'SteFike, Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Culture

Patriarchi del Terzo Millennio Vs FikaSicula (RiP) Autodeterminata

Vi ho già parlato dei patriarchi del terzo millennio. Gente un po’ confusa in verità. Emergono con interventi ad orologeria a fare i vendicatori/giustizieri/cecchini del web, ruolo machista e virile, senza dubbio, per dare una lezione, con testosteronica baldanza, a quelle o quelli che scrivono cose che ad alcun* non piacciono. Si sono ricavati questo ruolo di salvezza salvifica salvamentare in cui si definisce che il loro hobby preferito è fare la loro personale guerra con un maschile altro al quale si contrappongono dovendo dimostrare a tutti i costi che il loro pene è addomesticato, civilissimo, pulito e sorride anche a comando.

Il loro ruolo è delegittimante e perfino rappresentativo di un’area di donne (?) che o per rosicamenti e antipatie personali o per chissacché, non sa raccontarsi e delega, preferisce affidarsi al maschio di turno che ha la penna eretta e subito pronta a dare scudisciate virtuali per lavare l’offesa. Sicché poi si conclude che sono essi che decidono quali femminismi (anzi qualE femminismo esista, ché per loro, uomini, ne esiste solo uno: il proprio 😀) possano avere dignità d’esistenza e quali no, ché se gli affidate l’espressione delle vostre opinioni, care, o plaudite quando loro sguaninano la tastiera e secondo voi sconfiggono il vostro acerrimo o la vostra acerrima nemica, infine codesti signori finiscono per normare il vostro perimetro d’azione, vi riprenderanno in pubblico se andate a fare una Slut Walk o se voi non combattete le vostre battaglie così come loro preferiscono.

Dopodiché guai a te se gli togli il ruolo di difensori che immaginano di avere. Succedeva anche quando andavo a ballare con gli amici. Se c’era uno un po’ stronzo che mi inquietava, qualcuno si faceva avanti e subito decideva di difendermi. Dato che io autodeterminata lo sono da parecchio tempo urlavo forte, all’amico mio, che se aveva qualcosa contro il tizio che personalmente gli stava sui coglioni allora si facessero le loro guerre ma non sulla mia pelle e non in mio nome, ché io al mio onore ci penso da sola e la risolvo come voglio io.

Vedete: tra i soggetti che più hanno avuto a che ridire circa il fatto che ad un certo punto, invece che continuare a litigare e tentare di scansare le provocazioni che diversi soggetti, uomini in rete, che quotidianamente venivano a porgermi critiche e improperi, mi/ci lanciavano, ho deciso di andare a parlarci, per risolvere la faccenda in modo civile, addivenendo alla conclusione che parlare – e lo capisco che i patriarchi paternalisti questa cosa non la possono capire e che l’abbiano recepita come una circostanza aggravante contro di me nella sottrazione della loro principale funzione – dicevo, arrivando alla conclusione che la comunicazione diretta, perfino quella più ‘ncazzusa, è sempre meglio che uno stillicidio di riferimenti indiretti che alla lunga ti fanno venire i capelli bianchi, tra i soggetti, dunque, che si sono arrabbiati di più per la scelta, mia, autodeterminata, di andare a risolvermi la faccenda alla mia maniera, senza dover chiedere aiuto a nessuno, senza esigere difese e palizzate e guardiani della vulva a mia tutela, ci sono proprio questi uomini. I patriarchi del terzo millennio.

Sono uomini che sulla mia pelle, evidentemente, compivano una battaglia contro quegli altri, e che se io continuavo ad apparire vittima erano legittimati nella loro guerra in mio nome. Siccome da brava femminista ho deciso di fare da me a loro non è rimasto altro che misurarsi con l’opposizione a quelle persone con argomenti che finiscono perennemente per tentare di delegittimare me.

Badate che sto facendo uno sforzo sereno di ragionamento politico passando sopra tutta una serie di cafonaggini, processi inquisitori, roghi virtuali, dossieraggi d’accatto per dimostrare le mie colpe, insulti e calunnie che sul mio conto sono state diffuse e lo sto facendo perché spero sempre che la gente si ravveda o che persino questi uomini capiscano che se vogliono scornarsi con quegli altri in nome di un maschile differente, il che è legittimo ma non sono io a dover fare il vostro capro espiatorio, dovranno farlo facendo a duello con il proprio culo e non con il mio.

Non è in mio nome che legittimate la vostra differenza da altri uomini dai quali non vi sentite rappresentati e se la mia decisione vi fa sentire delegittimati perché avete bisogno della mia approvazione per esistere e continuare a fare il vostro, e sottolineo vostro, percorso autodeterminato, che parla di voi e non di me,  sicuramente non potete prendervela con me.

Se io non faccio guerra, se ho buttato le armi o non le ho mai usate, non sono io il nemico e continuo ad avere il diritto di esprimere le mie opinioni, che a voi piacciano o meno, sperando non manifestiate troppo forte anche con me i vostri pruriti di censura a salvaguardia delle fragili fanciulle. Se continuate a gravitarmi tutti attorno come corvi e sciacalli in attesa di verificare la mia morte politica/virtuale o di rendermi difficile la mia permanenza in vita perché non sapete affrontarvi direttamente, voi e quegli altri, perché vi sfidate a grugniti, non sapete parlarvi in modo civile, perché sapete fare solo barricate, non è colpa mia.

Non è in mio nome, mio in quanto simbolo, soggetto politico, femminista, esistente, che potete operare le vostre azioni di giustizialismo virtuale e sottrarvi dalle mani il mio corpo (virtuale), riprendermelo e gestirlo come cazzo pare a me, non mi fa “complice” (ma complice di che… ma per favore!) di chi voi ritenete colpevoli di grandi nefandezze e non mi fa di certo artefice di chissà quali strategie alla sconfitta della vostra stracazzo di rondarola funzione sociale in difesa delle vulve.

I miei amici che io mandavo a quel paese in discoteca avevano esattamente lo stesso tipo di reazione. Ché gli toglievo il gusto di scornarsi in mio nome. Non ero vittima. Ero autodeterminata e con chi veniva a inquietarmi decidevo io come risolvere.

Qual è solitamente la reazione dei patriarchi? Che se non sei santa e martire allora sei una gran puttana. Ecco: io, nella testa di questa gentaglia, che mi rispetta molto meno di quanto non mi rispettino quegli altri che ritenete nemici e maschilisti, ché mi stimano principalmente per questo, che credete, perché risolvo le mie cose da sola e perché come faccio con chiunque ho tentato di capire, beh, per questi patriarchi paternalisti del terzo millennio io sono la puttana. Sono quella che coi tizi che mi struggevano di critiche, e sto usando un eufemismo, ho deciso di parlarci e poi ho deciso anche di prendermici un caffè e di verificare perché da quattro anni e passa mi rompevano le ovaie per farsi sentire.

Foste persone intelligenti e mediamente, ma davvero, antisessisti/e, non foste così enormemente egoriferiti e presuntuosi, sareste parecchio curiosi/e di sapere quali scoperte, che saperi, che conoscenze, cosa ho appreso e cosa succede nel mondo per il solo fatto di facilitare una comunicazione così complicata, per la capacità (e non è affatto solo mia, anzi) di gestire in senso autodeterminato un conflitto difficilissimo con persone così diverse da me. Invece non ve ne fotte nulla. Invece ci sono ‘sti patriarchi, crociati/integralisti, ai quali necessitano le fobie sociali, tenacemente attaccati al loro mondo fatto di demoni ed eroi, che all’inizio hanno spalato merda contro l’universo mondo venendo a spiegare a me chi fossero queste persone che commentavano ogni giorno sul mio blog, a me che avevo tradotto, cercato, studiato, per capire cosa ci fosse dietro l’incazzatura, perchè la gente non può essere arrabbiata gratis, non sempre è così. Uno dei patriarchi del terzo millennio, il più vendicativo e autoritario in assoluto, colui il quale ancora vuole crocifiggermi, voleva perfino “curarmi”, guarda tu, perché la tentazione è sempre quella, se non si istituzionalizza la tua differenza, se non ti rinchiudono, non c’è proprio verso, a ‘sti tutori del cazzo in fondo non gli togli il vizio di tentare di normare e determinare le tue soluzioni.

Ed è così che la reazione è aggressiva in senso reale, violenta, intellettualmente disonesta, dove c’è gente alla quale ho impedito di sputare fango su altra gente in mio nome, in nome della difesa delle donne, alla quale ho impedito di calunniare, diffamare, demonizzare tutti, inclusa me, gente che oramai è talmente ossessionata da non riuscire a scrivere altro se non scomuniche più o meno aggressive, disoneste e violente contro di me. Patetici tentativi di ripristino dell’ordine culturale violato. Tutori erano e tutori vogliono restare, nei secoli dei secoli.

Allora il mio suggerimento è, cari patriarchi del terzo millennio, oh voi sovradeterminanti che vi celate dietro mentite spoglie antisessiste e che in fondo volete continuare a normare quel che riguarda le prospettive del mio culo, di riunirvi in gruppo, fare tante belle sedute di autocoscienza, praticare l’antisessismo vero, a partire da voi, invece che partire dalle vulve altrui.

I contorni della mia lotta e della gestione dei miei conflitti sono io che li stabilisco autonomamente e siccome io sono quella che mai si è rassegnata a fare la martire per compiacere le esigenze di un qualunque patriarca, e questa cosa consta alla mia pelle più di quanto voi non possiate immaginare, potete anche smettere di rompermi le ovaie e tentare di segnare punti dall’altro lato tentando di sconfiggere me.

Ancora una volta: sfoderate i vostri peni, ché non vedete l’ora, e combattete tra di voi se ci tenete. Non mi usate come alibi. Io non raccolgo sfide né da una parte né dall’altra. Chi vuole parlarmi, purché non si insulti la mia intelligenza, sa dove trovarmi. Chi vuole distruggermi perché non sa risolversi i propri dilemmi di ruolo di genere, il proprio genere, in modo diverso, può andarsene ‘affanculo. Definitivamente per quel che mi riguarda.

Baci & Abbracci e Molti Chissenefrega a Tutti/e. 😛

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