Comunicazione, Precarietà, R-Esistenze

Movimenti sotto-accusa: #M5S fuori dal parlamento e a scuola di partito!

Ieri sera ho visto Report. Molto interessante, come sempre. Ad un certo punto arriva il servizio sui finanziamenti al Movimento Cinque Stelle. Ci sono cose dell’M5S che non mi piacciono, politicamente dissento, mi confronto, ma squalificare i soggetti dei quali non condivido alcune posizioni con leggine scomunica-movimenti (il Pd che dopo lo sbarramento maggioritario che ha buttato fuori i partiti di sinistra ci riprova sempre) o mettendo in campo sospetti mi sembra di una scorrettezza assurda. Avevo da dire qualcosa sul progetto di legge che l’M5S vuole presentare per l’ineleggibilità di Berlusconi, perché uno che viene votato da 9 milioni di persone, per quanto sia quanto di più lontano da me, non puoi farlo fuori in questo modo. Però poi vedo questo servizio e aspetto lo scoop. Semplicemente lo scoop non c’è. Si scopre l’acqua calda.

Il Movimento si autofinanzia con banchini, gadgets e detta così, nel mezzo di servizi che descrivono vari esempi di mancata trasparenza e corruzione parrebbe un crimine ma un crimine non è. Dopodiché si puntano i riflettori sul blog di Grillo che sarebbe la vera fonte di guadagno per Casaleggio contro cui si dicono un tot di cose tirando fuori la sua vita professionale e i suoi presunti scheletri nell’armadio. Ovviamente io non so nulla di questo signore e nulla mi interessa sapere ma quello che so è che un blog che piazza lì delle pubblicità non fa poi tutti ‘sti gran guadagni a meno che non sei come il sito di Repubblica che ti si aprono le pubblicità pure se solo ne pronunci il nome. Le pubblicità dei quotidiani online ti inseguono fin dentro alla toilette quando ti scappa e insistono facendoti crashare tutto il browser se ti permetti di clikkare “chiudi” sull’ennesimo video in cui qualcuno ti consiglia cosa acquistare. Quel video in stile pop-up è anche possibile che ti si apra mentre stai leggendo un articolo che parla dell’ennesimo disoccupato che si autoinfligge una mutilazione perché in fondo tutto fa business.

I blog con le pubblicità sono in genere nei primi posti della classifica dei blog italiani e alcuni sono di persone vicine o del Pd. Potranno loro dire il gran guadagno che si fa e se ce lo dicono magari provvediamo a inserire pubblicità sui blog pure noi disgraziati/e che regaliamo saperi e diaristica quotidiana aggratis.

Poi Gabanelli conclude con una lezione ai grillini che riprende pari pari la stoccata che era stata data da Renzi nella sua intervista con l’Annunziata. Pensare alla Diaria eccetera, voi grillini, anche no e ora datevi da fare e crescete, perdiana, piccoli parlamentari ai quali il mondo intero rivolge paternali. Ecco: questo tono mi ha parecchio disturbata, per quanto io possa anche essere interessata alle contraddizioni svelate, mi faccia piacere che i giornalisti facciano le pulci a chiunque, e sia anche curiosa di scoprire come un movimento riesca a coinvolgere dal basso tanta gente che si autofinanzia le iniziative e le giornate e a prendere tutto ‘sto fottìo di voti.

E la stoccata della Gabanelli mi pare coincida con un fine. Lei dice più o meno che il finanziamento pubblico dei partiti ha un senso e dunque forse lei non ne vedrebbe bene l’abolizione. Parere più che legittimo ma da lì a dubitare di chiunque riceva finanziamenti – leciti – dalla gente mi sembra un pochino brutto.

Per dire: io ho svolto tantissime iniziative e spessissimo erano completamente autogestite. Tutti noi tiravamo fuori euri e non ci guadagnavamo niente. La politica a certi livelli si fa proprio così. Ma non ricordo mai di aver segnato un elenco con su scritto: Laura (1 euro) e Francesca (2 euro) e Giuseppe (1 euro e un panino perché a stare alla porta ad accogliere compagni/e  ti fa freddo e certe volte hai fame).

Mi chiedo: ma questa gente ha una vaga idea della enorme differenza che passa tra chi fa una fondazione, becca soldi pubblici per iniziative assurde e poi ci si ripaga le campagne elettorali e chi invece vive di autogestione e autofinanziamento senza prendere soldi dalle tasche dei contribuenti?

E dei movimenti in generale, quello dei precari, dei migranti, delle donne, dei pacifisti, degli studenti, per i beni comuni, o come quel grosso movimento che fu il Social Forum, che diremo allora? Tutti frutto di finanziamenti occulti? Perché se l’andazzo è che per delegittimare l’unico movimento (e non sto parlando di Report che ha il diritto di fare le pulci a chi vuole) che si è presentato alle elezioni si delegittimano tutti quanti lanciando sospetti sulle fonti di finanziamento e imponendo che l’unica maniera per fare politica e partecipare alla vita pubblica sia quella di un partito come il Pd, di cosa sarà fatta da ora in poi la democrazia?

3 pensieri su “Movimenti sotto-accusa: #M5S fuori dal parlamento e a scuola di partito!”

  1. La stessa trasmissione aveva fatto prima a pezzi il PD per quanto riguarda l’Unità eccetera. Di intoccabili ne abbiamo già uno. Grillo per conto mio è il tesimonial di un pubblicitario, prima vendeva Yogurth ora vende altro che chiama politica.

    Chiederne conto mi sembra il minimo.

  2. Commetti un errore di fondo, secondo me, che deriva da una lacuna in tema di diritto commerciale. Parli del Movimento5stelle come se fosse un comitato (questo è il termine giuridico più vicino all’idea comune da all’espressione Movimento) invece è una Società o, quanto meno, un’Associazione. Non basta autodefinisi movimento, comitato o simili, per esserlo davvero. Quindi quando tu svolgi una delle tue tantissime iniziative sei un comitato e nessuno ti chiede di rendicontare il singolo euro di Laura. Quello di Grillo è ben altro ed è giusto che rendiconti. Ma non sei stata l’unica superficiale. Anche la Gabanelli, che io non amo, ha commesso qualche errore, oltre al sermone, di tipo ragionieristico. Magari scrivo una lettera anche a lei.

  3. “Art. 49.

    Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.”

    Tecnicamente il PD sta applicando la Costituzione
    tra l’altro non è che ai grillini si vieta di diventare un partito, sono liberissimi di adeguarsi (anche senza cambiare il nome in P5S)

    è invece una boiata il limite di due candidature per i parlamentari, che porterebbe a dei parlamentari usa e getta, e dietro queste figure volatili si rafforzerebbero i signori occulti che tirano i fili (in questo caso: Berlusconi, Casaleggio e D’alema)

    Infine non puoi difendere l’m5s additando gli altri perché fanno le stesse cose, l’m5s si è proposto come meglio degli altri, come puro e perfetto. Se non lo è non è certo colpa del PD =D (sebbene riconosco che il PD abbia le sue colpe, in primis non aver trucidato la sua componente democristiana)

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