'SteFike, Acchiappa Mostri, Antiautoritarismo, Antifascismo, Autodeterminazione

Signore (e istigatrici) dei Patriarchi del Terzo Millennio Vs FikaSicula Autodeterminata

A proposito di Patriarchi del Terzo Millennio e loro pluridecorate Miss.

La variante assai nota nei contesti molto sessisti è quella in cui vedi la crociata per abbattere e distruggere una FikaSicula Autodeterminata, quand’ella stufa d’essere calunniata e insultata alza la teTta e mette in discussione i patriarchi che vogliono sovradeterminarla e rimetterla in ordine, con le Miss cyberbulle in prima fila a istigar duello e difendere il loro, dei patriarchi, virile onor ferito.

Avete presente Processo per Stupro? Così avviene per le donne che trovano l’ardore nella difesa dei propri ideali quando c’è da sputare veleno per difendere gli uomini alfa del proprio clan quando ad accusarli sono altre donne che da quegli uomini hanno subito offesa.

Nel caso dei microcosmi, in cerca di microfama, a mimetizzarsi e cavalcare il brand antisessista, col prode cavaliere che sguaina la sua spada in difesa delle fanciulle offese, includendo pure quelle che non vogliono essere salvate, l’unione tra Patriarchi e Miss gode di felici e delegate gogne, con tanti cin cin a entrambi i rosicanti gruppi, dove a cercare una femminista antisessista devi guardar molto lontano.

Le Signore spronano, coadiuvano, forniscono metaforici massaggi virtuali ai patriarchi affinché essi compiano il proprio sporco lavoro, la crociata, condita di dossieraggi che vi assicuro non sono per nulla “private” e di un vigliacco e incessante lavoro di diffamazione che passa di contatto facebook in contatto facebook per mostrare loro, in privato, le prove delle mie presunte malefatte.

Nella loro idea fascista c’è il fatto che io non possa più esprimere alcuna opinione e che debba essere scomunicata dai mondi femministi. Il perché risiede in motivazioni che ho già ampiamente spiegato tante volte. Dunque ogni volta che vedono che in quei mondi femministi, i miei mondi, alcune persone con me parlano eccome, si precipitano da loro in privato e vanno a diffamarmi.

Portano come prova le disonestà intellettuali e le diffamazioni partorite ora dall’una Miss ora dall’altro patriarca del terzo millennio, insistendo sulle mie presunte conoscenze, su mie possibili frequentazioni, sul fatto che io discuta con quelli che loro reputano grandi nemici. Soggetti ai quali dedicano calunnie e diffamazioni senza mai entrare nel merito delle idee e degli argomenti se non per riportare tutto al loro presupposto pregiudizio che comunque lì risieda il male.

Non c’è molto da dire, salvo il fatto che è tutto particolarmente odioso, perché queste orribili Signore che da mesi, ormai, con accanimento, mi diffamano e calunniano, interferendo con la mia rete politica, continuano a immaginare che io debba restare lì ad assistere in silenzio a tutto ciò che mi provoca comunque un danno sociale, personale e perfino professionale.

Così non è. Non resto in silenzio. Non resto neppure con le mani in mano. E’ finito il tempo in cui questa gente poteva permettersi di insultarmi in ogni bacheca facebook e diffamarmi, vigliaccamente, in privato con chi invece si relaziona positivamente con me.

Quello che vogliono è farmi il vuoto attorno. Insistono, da mesi, nonostante tutto. Insistono nell’inventare prove per macchiare la mia reputazione. Si impegnano tenacemente per distruggermi. Praticano un femminicidio virtuale, si potrebbe dire, mi vogliono defunta in quanto donna, femminista, non subordinata a nessun patriarca né alle sue avvelenate Miss. Piuttosto che misurarsi con me sulle idee, apertamente e in senso politico vorrebbero inchiodarmi al loro indegno tribunale dell’inquisizione e mi delegittimano all’origine. L’unico loro argomento ideologico è un pregiudizio: io parlo con antifemministi e padri separati, coloro i quali per questa gente, tutti Anti-Pas, sarebbero stupratori, pedofili e violenti, così li chiamano, calunniandoli, tutti quanti.

Questo, di fatto, nella loro idea, squalificherebbe tutto il mio lavoro compiuto in tanti anni di lotte, ricerche, analisi, strumenti, intelligenza e saperi condivisi gratuitamente, tutto il lavoro svolto senza sosta con Femminismo a Sud, Bollettino di Guerra e poi con il Feminist Blog Camp e quello che continuo a fare ancora in senso femminista e antisessista. Il mio sapere condiviso viene da questa gente giammai riconosciuto quanto piuttosto mortificato, continuamente dileggiato, insultato e guai a chi invece lo trova interessante perché sarà immediatamente informato da costoro, in privato, delle mie presunte malefatte. E questa, a parte svelare il loro rosicamento, è diffamazione costante e continuata della quale io sono a conoscenza.

La questione sta così: c’è un gruppo di persone che rosica a sapermi ancora virtualmente e perfettamente viva. Continuano a leggermi, a tallonarmi passo passo, ossessivamente, quasi che fossero cyberstalkers, cosa che io non faccio perché generalmente li ignoro (così si fa con chi dice cose di cui proprio non ti frega niente, a meno che non hai l’assillo, l’ossessione morbosa, autoritaria e fascista di volermi chiudere e zittire), continuano a cercare nelle mie parole prove per dimostrare che io sia una specie di criminale, continuano a consegnarmi al “popolo” come imputata di un processo dell’inquisizione, una caccia alle streghe, io Eretica, un processo alle intenzioni in cui a me non è dato difendermi perché sarei colpevole a prescindere.

Sono fascisterie di gente che si dichiara antifascista ma che fascista lo è fino in fondo nei metodi. Gente che sulla base di una strumentale emergenza che parla di donne offese demonizza, scomunica, diffama, calunnia e invoca censure per “correggere” e/o “fermare” qualunque opinione che non li veda perfettamente concordi.

Non amo le questure e men che meno le denunce. Non amo affatto dover consegnare la mia difesa a tutori di ogni specie e insisterò in una autodifesa che non passa dalle querele, così come ho provato a fare tentando di disinnescare in un tempo infinito di offese subite che dura oramai da sei mesi. Sei mesi di sopportazione di questo clima da linciaggio istigato contro di me da gente che non si cura del dolore che può procurare, del male che può fare, a me e alla mia famiglia, ché leggono anche loro le infamie messe in circolo da gente incurante di tutto, irresponsabile, totalmente priva di umana empatia, accecata com’è da tanto insensato integralismo, piena d’odio, di livore, che la porta a desiderare che io perisca sola, allontanando uno ad uno tutte le persone che mi stimano, che desiderano avere scambi con me e che continuano a volermi bene.

Insisterò nel non dover adoperare strumenti che non mi sono affatto congeniali e così farò almeno fino a che non avrò alcuna alternativa. Dopodiché, nel caso in cui non avessi altra scelta, autodeterminerò l’uso di strumenti che mi è consentito usare e chiederò conto di tutto il danno che mi è stato procurato. Ed è enorme. Perché l’antisessismo gestito in ronda non vi garantisce impunità di poter fare quello che vi pare e fino a che vi pare. Se ci sono strumenti che potrò usare per evitare ulteriori danni che possano creare problemi a me e indirettamente anche alla mia famiglia, io li userò.

Ogni altro tentativo di discredito nei miei confronti, ogni altra diffamazione e calunnia a me rivolta sarà perciò intesa in quanto cyberstalking perché oramai di questo si tratta. Da non crederci, vero?, che certe sedicenti antisessiste possano essere perfino più perfide di certi che chiamano maschilisti. Perché mentre con sacro e mistico furore portano avanti le loro crociate ritengono di essere perfino nel giusto quando pensano di dovermi eliminare. La loro crociata però non dà loro il diritto di ledere la reputazione di nessuno, inclusa la mia. Bisogna lo capiscano che c’è una differenza tra critica politica, insulti, ingiurie, diffamazioni e calunnie. Non si può fare. Questa storia deve finire adesso. Subito. Diversamente saprò cosa fare.

15 pensieri su “Signore (e istigatrici) dei Patriarchi del Terzo Millennio Vs FikaSicula Autodeterminata”

  1. Il modo di procedere che tu descrivi e che hai vissuto sulla tua pelle (come io l’ho vissuto sulla mia in altri contesti) è quello proprio del linciaggio, un metodo che a quanto pare è trasversale tra schieramenti e idee politiche.
    Il blogger e attivista per i diritti digitali Luca Nicotra ha sintetizzato con una parola che rende bene il “mostro” contro cui questa gente combatte: “pedoterrosatanismo”.
    In pratica, il concetto è che esistono valori da difendere, deboli da proteggere o cause da sostenere che, essendo soggetti ad abusi orrendi, necessitano di metodi rapidi di risoluzione dei problemi, in un costante regime emergenziale, e non possono attendere i normali tempi e modi propri della civiltà e della fredda logica. Parimenti, i nomi e i volti dei colpevoli senza processo viene mostrato agli sputi e alla pubblica gogna per l’esaltazione della folla urlante con i forconi. Chi obbietta, chi rifiuta di lasciarsi guidare dalla sete di sangue e di vendetta e dall’indignazione di moda in quel momento, è, a seconda del contesto, fascista, comunista, fiancheggiatore di pedofili e stupratori, terrorista e va immolato perché parte del grande complotto.
    Hai tutta la mia solidarietà.

  2. Tanti coriandoli e rispetto.
    L’unica cosa che ti chiedo, per favore, è… non dimenticare di fare il post con la ricetta della lasagna vegana. 😉

  3. Ho seguito la tua vicenda e ti conosco da sempre. Quello che fai e hai fatto per tante che vagavano nella più totale inconsapevolezza, è impagabile. Sei la persona più disponibile e generosa che conosca. Chi ti ferisce dimostra il proprio istinto autoritario. Sono degni dei peggiori tribunali dell’inquisizione.

    Ps: dal mio punto di vista ti posso dire che oramai i vaneggiamenti e gli sproloqui di certe persone fanatiche passano per quello che sono. Fossi in te non me ne preoccuperei.

    Ti auguro mille cose belle e ti voglio bene.

    1. Franci,
      ma avrò pure fatto un milione di cazzate, e in genere le riconosco pure in pubblico, per dire. Non è che sono santa. Anzi. Neppure tengo alla perfezione. Ma figuriamoci! 😀

      Quel che mi rimproverano è proprio di essere strega, Eretica, un diavolo che non risponde al loro santume sparso e a dogmi e ortodossie che da bravi preti e suore vanno lì a difendere, di modo che il sapere resti immutabile a dispetto di ogni auspicata evoluzione umana.

      Ma la persecuzione e la diffamazione a domicilio presso le persone che parlano con me, per screditarmi nelle mie relazioni personali, sociali, professionali è un danno che si paga.

      Ti giuro che qui non sto a fare la vittima di niente. Questa gentaglia è sbirrame sparso che sta incordonato a sbarrarmi la via nel mio diritto di critica e opinione. Stanno lì a normare, regolare, processare. Faccio la stessa cosa che farei in piazza. Loro mi creano danno? E io pratico l’autodifesa.

      Il mio diritto di r-esistenza. Con ogni mezzo necessario.

      Ti bacio assai e ti voglio bene pure io. Tanto. :*

  4. La cosa figa è che questi patriarchi non rispondono del loro maschile da te “oltraggiato”. Sono virili sempre. Si nascondono ancora dietro le fanciulle offese e le sostengono nel senso più volgarmente paternalista del termine. Che pena!

    Tanta solidarietà e stima!

    1. Sere’,
      questione d’abitudine. Se si vuole fare a duello con altri uomini mettendo avanti il buon diritto delle fanciulle offese, c’è un uso talmente paternalista e patriarcale delle donne da fare vomitare.

      Quando i patriarchi combatteranno mettendo in piazza il proprio maschile senza assumere la posa dei salvatori che difendono le fanciulle (perfino da altre donne che hanno diritto di critica sui tanti femminismi esistenti) allora il loro ragionamento potrà essere degno di rispetto. Diversamente è pura merda patriarcale mascherata da antisessismo.

      (Evito di commentare le sante, virili ed eroiche gesta di chi nasconde la propria stizza e il proprio vendicativo livore mettendo avanti a tutto come alibi la dignità offesa delle fanciulle indifese… puach!)

      Grazie per la solidarietà e la stima è totalmente ricambiata. 🙂

  5. Scritta su fb, ed è così che io la vedo. 🙂

    “Fa bene al cervello l’interazione tra persone che si dicono mille cose belle, diverse, non schiacciate da soggettività autoritarie e omologanti, dove emergono conflitti realmente politici che si gestiscono in modo civile avendo sempre rispetto per le persone. Fa bene l’interazione che diventa voce collettiva che anche a partire da questo spazio virtuale si libera a dispetto di demonizzazioni, inquisizioni e talebanismi di chi vorrebbe il pensiero-unico. Difenderò il diritto d’espressione di pensieri e opinioni banalizzate, sottaciute, perennemente screditate, ovunque intraveda una minaccia a quel che è libertario, ovunque veda integralismi e crociate che scalzano l’avversari@ politic@ tentando di rovinargli/le la reputazione. Ovunque quel che si vorrebbe fare passare per critica politica in realtà è solo fango sulle persone e accanita ossessione molesta che tende alla censura. No Pasaran, fascisterie, cacce alle streghe e autoritarismi d’ogni genere. Non qui. Non sulla mia pelle.”

  6. Sono sostanzialmente d’accordo, però non condivido il tuo ultra-individualismo. Se c’è una persona che subisce un torto non vedo perché dovrei far pesare il mio egoismo.
    Per fare un esempio ho un’amica, frequentavamo lo stesso gruppo su facebook.
    Per inciso, lei è bisessuale, io crossdresser.
    Una volta è capitato che terzi si dichiarassero indignati dal suo essere bisessuale e ho preso le sue difese, un’altra volta è capitato che terzi si dichiarassero indignati dal mio indossare abiti femminili e lei ha preso le mie difese. Come vedi non c’è alcuna violazione di volontà (certo se mi dice che le sue battaglie vuole combatterle lei io non ho nulla da ridire).
    Ma non siamo isole, siamo una specie fortemente sociale, e nessun essere umano sarebbe capace di vivere (distinguo fortemente la differenza dal sopravvivere) senza appoggiare ed essere appoggiato dai suoi simili.

    1. sono perfettamente d’accordo con te. immagina che ad un certo punto però lei faccia una scelta che non ti corrisponde e tu non la condividi e allora vai lì e le vai a dire “ma no, guarda, le persone bisex si devono comportare così e cosà”. allora lei ti manda a quel paese e tu cominci a dire che lei no, lei non è una vera bisessuale e poi, ‘sti cazzi, frequenta gli etero, e sicuramente ha preso una piega di merda. immagina che nel tuo percorso trovi un tot di gente che per rosicamenti, paranoie e personalismi ce l’hanno con lei e tutti quanti fate un gruppo per tentare di dare dignità politica ad una volgare azione di squadrismo. in quel caso l’atteggiamento reciproco non è di sostegno ma è roba da branco, cyberbullismi inquisitori che si rinsaldano di solidarietà reciproche per arrecare danno ad una x persona. questa non è la cosa di cui parli tu, te lo assicuro. 🙂

  7. Hai sbagliato titolo 🙂
    sono le Martiri e i Patriarchi, tutori, del terzo millennio.
    Entrambi ad ammorbare il mondo con il loro vittimismo. E di chi sono vittime? Della terribile femminista. E tutto torna. Sore’, sei una gran donna!

    1. Grazie!!!

      Hai perfettamente ragione! 😀

      Chiusi nella dicotomia più antica del mondo.
      D’altronde sono gli unici ruoli che la cultura patriarcale ammette.

      Mi faccio bella per il rogo in piazza.
      Dici che il rosso mi donerà? 😛

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