MenoePausa

Il dominante dominato

Devi farmi sentire il rumore…” – dice il cliente al telefono.

Cioè… vuoi proprio sentire che mi meno?

Fa un mugugno per dire si. E’ uno di quelli che telefona per sessioni sadomaso in telefonia erotica dove io faccio la subordinata al cappero e lui è il mio padrone. Ho molta difficoltà ad intrattenerlo in questo ruolo ma devo recitare, tutto sommato, e tra due minuti lui ha già finito e io posso ripristinare la mia dimensione di giammai sottomessa.

Nulla da dire per quelle a cui piace così. Ho visto anch’io il film Secretary e mi ha pure parecchio eccitato, però o mi trovate uno figo quanto quell’attore, che mi fa sospirare di attese e di dominazione dalla sensualità infinita, o per telefono di che vuoi che mi ecciti?

Ci vuole stile pure per dominare, perdio, e non posso mica gemere perché m’hai detto da buzzurro “posati su un lato e strappati la mammella…“. A parte l’italiano, voglio dire, che anche negli incontri erotici, sebbene telefonici, anzi forse a maggior ragione se telefonici, c’ha il suo bel perché, qualcuno mi spiegasse, per favore, che vuol dire “posati” (e vabbè…) e soprattutto “strappati la mammella…“. E già chiamarla mammella mi sa di mucca da mungere e glielo posso concedere, d’altronde paga per vedere concretizzate le sue fantasie, ma strapparla addirittura, avrà mica pensato sia fatta di cartone?

Insomma, nella dominazione ci vuole stile. Quando io ti domino per farti sospirare non potrei mai dirti “posizionati” o “flessibilizzati e sgrullati il pitone“, a meno che non spieghi che la tua fantasia vuoi si realizzi in un ufficio pubblico e ho da certificarti qualche cosa di preciso.

Se non ci troviamo in un bel centro per l’impiego però l’idea sarebbe un’altra, con più stile, forse con più senso dell’umorismo.

Insomma tu m’hai chiesto di rumoreggiare lo scroscio di mano e frusta. Mi timpulìo da sola per un po’, ritmicamente, botta di qua e botta di là, già che ci sono faccio una session di percussioni sulla spalla della collega che al mio tocco le esce un aaah/siiiiiii prolungato (deformazione professionale!) e quando è credibile diagnosticare l’avvenuta morte del primo strato di cellule epiteliali del mio culo rivendico di poter incidere fortemente sulla discussione.

Mi sono strappata la mammella, te l’ho incartata per fartici le polpette, ho misticamente pianto (dal ridere) per l’eccitazione intrinseca che avrebbe dovuto provocarmi la manata su per il culo, mi sento rieducatissima all’obbedienza del mio padrone e signore, avessi poi una voce un po’ più incisiva devo dire che sarebbe meglio, ma posso supplire in doppiaggio con tono baritonale per fare sentire che in linea almeno una figura dominante c’è, dopodiché fingo strategicamente l’emozione di un quasi “arrivo… giungo… mi avvicinabbi… staiu viniennu…” ed egli recupera padronanza e ordina che no, devo aspettare ancora perché vuole farmi morire.

Signore iddio perdonami, nommini e patri e figghiu e spiritu santu, beddamatri santissima, fa caldo, ho il ventilatore sparato sul sopracciglio destro, che è quello che suda di più, perché il condizionatore in questa stanza è morto prima che tu decida di fare morire me. Ti prego, risparmiami. Sono già cadavere… mi vedi? Puzzo di mortifera presenza, vulva e tutto, che non c’ho più sostanza per dissociarmi ancora a lungo. Se resto altri due secondi mi senti trasformata e da sottomessa in auto/spanking [mode/on] divento mistress che ti mette a testa in giù.

Sento che mantiene vigore, voci in strada, una porta che sbatte, qualcuno lo chiama, sono già pronta a fare la versione telefonica del verso di una ardente smutandata fan del suo brillante amplesso. Nel giro di un secondo netto credo sia venuto, abbia fatto volare il telefono non so dove, sia inciampato sul filo dell’apparecchio, abbia cercato invano di pulirsi e rivestirsi e poi di ricomporsi per la persona che affacciandosi alla porta gli fa: “ma non mi avevi detto che saresti andato a fare la spesa prima di stasera?“…  “sei ancora qui?“… “ma che diamine stai facendo qui…?“…

NB: Antonella, Meno&Pausa, è un personaggio di pura invenzione. Spin Off di Malafemmina, precaria un po’ più giovane. L’about di Antonella dice che si tratta di una donna precaria post quarantenne e in pre-menopausa. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.

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