Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

#Turchia: da quale pulpito arriva la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne!

935968_490044761062689_1292902594_nLeggo a proposito di #OccupyGezi e #Turchia:

Un altro elemento determinante nell’esplosione delle rivolte è costituito dalle politiche islamiste conservatrici imposte dal governo. Quelle che giornali come “Repubblica” hanno liquidato come “proteste della birra” o, più romanticamente, “dei baci”, sono in realtà una reazione compatta della società turca al barbaro attacco alle libertà personali. Non si tratta di difendere uno stile di vita occidentale o di rivendicare il laicismo militare di Ataturk. Chi scende in piazza ha capito che il governo vuole completare il proprio sistema di dominio legalizzando ed istituzionalizzando una repressione religiosa che punta ad eliminare ogni libertà individuale. Le politiche di Erdoğan comprendono divieti sugli alcolici, divieti sulle relazioni pre-matrimoniali, ma soprattutto un attacco alle donne. Il governo vorrebbe infatti intervenire contro aborto e contraccezione, inoltre sta cercando di limitare le libertà di scelta della donna su un piano più generale, imponendole il lavoro domestico secondo un modello di sottomissione patriarcale.

La convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne si realizza in questa cornice e viene ratificata solo da Albania, Montenegro, Portogallo, Turchia e ora – quasi – dall’Italia, ovvero da tutti quei paesi paternalisti e patriarcali che devono pagare dazio all’Europa (che tace sulle violazioni dei diritti civili quando c’è da battere cassa) per beccarsi legittimazione e il consenso della Bce con le donne trattate da merce di scambio. Mancano all’appello della ratifica i civili paesi nord europei, la Francia, la Spagna, l’Inghilterra. Mancano tutti i paesi a parte questi che vi ho elencato.

La Convenzione è di facciata, convince poco, è sposata a piene mani da chi assume acriticamente ogni pseudo soluzione autoritaria in difesa delle donne vittime di violenza, apre a scenari sovradeterminanti e interventisti di cui vi dirò con un approfondimento, e l’unica parte seria che bisognerebbe prendere in considerazione, dove si parla di violenze di genere che toccano anche le sfere omofobiche, viene ovviamente rimossa e ridiscussa perché sei vittima di violenza solo in quanto femmina, utero, mamma, moglie, bla bla.

Avevo già scritto che la stessa convenzione brandita come soluzione di tutti i mali che colpiscono le donne rappresentava una emerita presa in giro a fronte del fatto che la nostra autodeterminazione viene costantemente lesa e i nostri diritti costantemente violati.

Di come i tutori delle donne, le polizie turche, hanno trattato anche le donne in questi giorni di lotta in Turchia potete vedere tra le tante immagini che girano e che mostrano il livello di rispetto dei tutori per ogni forma di autodeterminazione di popoli, persone, donne, uomini, chiunque.

Vi invito a leggere ancora, se non l’avete fatto, in attesa del mio approfondimento sulla Convenzione:

Di violenza sulle donne e antiviolenza istituzionale che normalizza la lotta perchè nulla cambi

Lo Stato che dice di difendere le donne reprimendone l’autodeterminazione

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2 pensieri riguardo “#Turchia: da quale pulpito arriva la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne!”

  1. Tutta la questione femminicidio eccetera sta diventando una falsa tragica. Su un problema, che non è solo delle donne ma è sul tipo di società che vogliamo creare e dove vogliamo vivere. I turchi hanno avuto il voto alle donne prima che in Francia e quasi trent’anni prima che l’Italia. Il partito al governo ha una storia recente, una storia simile al nostro Berlusconi, che però non vela ma svela le donne e poi le va a vendere al mercato.

  2. La Repubblica Ceca non l’ha ratificata. Al contrario: è fra i Paesi che hanno rifiutato di firmarla (assieme a Danimarca, Irlanda, Austria, Ungheria, Svizzera e altri).
    Chi ha ratificato sono: Albania, Montenegro, Portogallo, Turchia e (quasi) Italia (540 voti all’unanimità! Ma l’avranno letta?).
    Gli altri (Francia, Germania, Spagna, Scandinavia, Regno Unito, ecc.) sembrano non avere tanta fretta di esprimersi.
    http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/ChercheSig.asp?NT=210&CM=1&DF=&CL=ENG

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