Antiautoritarismo, Pensieri Liberi, R-Esistenze

#BrasilProtesta: perché questa lotta non interessa alla “sinistra” italiana?

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La Turchia ha continuato a protestare. La gente è scesa in piazza per andare a riprendersi quantomeno il diritto a raccontare i morti delle tante giornate di proteste e la polizia ha di nuovo messo in atto la stessa repressione di sempre.

In Brasile da giorni tante persone subiscono la stessa repressione. Però mentre i media italiani hanno più o meno informato su quel che succedeva in Turchia, anche se ovviamente quel che si sottolineava maggiormente era l’aspetto del conservatorismo reazionario e nostalgico di presunta matrice “islamica” invece che il neoliberismo che viene realizzato da quel governo tanto quanto quello della socialisteggiante e brasiliana Dilma Roussef, del Brasile ogni tanto si dice soltanto che fuori gli stadi c’è un gran casino.

Come si trattasse di semplici ultrà.

1000812_543052592417768_1506097022_nCe lo chiedevamo in una conversazione a commento di un mio precedente post sulle vicende brasiliane, io e Antonella, come mai le sinistre nostrane sul Brasile tacciono. Ché anzi mi fu detto che era sbagliato mettere a confronto Turchia e Brasile e mi hanno spiegato quanto fosse più complessa la questione e come vi fosse il pericolo di infiltrazioni fasciste che volevano spodestare la Roussef. In realtà io credo che ci sia un processo di rimozione culturale filo/piddin@ che in qualche modo si rifiuta di immaginare come un governo retto da una non meglio precisata sinistra che apre ai liberismi sia ne più e ne meno che la rappresentazione di un governo nostrano retto dal Pd in cui si continuano a rifocillare le grosse imprese con un provvedimento in cui si finge di aiutare i giovani e si finanzia la Tav in Val Susa con un decreto che parla di emergenza per i terremotati.

In questi casi si dice precisamente che destra o sinistra non fa differenza o quantomeno l’unica differenza che resiste è che quando c’è la destra al governo ti impongono la Tav senza fare finta di concederti alcun diritto civile, non si servono di ministre per integrazione, di politiche finto gay/women/friendly, non ti colorano di rosa tutto quello che ti impongono. I governi di “centro-sinistra” invece fanno proprio questo dandoti l’ilusione che tutto sia diverso quando alla luce dei fatti, poi, nelle piazze, le manganellate che ti arrivano in testa se provi a dissentire su questioni sostanziali, sono esattamente identiche, identico il sangue, identica la repressione, identico l’autoritarismo, incluse le balle di chi dice che per ogni pezzo di popolo che si ribella c’è sempre qualche complotto universale e qualche golpe dell’opposizione in atto. Che si tratti di movimenti di gente stanca di prendere legnate e subire non conviene a nessuno dirlo.

1013069_484321594989884_1499528651_nPerché dunque in Italia non si parla del Brasile come si dovrebbe? Perché la lotta brasiliana non ci appassiona?
Antonella scrive:

Le “sinistre” nostrane? beh, lì la risposta è semplice. Se con Erdogan l’hanno buttata sullo scontro di civiltà e presa di posizione, peraltro blanda e smidollata come sempre, contro il conservatorismo di matrice islamica, nel caso del brasile non sanno come deviare il discorso. Il governo di Dilma Rousseff è socialdemocratico, ha dismesso la radicalità rivoluzionaria usata in passato contro la dittatura per darsi al riformismo, al capitalismo “buono”, dal “volto umano”. Insomma, è la stessa linea riformista del Pd, ma anche di Sel. il Brasile presenta il conto e i sinistronzi di casa nostra che devono dire? a cosa si devono appigliare per distogliere l’attenzione dalla sostanza delle cose e cioè che il problema sono le politiche neoliberiste perseguite tanto dal PT brasiliano quanto dal PD nostrano? niente, non dicono niente. Ti segnalo a questo proposito una nota del segretario del partito comunista cileno https://www.facebook.com/notes/c%C3%A9lula-jos%C3%A9-stalin-pc-ap/indignados-en-brasil-rebeld%C3%ADa-o-fascismo/441164229315263. Il problema sono i processi di accumulazione capitalista, in turchia (il centro commerciale e la moschea che spazzano il parco popolare) come in brasile (opere per i grandi eventi sportivi che spazzano i quartieri popolari) come in italia (la tav che spazza la valle) come ovunque. Il problema è il capitale, difeso dalle milizie di stato. Poi ci sono le specificità dei singoli casi, ovvio, ma il meccanismo è quello.

Concordando esattamente con quanto dice lei mi chiedo ancora e chiedo: perché mai su questo non c’è un dibattito e si tace sulla repressione che subisce la gente brasiliana mentre si ribella? Davvero c’è chi crede che esista un capitalismo “buono” e dal “volto umano”?

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12 pensieri su “#BrasilProtesta: perché questa lotta non interessa alla “sinistra” italiana?”

    1. grazie 🙂
      ne ho capito una parte perché con il francese ho poca affinità ma secondo me servirebbe una sintesi tradotta per fare circolare un po’ di materiale alternativo.

  1. oddio, mi sento una cacca, non ho fatto in tempo a scriverlo, perchè sto facendo duemila cose contemporaneamente (e probabilmente tutte male). Tra l’altro, ti invio il link a quell’articolo in inglese che ti avevo inviato tradotto. E’ stato pubblicato da quei compagnoni del manifesto che l’hanno tranciato e che nemmeno hanno citato la traduttrice http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20130628/manip2pg/16/manip2pz/342416/manip2r1/rodrigo%20nunes/

  2. fammi sentire l’autore. tra l’altro c’era anche un post script che integrava l’articolo. io non so esattamente come funzionano ste cose, con le autorizzazioni e tutto il resto, ma almeno so cosa è l’etica, soprattutto nell’impegno politico, quello vero.

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