Antiautoritarismo, R-Esistenze

#Turchia: la censura dei media e la repressione porta a porta!

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Mentre in Turchia la gente assedia la tv Turca, la sede centrale dell’NTV, che non trasmette le notizie su quel che sta accadendo, la rivolta si estende a tutto il paese. Un morto tra i feriti gravi per i proiettili o le botte della polizia. Un altro investito da un’auto in corsa. Tanti feriti gravissimi. La gente arrestata che viene torturata nelle caserme. Ancora repressione a Taksim. QUI qualche aggiornamento sugli appuntamenti di oggi e sulle proposizioni dei manifestanti. QUI la diretta streaming video a Taksim. Dopodiché a parte siti di movimento del luogo o che da noi continuano a tenere un collegamento con le fonti da laggiù i quotidiani europei tacciono. Notizie a fondo pagina. Tutto in ultimo piano. Nonostante sette giorni di rivolta. Nonostante chiedano continuamente che si veda quel che lì sta accadendo e che i riflettori siano puntati su di loro perché se sono soli, con la censura che incombe, lì può succedere di tutto.

Dall’Europa e dalla Merkel a parte un richiamino a Erdogan (qualcosa tipo: andateci un po’ più pianino con le legnate ai manifestanti!), grande interlocutore della Merkel e ribattezzato come grande capo democratico della nazione in attesa dell’ingresso della Turchia nella comunità europea, tutto tace. D’altronde la Germania è stata oggetto di altre proteste in questi giorni con le manifestazioni a Francoforte contro la Bce. E le proteste contro tagli, repressione, offesa alla sovranità territoriale, continua violazione dei diritti, diritti civili massacrati, uniscono tante persone e le lotte locali diventano sempre più globali.

Temono il rischio di un contagio…” mi dice un amic@ che dalla Germania “ascolta” le preoccupazioni di chi pensa solo alla “stabilità dell’euro”. E il rischio del contagio significa che ora tutti i media devono ancora distrarci, tenerci buoni, ed eccoci in Italia, con scandali e scandaletti da osservare con prurigginosa morbosità, ecco un po’ di gossip, un po’ di cronaca nera con annessa vendita dell’ultimo gioco della stagione “costruisci il tuo plastico personalizzato… gioca a porta a porta pure tu“, stesso tono infastidito sulle lotte locali/globali che ci riguardano, cattive #NoMuos, cattivi #NoTav.

Una compagna che lavora come addetta stampa presso una sede di partito mi dice che il Pd non si può permettere che i rivoluzionari restino troppo simpatici alla popolazione, e dunque pare di intuire che anche quell’ala, che già prese le distanze dai manifestanti del G8 di Genova prima che dalla polizia che ci malmenò in tanti/e, gradisce che di quello che succede in Turchia si dica il minimo. D’altronde che ci frega. Meglio che siano i turchi a cantare Bella Ciao. Da noi la resistenza conta niente. Noi italioti le resistenze le chiamiamo terroristi e blac block. No?

Ps: ho appena assistito in video streaming all’arresto di un ragazzo braccato dentro un ristorante, poi alla marcia di un grosso gruppo di poliziotti con mezzo idrante annesso che s’è messo a sparare lacrimogeni contro qualunque cosa si muovesse e perfino contro finestre e terrazze da cui la gente urlava qualcosa. Fanno anche la repressione porta a porta…

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