Mi scrive Lu:
Vorrei sapere se fosse possibile confrontarmi con genitori separati che hanno già in atto l’affido condiviso da tempo.
Vorrei capire con quale modalità, che tempi di permanenza dall’un@ e dall’altr@ genitore, e se i bambini hanno trovato beneficio vorrei capire in cosa ed esattamente come.
Non sono sposata, per cui al momento stiamo facendo mediazione presso un centro. La mia speranza era di percorrere questa strada per ‘abbattere’ i conflitti e poter serenamente separarci. Per ora è pura utopia. Domani chissà.
Il piccolo ha quattro anni e stiamo elaborando con le mediatrici una tabella per la sua permanenza presso i rispettivi genitori. Ovviamente con la massima disponibilità di condivisione da parte di entrambi.
Nota importante è che per adesso io resterò nell’attuale casa e lui al piano di sopra dove abbiamo ristrutturato una mansarda. E’ questo è per me un ulteriore motivo per cui ‘sono certa debba esserci la piena collaborazione.
In un primo tempo le mediatrici hanno proposto uno schema da togliere il fiato, praticamente la giornata divisa in 4 fasce, e il bambino che saltella da un genitore all’altro (in giornata) a seconda dei giorni. Ovviamente con il classico week end alternato.
Così la stabilità mi pare un po’ precaria, per cui ho chiesto di mantenere almeno lo schema che usiamo ora per la materna: papà lo porta e mamma lo riprende.
Per il resto brancoliamo un po’ nel buio, nel senso che una divisione paritaria, essendo 5 i giorni feriali, è impossibile sopratutto perchè ci consigliano la continuità di 2/3 gg per cena-nanna.
Ora invece di impazzire con questa griglia a incastro ho pensato di chiedere, magari a chi sta già percorrendo questa strada, come vi siete organizzati.
Noi come la pensiamo? Lui ed io non siamo in un periodo felice. Lui è molto arrabbiato per la mia scelta per cui è molto difficile parlare senza litigare. A lui sta bene ogni proposta dei mediatori, io ho solo il dubbio che possa essere pesante per il bambino un via vai così serrato.
Vi ringrazio per l’attenzione e per l’aiuto: grazie!
Lu
Avete dei consigli da darle? Magari senza entrare nel merito del suo privato e senza essere giudicanti e indelicati/e rispetto alla fragilità del momento. Suggerimenti squisitamente pratici?
Fino a che non ha avuto dieci anni mia figlia stava con noi a giorni alterni, poi la signora mandò tutto all’aria per motivi…. irripetibili. In Svezia fanno una settimana a testa….
va bene. questo però non è esattamente un consiglio. condividi una esperienza. e va benissimo. nel senso che se ne trae che dall’indisponibilità di un genitore non viene fuori nulla di buono. ma non mi pare questo il caso. 🙂
come gestivate le giornate? un giorno intero a testa dunque?
eccomi.
considerate che per almeno due annetti noi abiteremo sopra-sotto… (grazie sin d’ora per le risposte) Lu
benvenuta cara!
c’è chi mi ha già scritto che vorrà dire delle cose. appena ha un po’ di tempo. 🙂
yess 🙂
ok. dopodiché a questo punto ti adottiamo. se ci fai la cronaca passo passo di come va, con relativi aggiornamenti, si fa anche un diario su prove tecniche di condivisione dell’affido. 🙂
ci ho provato, ho fatto uno schema che può sembrare molto rigido e forse lo è, ma mi sembra comunque equilibrato e congruo e sarebbe uno schema come questo Sa Do Lu con il genitore x, mart con relativo pernotto col genitore y, me gi ve genitore x. la settimana successiva vi scambiate…. abitate poi uno sopra l’altro e se riescite ad essere onesti l’un* con l’altr* potrete trovare anche soluzioni che sono migliori per tutti e tre
Provo a fare lo schema
Giorni settimana: S D L M M G V S D L M M G V
Genitore: M M M P M M M P P P M P P P
Un abbraccio a voi
credo di aver “schematizzato” un po’ troppo 🙂
grazie Laura, mi pare molto interessante. nel we ci lavoro . mi piace!
dimenticavo… questa è un ‘idea, oppure voi fate così? se si, come sta andanado? 🙂
oh si..adottatemi !!…solo che per ora di consensuale c’è solo il fatto che nn ho nessuna intenzione di porre stretti vincoli sull’accudimento del baby. una self-consensuale esiste?
come dicevo in un altro post(qui) : ma perchè se pensi che il congiunto (vero) sia cosa buona e giusta, l’altra parte ti fa egualmente la lotta?
non ho un esperienza da genitore da offrire, solo una da figlia di separati. personalmente stavo quattro giorni feriali con mia madre e un feriale e i festivi con mio padre (e se fai una scuola a tempo pieno, nell’insieme i tempi sono piuttosto equilibrati). nei miei ricordi, la cosa che più mi pesava è che avevo sempre tutto “nell’altra casa”, quale che fosse e mi sentivo sempre un po sballottata. ok che voi, mi pare di capire, starete nello stesso edificio, ma in effetti quattro fasce giornaliere mi fanno un po paura come idea…poi chiaro, è solo la mia esperienza nulla più…
l’unico “consiglio” che mi sento di darvi è, per quanto piccolo sia lui e per quanto difficile possa essere, di ascoltare anche vostro figlio, cercare di capire lui come si sente meglio ed essere disposti, sempre nei limiti, anche a un po di flessibilità (non è detto che se una sera “di papà” lui vuole stare con mamma-o viceversa-debba per forza essere un problema…)
in ogni caso in bocca al lupo, vi auguro di riuscire a uscirne sereni, tutti e tre
grazie Asia!
le fascie orarie le abbiamo abolite. grosso modo dovremmo fare così:
mattino papà porta alla materna
pomeriggio mamma lo prende (come ora)
venerdì-sabato e domenica alternati (con rientro dall’altro genitore 18/20c.a)
lunedì sera-nanna dal papà (io ho un corso)
marted’ sera-nanna da mamma
giovedì sera-nanna da mamma (lui ha un corso)
lo so manca il mercoledì….
Rispondendo a Lu, porto la mia esperienza di affido condiviso.
Mi sono separato ormai più di 5 anni fa, in tempi che io non avevo mai sentito parlare di mediazione e non sapevo cosa volesse veramente dire affido condiviso.
Quindi nessuno mi ha suggerito la mediazione preventiva; parlandone oggi, appunto dopo 5 anni durante i quali sono dovuto diventare un esperto in materia, devo dire che mi sarebbe piaciuto affrontare dei colloqui con dei mediatori esperti e magari visionari, in senso buono, come quelli che hai trovato tu.
Da parte mia, avrei accettato volentieri una spartizione paritetica dei tempi di frequentazione con i miei figli che all’epoca avevano sei anni e invece mi son trovato a parlare con avvocati senza scrupoli che mi hanno consigliato di fare la guerra senza quartiere, di resistere e di non cedere.
Cosa ho ottenuto? niente di più del minimo sindacale che mi sarebbe spettato comunque: la papà cena del mercoledì e un week end a settimane alterne.
Tra l’altro nella sentenza si legge “genitore collocatario” sebbene nella legge 54/06 questa definizione non è neanche prevista.
Ormai l’affido condiviso lo danno a tutti, a meno che non ci siano gravi motivi ostativi, ma questo non vuol dire 50 e 50 e da parte mia non è giustizia.
Il padre non è una figura marginale, anzi, il suo ruolo ha un’importanza fondamentale.
Magari con la mediazione sarei riuscito ad ottenere qualche beneficio in più relativamente ai tempi di visita con i miei figli ma così non è stato.
La mediazione deve essere affrontata in modo propositivo e mai con l’atteggiamento del “tanto nessuno mi farà cambiare idea”; se vissuta come un’opportunità di capire i bisogni e criticità dell’ex partner può portare sicuramente a dei benefici non solo per entrambi ma anche e soprattutto per i figli che con un affido condiviso vero, avranno la possibilità di vivere bene entrambi i genitori (e i nonni e gli zii).
Pensando a quanto hanno consigliato a Lu a prima vista sembrerebbe un po’ sballottato questo figlio però probabilmente considerato il fatto che i genitori abitano nello stesso palazzo, probabilmente non se ne accorgerà neanche e, secondo me, passati i primi tempi sarà lui a dettare l’agenda a loro e non viceversa. (sono forti i nostri ragazzi!!!).
Per quanto mi riguarda una corretta applicazione dell’affido condiviso potrebbe essere il sistema della settimana alternata in modo da limitare l’eccessivo ping pong, però effettivamente la situazione dipende da così tanti fattori e poi davvero, alla fine, i ragazzi decidono loro con chi stare e quanto starci, cosa fare e come farlo; col tempo anche i rapporti anche solo di cortesia, che ora a Lu sembrano compromessi, si assesteranno verso una cordiale normalità, non ci si può fare la guerra in eterno.
Sono convinto che “il cuore di mamma = il cuore di papà” percui è sempre meglio una valigia in più che un genitore in meno.
Ciao Daddy, con la mia prima figlia l’affido è andato come descrivi tu, 17 anni fa era proprio così. ultimamente ho proposto/imposto la settimana alternata, e per ora sta andando così.bene aggiungerei.
(ma al di la della legge il papà suo, era più propenso a non esserci, diversamente da quel che leggo di te)
nel secondo caso la strada della mediazione (e che io sappia tanti avvocati ‘più leggeri’ hanno proposto in parlamento che sia inclusa nell’iter ma per ora…tutto tace) è una buona strada, però devi trovare dei consulenti bravi, nel nostro caso, non è andata liscissima. primo perchè bisogna lavorare molto su se stessi con gli strumenti che ti offrono per arrivare a essere sinceri fino in fondo con se stessi e affrontare la separazione e le scelte liberi da orgoglio e sedimenti d rabbia affinchè nulla si ritorci sui figli. secondo quando ho espresso chiaramente la mia volontà di non ricucire il rapporto, le mediatrici si sono mostrate leggermente ostili.
ciao!
L’ha ribloggato su Capitan Daddy.
Sono separato da 12 anni, ho trovato la mediazione indispensabile e funzionale. Le regole sono utili per i primi tempi, soprattutto per comprendere che il cambiamento della relazione nella ex coppia coniugale, produce effetti a rimbalzo anche sui figli. Una cosa mi é chiara oggi, l’elasticitá o la disponibilitá dei genitori é la dote più importante, così pure la loro capacitá di spiegare ai figli che un cambiamento é avvenuto fra papá e mamma, MA NON verso di lui. Mantenete una relazione responsabile fra di voi, serena e matura, sarete genitori per sempre e il riflesso dei vostri atteggiamenti si abbatterá nel bene o nel male su vostro figlio, scegliete pensando ( e non é facile) che il diritto alla bigenitorialitá é IL SUO. Fatto questo preambolo, i tempi troppo frazionati si potrebbero giustificare solo con una vicinanza così stretta degli alloggi. Ma è di solito più funzionale lasciarsi lo spazio per valutare anche le reali possibilitá…. Intendo che se mamma lavora dalle…. Alle…. E papá no, é giá ovvio con chi possa stare il bambino. Giustissimo che i due genitori si alternino nel andare a prendere il figlio, ora l’uno ora l’altro, il bambino percepirá la continuitá affettiva. La grande scommessa é la qualitá della relazione che manterrete fra voi. Ma anche la capacitá di immaginare possibili mutazioni, ad esempio che uno dei due, o entrambi possa trovare un nuovo compagno/a senza che questo interferisca con la vostra frequentazione dei figli, ne che produca nuovi egoismi. Ascoltate senza ansia cosa vi dice vostro figlio! Il cambiamento va guidato con rassicurazioni più nei fatti che nelle parole, ma ricirdate che si tratta di un grande cambiamento per lui. Ascoltatelo, confortatelo e NON parlate mai male dell’altro genitore. Le cose verranno da sole. Se il banbino chiede di trascorrere un tempo più ampio, qualche volta con papá o mamma, ( oltre a quello “contrattuale”) non vedetelo come una sottrazione al vostro amore, ma come un indispensabile passaggio ad una situazione ove lui cerca la sua sistemazione non traumatica, ma un puccolo trauma ci sará sempre all’inizio, sta a voi mostrare che gli adulti sono le guide su cui potrá sempre contare. In bicca al lupo a tutti e tre. Tutto si può se c’é amore e non egoismo.
Grazie Roberto…
la mediazione dovrebbe proprio portare a questa serenità ed equilibrio che leggo nelle tue righe. sono concorde con te su tutto, e spero se non oggi almeno domani anche il papà riesca a fare questo salto per il bene di nostro figlio….
se hai tempo mi dici come avete gestito la settimana? grazie mille
un fenomeno strano, ieri girovagando sul web in cerca di esperienza dell’affido alternato (residenza alternata e non affido condiviso perchè in realtà è quasi come quello di prima con qualche concessione in più per l’altr@ genitore), ho letto che qui da noi, denominato ‘pacco postale’ è sconsigliato e ha come effetti serie ripercussioni sulla salute mentale dei figli. All’estero già applicato da anni,Svezia dall’ 83 sempre in prima linea, gli studi e risultati sono ottimi. (risultati buoni anche dovuti alla stretta collaborazione tra i due ex-coniugi che seguono un percorso di mediazione ben curata)
ovviamente in Italia si contesta che le traduzioni dei suddetti studi esteri siano contraffatti e che il parere non è affatto positivo..
sogno o son desta?
“Separazione: perde l’affido chi vuole dividere il figlio a settimane alterne”
http://www.laleggepertutti.it/25694_separazione-perde-laffido-chi-vuole-dividere-il-figlio-a-settimane-alterne