Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Culture, Sessualità

#falloalmattino: la pubblicità in cui lei è sessualmente soddisfatta

#falloalmattino (la vida es chula) è l’ultima pubblicità della Desigual. Si occupano di abbigliamento, uomo, donna, bambino, accessori, scarpe, borse.

Una campagna precedente diceva #sexlovefun.

http://vimeo.com/59724325

E in entrambi i casi vediamo una donna spigliata, sessuata (inclusa mamma che finalmente non è in versione santa/chioccia), che vive sesso e affetti in modo libero, etero, lesbico, come le pare, con figli o senza, con un amante con cui fare sesso al mattino o un vibratore che la rende felice, con impegni e lavoro fuori casa, la possibilità di lasciare il figlio a lui, corpi non inibiti, che nella pubblicità in versione integrale, #falloalmattino, che trovate sul sito, si vedono senza censure apportate probabilmente per i nostri media.

L’ultimo spot lo trovo meglio del primo e se a letto ci fosse stata anche una donna, per riferirsi ad una relazione lesbica, sarebbe stato perfetto.

La mia amica Arianna prevede che la sospenderanno. O perché in Italia c’è un sacco di gente bacchettona o perché si armerà qualcun@ per blindarla con la scusa della difesa della dignità delle donne. In fondo si vede pure un po’ di figa. Quale offesa peggiore per le donne che quella di mostrarle sessualmente appagate di prima mattina?

19 pensieri su “#falloalmattino: la pubblicità in cui lei è sessualmente soddisfatta”

  1. Se le donne fossero cosi’ al mattino, ed anche al pomeriggio e alla sera, gli uomini sarebbero molto piu’ favorevoli alla parita’ ed oltre dei diritti e doveri, siamo anime semplici, no?

    1. eccerto. pure gli uomini se fossero come quelli sdraiati a letto sarebbe tutto strafigherrimo. 😀
      maddai. non puoi tirarmi fuori battute tanto sessiste.
      la parità non passa per il tuo personale gradimento delle meraviglie femminili. la parità è un diritto. ‘sti cazzi. 😛

  2. il primo spot è un po’ gnegnè, ma d’altronde vendono scarpe borse e accessori moda. Anche io preferisco il secondo spot ispira più libertà ed è meno glamour.Sono pubblicità molto gioiose, davvero pensi che le censureranno?

  3. Bah, questo mito dell’esaltazione della bellezza (di un certo cliché di bellezza) e della intima felicità naturalmente connaturata ai suoi possessori continua a lasciarmi assai perplesso. In ambo i casi.

  4. anche a me piace abbastanza..vabbè è uno spot quindi non possiamo aspettarc chissà quale complessità. e poi si son belli e belle..embè?

  5. Nulla di strano. Classica pubblicità per adolescenti che vogliono ancora, non si per quanto, seguire le imposizioni del gruppo dei pari; sono fighe, sono felici, sono provocanti, sono fidanzate con ragazzi bellissimi, quindi la ragazza occidentale non sogna altro che emularle. Solito stereotipo di stampo ginarchico, fatto per rendere sempre più consumiste queste clienti che diventeranno sempre più brave a spillare i soldi ai genitori.

  6. Lo spot, come già detto, è perfettibile, ma è impensabile che una adolescente vedendolo deduca che per essere felice debba avere il fisico di una modella: questa è una proiezione del mondo adulto insoddisfatto e castrante che rimane il primo responsabile del malessere delle adolescenti. Se amassimo le nostre figlie adolescenti per quello che sono loro si sentirebbero belle, e se le aiutassimo a liberare le loro potenzialità creative e sessuali si trasformerebbero in una forza della natura che spazzerebbe via tutto quanto l’orrore da questo paese mortifero. Questo è quello che penso quando vedo la felicità in questo spot, chiaramente associata alla soddisfazione sessuale. E non dimentichiamoci che viviamo in una società in cui il sesso produce per lo più sofferenza. La felicità è il centro dinamico dello spot, non certo la bellezza.

    1. Parli in femministese stretto quindi faccio un po’ di fatica a capire. Il centro dinamico dello spot è la felicità, ma è anche la bellezza, perché altrimenti sarebbero state ingaggiate donne brutte o perlomeno normali. Su una cosa hai ragione: che il sesso produce per lo più sofferenza; anche se non credo che dai le stesse motivazioni. Infatti, da quel che ho capito, per “amare le figlie” ti intendi “agevolare la propria carriera sessuale”. Alla luce dei fatti, quello che ti auspichi già avviene, o perlomeno, se i genitori non agevolano, perlomeno non contrastano tutto questo. Se il menarca avviene in media a 12 anni, a 13 anni le ragazze attuali hanno già finito tutti i buchi da sperimentare. Questo lo trovo innaturale, frutto di una pressione neomoralista fortissima dal gruppo dei pari, che porta i giovani meno pronti a stati di sofferenza patologica. E’ soprattutto per questo che il sesso è sofferenza. Quelle donne non sono così diverse dalle ragazze reali; anche le ragazze reali vivono di narcisismo, di sessualità introversa, di esibizionismo, ma è ovvio che nella realtà non posso svegliarsi felici se non hanno un motivo per farlo. Nella realtà trovano sempre un motivo per non gioire: un’amica con un profumo migliore, un’amica che ha un trombamico in più di te, un’amica che è stata con una misura che tu non hai mai visto, un fidanzato che è durato sessualmente qualche minuto meno del solito. Di tutte queste insicurezza, il femminismo neomoralista non fa nulla per vaccinare le ragazze; anzi, secondo me, le immergete dentro questa melma, poi andate vantandovi in giro, che siete madri open-minded, perché avete costretto vostra figlia 13enne a prendere la pillola. Non c’è nulla di più ridicolo nella nostra società che il neomoralismo.

      1. ma le donne dello spot non sarebbero “normali”? Non esistono donne così? Invece esistono.
        Quanto a narcisismo, esibizionismo (esiste anche un esibizionismo sano) non mi pare che ragazze e ragazzi siano così diversi..anche un uomo può essere esibizionista in modi più o meno diversi

  7. Mi basta quel “donne brutte” iniziale per comprendere l’abisso e non poter scomodare energie cosmiche per dare una risposta ad ogni concetto espresso qua sopra in risposta al mio intervento. Io non vedo “donne brutte”; quando mi guardo in giro vedo solo tanta gente infelice.

        1. Intanto abbiamo visto donne felici e non i soliti stereotipi, per le donne che non rispondono ai canoni di bellezza (mi rifiuto di chiamarle brutte, una donna è brutta solo quando il suo aspetto fisico la mette a disagio) credo che ci vorrà ancora tempo.

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