Antiautoritarismo, Antifascismo, R-Esistenze

#OccupyGezi: divieto di sciopero in #Turchia e comunicazione del ministro turco all’UE

BM8WfpVCcAA3HuO.jpg-largeMentre in Italia scopriamo che alcuni giornalisti e i nostri politici scoprono solo adesso dell’esistenza dei gas Cs (che ci siamo sorbiti a Genova G8 nel 2001 e nelle lotte NoTav in Val Susa) e rimbalza sui quotidiani la notizia dell’arresto di un fotoreporter italiano, tra i tantissimi arrestati di questi giorni, ricordo che ieri in Turchia si è celebrato il delirio di onnipotenza della maggioranza di governo con la polizia in giro per le strade a reprimere, arrestare, intimidire cittadini, manifestanti, giornalisti, fotoreporter, medici, avvocati, sostenitori che venivano attaccati con idranti e lacrimogeni alle finestre, mentre il pubblico di Erdogan si riuniva in piazza e le squadre di suoi sostenitori si scontravano con manifestanti altrove.

A Istanbul accadeva questo: // Gli attacchi della polizia in Gezi Park contro i manifestanti sono continuati tutto il 16 Giugno. Gli scontri a Sisli Halaskargazi Street sono cominciati a tarda notte e continuati fino all’alba. Su Siraselviler Street, vicino Istiklal, gli attacchi della polizia hanno impedito a tutti di raggiungere Taksim per molte ore. Le strade di Karakoy e Tophane hanno resistito a lungo con migliaia di persone impegnate negli scontri con la polizia. In Istikal gli scontri sono durati fino al mattino. Alle 21:00 gli abitanti sono scesi in piazza con pentole e padelle formando un corteo. // Gli abitanti del quartiere Gazi hanno chiuso il traffico della TEM (autostrada). Sono stati poi attaccati da poliziotti in assetto antisommossa, con numerosi lanci di gas lacrimogeno, con scontri durati fino a notte inoltrata. // Ad Okmeydanı Piyalepaşa erano state innalzate barricate e la polizia ha attaccato durante la notte. I manifestanti nel viadotto di Nurtepe hanno chiuso il traffico e gli scontri sono durati fino a notte inoltrata. Dopo 4 ore la polizia e’ riuscita a trovare un’entrata. In Maltepe Gulsuyu, durante gli scontri, la polizia ha continuato a sparare dalle proprie auto.

Per oggi è stato indetto per protesta lo sciopero generale che il Governo però dichiara illegale. Non intende permetterlo.

ankara17haziran1Ad [Ankara] DİSK (Confederazione dei Sindacati Rivoluzionari) -KESK (Confederazione dei sindacati dei dipendenti pubblici) -TTB (Associazione dei Medici Turchi) -TMMOB (Unione delle Camere degli Ingegneri e Architetti Turchi) -TDHB (dovrebbe essere l’unione dei partiti di opposizione) – aderiscono allo sciopero delle 12.30 a Kolej e nonostante il divieto inizieranno a muoversi in direzione di via Ziya Gokalp. Il personale medico in arrivo dai diversi ospedali si concentrerà nei pressi di Hacettepe University Hospital Heykel per poi raggiungere gli altri scioperanti a Kolej. Centinaia di appartenti al DİSK (Confederazione dei Sindacati Rivoluzionari) sono già in corteo da Aksu Street a Kolej Square. Anche 50 appartenenti al Sindacato Lavoratori BES nr.2 di Ankara sono in corteo. Da Ulus, membri del BES e staff medico dell’ospedale universitario Hacettepe si uniranno al corteo. Numerosi sindacati, associazioni civili e partiti politici si incontreranno a Kolej. A piazza Kolej, la polizia ha intimato alla folla di andarsene, ancora prima che il corteo partisse. La polizia in questo momento sta dicendo: “Tutti i cittadini che non stanno dimostrando, devono andarsene immediatamente per non farsi male”. Sotto il ponte Mithatpaşa in Ziya Gökalp Street, la polizia ha allestito blocco con TOMA (veicoli idrante) e veicoli blindati. Gli operai sono arrivati li’ vicino. Le persone in strada rispondono alle minacce della polizia rifiutandosi di lasciare la zona, unendosi alla manifestazione e candatando slogans. In migliaia stanno saltando al ritmo “Chi non salta Tayyip e'”. Gli appartenenti al sindacato lavoratori hanno iniziato la loro conferenza stampa a 50 metri di distanza dal blocco della polizia.

Nel frattempo a [Istanbul]: Taksim e’ aperta al traffico pedonale, ma non a quello dei veicoli. I cancelli del parco sono ancora bloccati, ed e’ previsto l’arrivo di veicoli TOMA (blindati) nella piazza. La Confederazione dei Sindacati Rivoluzionari (DISK) ha indetto uno sciopero per manifestare alle 16:00 a Taksim assieme a DISK (sezione Sidli), KESK e TMMOB (sezione Bejoglu Tunnel). Muammer Guler, ministro degli affari interni, ha dimostrato ampiamente che non ha alcun interesse ad allentare la tensione politica, ed ha dichiarato che non permettera’ ai manifestanti di continuare.

Dunque le premesse affinché vi sia una giornata tranquilla non ci sono. La gente non si rassegna a smettere di esigere il rispetto per i diritti fondamentali da garantire a ogni cittadino/a e il governo insiste e anzi dichiara guerra imponendo perfino il divieto di sciopero.

A margine: il ministro turco per i rapporti con l’Unione Europea, mentre Erdogan dice che non riconosce l’autorità dell’europarlamento, dichiara che apprezza le posizioni ragionevoli di alcuni parlamentari europei diversamente da chi ha espresso opinioni “irragionevoli” su quanto accade in Turchia. Commenti “audaci e irresponsabili” che avrebbero ripercussioni sugli affari interni della Turchia e – riferendosi al Parlamento Europeo – dice più o meno che il parlamento europeo non dovrebbe diventare luogo in cui attecchiscono macchinazioni nazionali e internazionali.

Nessuno dovrebbe superare i propri limiti, – dice – accusando la Turchia di usare la violenza. Tali affermazioni da parte di politici europei (…) sono inaccettabili. Non c’è violenza di Stato in Turchia. Vi è il disconoscimento di un disprezzo per la legge e l’ordine da parte di coloro che si nascondono dietro i manifestanti motivati ​​da preoccupazioni ambientali. Conosciamo i soggetti nazionali e internazionali in questo complotto. Abbiamo avviato una indagine sulle forze di sicurezza che hanno usato una forza sproporzionata. (…) Abbiamo detto che avremmo potuto tenere un referendum sul progetto di ricostruzione della caserma militare che è stato oggetto delle manifestazioni. (…) La Turchia ha il governo più riformista e più forte in Europa e il leader più carismatico e più forte del mondo. Se qualcuno ha un problema con questo, allora mi dispiace davvero. Solo per chi si sente sopraffatto, la guida del Primo Ministro Erdogan è un problema. L’UE rimane in silenzio su coloro che hanno trasformato la più pacifica delle manifestazioni nei paesi europei in una spirale di violenza e ancora continua a travisare e fraintendere l’intervento giustificato delle nostre forze di sicurezza contro gli atti vandalici. Allo stesso modo, l’Unione europea non è in grado di parlare, mentre centinaia di persone vengono massacrate in Siria. In che UE ci si aspetta che crediamo, allora? (…) Non permetteremo che siano lobby o reti internazionali ad attaccare l’integrità del primo ministro.

Dopodiché ricorda che non sarà dimenticata la “campagna” contro l’integrità del popolo turco e dice che sospendere il processo di adesione della Turchia all’UE non sarebbe una minaccia per la Turchia ma per l’UE. Loro continueranno nell’impegno di adesione all’UE e avvisa di non assumere posizioni che porterebbero le relazioni tra Turchia e UE ad un punto irreversibile.

Per voi non è un dejà vù? Dove altro abbiamo sentito dire queste cose? Dunque la repressione che si impone oggi con relativo divieto di sciopero indetto da ben cinque sindacati nazionali in Turchia, che segue ad arresti contro giornalisti, medici, avvocati, attacchi con vari mezzi incluso liquidi urticanti contro cittadini/e inermi, sarebbe una giusta risposta della polizia ad atti vandalici?

La giornata è ancora lunga. Seguiranno aggiornamenti.

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2 pensieri su “#OccupyGezi: divieto di sciopero in #Turchia e comunicazione del ministro turco all’UE”

  1. #OccupyGezi #Update: Ad Ankara ieri, durante i funerali di Ethem Sarisülük, tra i manifestanti arrivati a partecipare, sono state arrestate circa 116 persone. Secondo la versione degli avvocati avrebbero potuto parlare con loro solo in tarda nottata. Alcuni degli assistiti erano feriti. Un membro del Collettivo Studentesco, Dilan Dursun, che e’ stato colpito durante gli scontri di ieri alla testa da un lacrimogeno della polizia ha riportato una grave emorragia cerebrale ed e’ ancora in terapia intensiva. Le sue condizioni rimangono critiche. Oggi ad Ankara lo sciopero generale e una manifestazione di protesta. A Istanbul i sindacati hanno dato inizio alla manifestazione. Il corteo ha iniziato a muoversi. Gli abitanti partecipano dalle finestre battendo le pentole. I manifestanti hanno raggiunto delle barriere poste dalla polizia e hanno cominciato un sit in e un corteo per protestare. I commercianti cantano al passaggio del corteo contro il fascismo. All’altezza di un tunnel, dove sono state poste le barriere della polizia, rappresentanti del sindacato hanno parlato e la gente urla “governo dimettiti!”. Un altro corteo si dirige verso via Istiklal e piazza Taksim. Verso Piazza Taksim si dirige anche un numeroso gruppo di rappresentanti della polizia.

  2. #OccupyGezi #Update: fine tregua per oggi. La polizia lancia lacrimogeni e pallottole di gomma contro i manifestanti a Pangalti (Istanbul). Dopo le cariche della polizia in Pangaltı, il corteo si e’ ritirato nelle vie laterali. Una persona e’ stata fermata durante gli scontri. In Rumeli Street, dopo che la polizia ha attaccato il corteo con lacrimogeni per disperdere la gente, un gruppo di 20 fascisti hanno attaccato i manifestanti. Sono arrivati assieme alla polizia in Rumeli Street urlando slogan tipo: “Romperemo le mani a chi tocca la polizia”. A viale Istiklal la folla ha dato inizio ad un sit-in di protesta di fronte alle barriere della polizia.

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