Malafemmina

Trasgressioni precarie

Io non so esattamente come è andata, o forse lo so, ma preferisco riassumere senza analizzare. Mi sono svegliata nel letto della donna che ieri dalla platea aveva preso in giro il boss capo animazione e alla quale avevo dato appuntamento per la serata.

Ci siamo viste, abbiamo tanto parlato, ci siamo capite, abbiamo riso insieme, ci siamo toccate e ci è venuta voglia di toccarci ancora, di toccarci meglio.

Se sono lesbica? Non la vedo come una religione. Anche lei credo la pensi così. Penso che non sia una scelta di campo. Penso che ci siano delle persone che si sentono attratte da persone diverse, o esclusivamente da persone dello stesso sesso. Io vivo le situazioni, mi lascio guidare dall’istinto. Faccio sesso con uomini che mi piacciono e stavolta ho fatto sesso con una donna che mi è piaciuta.

Se mi sento diversa? E perché mai. E’ tutto esattamente come ieri. Se questo è un coming out? Mah, non so. Che cos’è il coming out? Una cosa che ti vincola ad una sola posizione per cui se dici che sei andata a letto con una donna allora sei etichettata in quanto lesbica?

Le identità delle persone sono molto più complesse di così e io non voglio far parte di nessun branco. Ne di quello delle etero ne di quello delle lesbiche o di chissà che altro.

La mia non è una conversione. Non mi vedrete mai in televisione a raccontare il momento dell’illuminazione in cui sono stata toccata da folgorazione mistica e non leggerete di me che ora è cambiata la mia vita.

Domani, se incontrerò un uomo che mi piace, di quelli che mi piacciono davvero, farò sesso con lui e dopodomani se ci sarà una donna che mi piacerà tanto quanto quella che ho incontrato ieri farò sesso pure con lei.

In Italia una così probabilmente si chiama zoccola, in termini politically correct si chiama bisex, ci si fanno indagini sociologiche, ricerche antropologiche, special televisivi alla scoperta del mondo della notte delle Malafemmine sparse per l’italia.

Io so soltanto che stamattina mi sono svegliata, contenta di aver trascorso una bella serata e di essere stata molto bene, poi mi sono affrettata per andare a fare il mio lavoro, ho fatto le mie ore, riprendo dopo pranzo, continuo ad essere precaria, a preferire incondizionatamente i bambini agli adulti, a continuare ad essere quella di sempre e se non fosse che ci troviamo in una nazione che mi vieta di essere franca sulla mia sessualità per evitare di ferire sensibilità bigotte e anacronistiche non dovrei pormi il problema di non esplicitare qui al villaggio quello che c’è stato tra me e la donna con cui ho trascorso la notte.

E poi mi si apre un mondo di dubbi e osservazioni e penso che se i tre quarti di molestie che ho subito qui, che per tanti sembravano cose normali, dovessi barattarli con una serata pubblica in cui bacio una donna davanti alle “famiglie” sono certa che per quel bacio mi caccerebbero, per le molestie inflitte da certi machi di frontiera invece a loro vengono destinati atteggiamenti prudenti.

Insomma è andata così e io non mi pongo il problema, vi assicuro che non ho la stigmate della lesbo/girl e i bambini non se ne sono accorti e che la giornata scorre come sempre.

Se la rivedrò ancora? Certo. Lei rimane per una settimana e penso che mi piacerà la sua compagnia fino alla fine della sua vacanza. Le persone non banali mi eccitano. E questo è tutto.

NB: Malafemmina, diario di una precaria qualunque, è un personaggio di pura invenzione e un progetto di comunicazione politica. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. 

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