesta cosa. Era l’assillo di giustizialisti che demonizzando il soggetto ritenevano che fuori lui è d’improvviso l’Italia sarebbe stata salva.
E’ chiave di legittimazione per la giustizia giusta che domani sarà altrettanto “giusta” con Marta e gli altri #NoTav, perché quegli stessi signori, un minimo stalinisti, al pari dei fascisti, che immaginano soluzioni carcerarie per ripagare con la catarsi la povera gente alla quale non offre alcuna risposta seria in fatto di lavoro, reddito, casa, bisogni primari insoddisfatti, sono poi quelli che si augurano la galera per #NoTav e tante persone di movimenti sparsi, come siamo noi, che combattiamo odiando le galere e certamente avendo sguardo ben più disincantato rispetto al livello di giustezza di questa giustizia.
Di quel che penso di galere e affini ho scritto QUI. Del fatto che oggi la gente è piazzata davanti a web e tv ad aspettare l’esecuzione pubblica, con popcorn e venditore di palloncini annesso, io devo dire tutto il male possibile. Come l’esecuzione simbolica di un uomo sia diventata uno spettacolo, il palliativo a tante ingiustizie commesse da ben più numerose soggettività politiche. Come si sia riuscita a rendere mediaticamente appetibile l’idea che la ghigliottina sia un gran bene. Che ora potremo dormire sonni tranquilli. Che tolto di mezzo lui svanisce ogni male.
E dopo la sua condanna, infine, di che cazzo parleranno politici e intellettuali o sedicenti tali? Che altro mostro inventeranno per allontanare la gente dal vero problema che strugge le nostre vite? Il governo precedente e quello attuale hanno fatto e fanno esattamente le stesse cose. Perseguono la stessa, identica politica economica. Che mi lasci con le pezze al culo un governo retto da un signore che tutti vogliono vedere al cappio o che mi ci lasci una persona retta, dalla fedina penale pulita, a me, personalmente, cambia qualche cosa?
Buono spettacolo, signori e signore, e mi raccomando, quando rotolerà la testa precipitatevi a raccoglierla. Su e-bay tra qualche anno potrebbe valere mooolti soldi.

vabbé però basta tirare in ballo il fascismo a sproposito..usare la parola fascismo a caso non fa che depotenziarne il significato, rendendola un’etichetta buona per tutte le occasioni e tutte le distorsioni. Il signor B. ha avuto un processo adeguato agli standard degli stati di diritto, è stato riconosciuto colpevole in tre gradi di giudizio, sconti la pena come qualunque uomo in qualunque stato. Ovvio che i problemi italiani non sono nemmeno minimamente alleggeriti da questa sentenza, ma questo lo sapevamo già prima.
Condivido tutte le critiche al nostro sistema giudiziario elefantiaco e lentissimo e delle carceri sovraffolate, anche se non riesco ad immaginare un’alternativa alla detenzione per chi ha commesso un reato. Non ha senso mettere in prigione un tossicodipendente, ma per un mafioso non troverei alternative giuste, anzi sarei per l’estensione del carcere duro a più elementi della criminalità organizzata.
Riguardo al personaggio, mi sembra che la condanna sancirà la divisione definitiva in due di chi è pro- e chi anti- e la sua figura continuerà ad ossessionare la nostra politica ancora per molti mesi, forse anni. Personalmente non vedo più molta differenza fra chi lo osanna e chi lo demonizza, entrambi partono dal presupposto che ci sia un Potere Cattivo, chi è pro- pensa che lui sia il perseguitato e chi è anti- pensa che lui ne sia l’incarnazione. Il problema rimane comunque il nostro rapporto con il potere, è come se non riuscissimo mai a diventare adulti e superare la necessità di un’autorità carismatica. In ogni caso il suo ultimo post su FB, cioè il testo dell’intervento video, ha ricevuto finora circa 20.000 “like”. Il doppio di Saviano dei momenti migliori. Sentiremo ancora parlare di Forza Italia.
sarebbe semplice fosse lui il problema….
http://www.carmillaonline.com/2013/08/02/quasi-settantanni-di-quasi-democrazia-anzi-per-nulla/
Con questo post, non sono per nulla d’accordo.. non si tratta di giustizialismo ma di giustizia. Il giustizialismo prevede che il potere giudiziario sia il più importante, e nella sentenza di ieri ha dimostrato solo di essere indipendente dalle pressioni politiche. Forse è l’unico. E questa è l’unica cosa che ci fa essere, per ora, simili ad una democrazia. E come diceva Malatesta, “Preferisco una pessima democrazia ad una buona dittatura!” in polemica con i bolscevichi. E anche sul demonizzare il soggetto non sono d’accordo, essere contrari non vuol dire demonizzare. Perché l’antifascista demonizza l’avversario?