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Della diversa percezione della gravità della violenza a seconda del sesso della vittima

sfiguratiacido

Due notizie atroci. Una è la donna sfigurata dall’acido a quanto pare per conto del suo ex. L’altro è un uomo aggredito anche lui con l’acido che aveva già denunciato la sua ex per stalking. Sulla homepage di Repubblica le due notizie sono evidenziate nel modo che vedete. La prima, quella della donna, è un aggiornamento doveroso rispetto ad un ulteriore arresto di una delle persone che avrebbero commesso materialmente il fatto. Quando accadde questa gravissima cosa la notizia campeggiava in prima pagina, con grandi riflessioni sul femminicidio, la vendetta di uomini che non accettano l’abbandono, e tutte le importanti riflessioni di rito che è necessario fare per analizzare il fatto e fare un minimo di controcultura.

Ora che è avvenuta quest’altra cosa la notizia è stata un minimino in evidenza ieri e poi è stata subito degradata in periferia perché l’arresto del secondo aggressore della donna di Pesaro è più importante e tira di più.

Vi spiego come funziona il meccanismo dal punto di vista del marketing spicciolo:

“donna” e “violenza sulle donne” e “femminicidio” fa brand e procura incassi, fa vendere e quindi più si protrae all’infinito la notizia di un caso di cronaca che coinvolge una donna e meglio è per la testata la quale si curerà di procurarsi dettagli, foto, testimonianze, interrogherà finanche il cane del vicino pur di avere qualcosa da offrire alle masse indignate.

Una aggressione con acido ad un uomo non interessa a nessuno, per quanto le dinamiche forse siano simili e le responsabilità oggettive risiedano sempre nella stessa cultura, del possesso. Non procura accessi alle testate online. Non indigna a sufficienza. Perché nel tempo attorno alle donne si è costruita una retorica che le rende in tutto e per tutto uguali a bambine indifese, angeliche, sante creature, non adulte esposte, certo, a ogni genere di violenza, ma pur sempre in grado di compiere violenze a propria volta. E perché sessismo e cultura patriarcale vuole che gli uomini siano machi, virili, guerrafondai e molto ma molto cattivi. Tutti dei potenziali femminicidi, più o meno.

Dunque una notizia che parla di un uomo aggredito, forse da qualcuno mandato dalla propria ex, viene recepita come una sorta di giustizia divina, di legge del contrappasso o al massimo come un esempio di scarsa mascolinità. In fondo se un uomo non sa difendersi da una donna, che diamine, sarà pure un po’ frocio, no? Diciamo che se l’è cercata, eh?

Questa è la mentalità che sottende alla trascuratezza di questo genere di notizie che pure esistono e Bollettino di Guerra sta, per quel che può e sa, documentando.

E’ del dicembre scorso la notizia di un’altra donna che non accettava la separazione e andò munita di martello e acido a vendicarsi sulla nuova compagna del suo ex.

La causa è comune. Culturale, relazionale, e se non la si affronta tenendo conto di questi fattori e del fatto che simili reazioni non sono una esclusiva del genere maschile, invece che fare prevenzione si vanno a teorizzare assiomi che costituiscono una cappa utile, deresponsabilizzante, per quante intendono agire allo stesso modo, sentendosi di fatto assolte alla radice in quanto donne. Gli stessi assiomi finiscono per creare un vuoto culturale di riflessione e analisi che dovrebbe riguardare anche le vittime di genere maschile così come di ogni altro genere. Pensiamoci. Chissà.

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5 pensieri riguardo “Della diversa percezione della gravità della violenza a seconda del sesso della vittima”

  1. Chapeau!
    Certo, se vai avanti così, fiinirai nel deserto del disincanto, del disinganno totale.
    Senza amiche, senza interlocutori (maschi, femmine, gay, lesbo. etc) e senza più speranza.
    Entrerai nella palude dell’Insenso, stanca di menzogne e di inganni. Sazia di illusioni, vagherai smarrita e senza speranza nelle terre della lucidità.
    Fermati prima, fermati ora. Sei ancora in tempo.
    Dopo non ci sarà più rimedio.
    Il disgusto per l’universale vile menzogna, ti ucciderà.
    Salvati fin che puoi. Torna indietro al porto sicuro della Fiducia.
    La luce uccide. il buio salva. Salvati!
    R. Della Vecchia.

      1. Fantasy?!
        Sì, può essere questa l’ultima ancora di salvezza. Quando sarai giunta al punto finale in cui ormai più niente e nessuno potrà deluderti, allora solo i sogni potranno salvarti.
        Forse.
        Che Dio ti protegga.
        RDV

        1. 😀
          Allora è grave. Perché non credo in Dio.
          Facciamo che mi proteggo da sola.
          Vienimi a trovare per controllare lo stato dell’arte quando puoi.
          Ti dico a che punto sta la trama con i vampiri, i maghi e le maghesse. 😛

          Ciao

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