Malafemmina

Le precarie e l’età della fecondità

Stamattina è arrivata una famiglia con otto figli. Tutti spesati nel villaggio turistico. Metà di questi saranno destinati a me nel miniclub, l’altra metà andrà in giro a fare altro e l’unica ragazzina della famiglia starà religiosamente assieme alla mamma. Perché fare figli maschi uno dopo l’altro per avere la femminuccia, ovvero la dama di compagnia per la madre, pare sia una prassi riconosciuta in alcune zone d’Italia. Così come fare tante figlie pur di avere il figlio maschio per garantire la continuità del cognome del padre.

Questa cosa del cognome andrebbe a lungo dibattuta perché trovo increscioso che ancora oggi in Italia le donne spariscano fisicamente dall’esercizio genitoriale. Nasce un figlio e la madre non lo chiama, non c’è, non esiste, ed è lo stesso trattamento che viene garantito a chi viene considerata ne più e ne meno che un contenitore.

Comunque c’è questa famiglia. Il padre è un uomo benestante e la madre ha tenuto a precisare che fa la casalinga perché ha scelto di immolarsi per la causa per la “vita”. Contenta lei, nessuno può dirle nulla. Ciascuna faccia le sue scelte se non obbliga tutte le altre a fare la stessa cosa.

Poi però la signora ha cominciato a chiedere alle ragazze che le hanno dato il benvenuto di fare attenzione a non perdere “l’età adatta” per fare un figlio andando dietro cose inutili come la carriera.

A parte che parlare di “carriera” ad una ragazza che ti si presenta con gli shorts e le infradito, al costo di poche centinaia di euro al mese, che sicuramente neppure a loro ancora sono state pagate, è un paradosso. Ma a parte questo, appunto, non è la prima volta che ascolto una cosa del genere. Se esiste una donna che si sente realizzata perché fa figli nessuno gliel’ho impedisce, ma che ogni volta che si incontri una donna del genere quella ti fa una testa così sul valore della vita, con tanta supponenza e quel piglio delicato che hanno certe persone votate ad una missione integralista, mi sembra un po’ troppo.

Se passa il “tempo” che lei reputa adatto a farmi fare figli io non sono mica da buttare via. Se lei ha voglia di identificarsi in una matrona del sacro romano impero sono affari suoi ma non può dire alle ragazze che stanno sprecando il loro tempo perché poi sarà tardi.

Ma tardi per cosa? Perché mai qualcuna di noi dovrebbe avere l’assillo di fare figli, quella che io chiamo la sindrome della madre mancata.

Mentre la signora istruiva le ragazze sul senso della vita, intimando loro di non “perdersi” (come se facessero un lavoro da donne “perdute”), c’era l’unica figlia del clan che la guardava annoiata. Annoiata perché praticamente era nata per fare compagnia a quella donna, annoiata perché a lei veniva detto di “badare ai suoi fratelli”, annoiata perché ha dovuto sopportare che la madre partorisse ancora dopo di lei con la scusa che voleva farle una sorellina.

Perché se una donna sceglie di fare figli e entrambi i genitori (incluso ovviamente il padre) scaricano il lavoro di cura sulla figliola allora c’è da chiedersi se questa ragazzina poi da grande non scapperà via a gambe levate ogni volta che si parlerà di fecondazione.

Una donna moralista, senza dubbio, perciò stasera la vorrò vedere quando sul palcoscenico saliremo noi dell’animazione vestite di quasi niente per accompagnare il numero del capogruppo.

Tra tutti i problemi che stiamo vivendo questa estate ci mancava proprio una specie di suora venuta apposta per riportarci sulla retta via.

Non so perché ma mi è venuta una improvvisa voglia di fare sesso selvaggio. Sesso non riproduttivo. Sesso per il mio piacere e non per rispettare il tempo in cui sono un mammifero fecondo. Non avvertite una strana pulsione anche voi?

NB: Malafemmina, diario di una precaria qualunque, è un personaggio di pura invenzione e un progetto di comunicazione politica. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. 

6 pensieri su “Le precarie e l’età della fecondità”

  1. notavo oggi al supermercato le famigliole girare tra gli scafali e c’è da dire che alcune di queste danno la sensazione di avere il piacere di avere un figlio solo per sentirsi “uguali” in questa società. E’ come se ostentassero il loro “lavoro” ben fatto ( ogni scarrafone). Sarà un impressione, ma davvero mi sembra ci siano famiglie che si formano solo per un affermazione dell’ ego. Solitamente le si riconoscono perchè sono quelle più impegnate ad apparire come una famiglia “normale”. Mi dispiace per quei bambini. Se devo esser sincero trovo anch’io che sarebbe bene tornare alle età di un tempo per la nascita dei figli. Trovo che nascere da genitori giovani sia migliore per un bambino e penso che anche per una mamma ritrovarsi attorno ai 40 anni con un figlio intorno ai 20 anni sia più facile. Poi comunque è vero che impostata com’è la società tutto questo è un utopia oppure un sacrificio troppo gravoso. Di base bisognerebbe fare molto più sesso e senza fini riproduttivi che poi siamo fatti apposta perchè poi… qualcosina di carino faccia capolino….mannaggia

  2. Sotto il piano della scrivania ho una ragguardevole pancia. Io e il mio feto siamo al nono mese. Sono già stufa della retorica della maternità e ancora non sono madre. Come farò quando le matrone paladine della vita cercheranno di discutere con me, con la scusa che abbiamo tanto in comune, siamo madri e per questo dobbiamo capirci?

    1. ahahahahah
      non me lo dire. ci sono passata. spero che oggi le cose vadano meglio. però raccontami. tieni un diario. mandami una mail al giorno per dirmi che succede. perché sono memorie storiche pure quelle e bisogna che qualcun@ ne prenda nota e documenti. 🙂

      1. Se le vuoi ce le ho, e le racconto volentieri. Farlo mi serve tantissimo, anzitutto a non mitizzarmi, e poi a non sentirmi sola e a costruire una memoria storica per mio figlio/mia figlia. (Non so di che sesso sia il mio feto, il suo papà ed io abbiamo preferito lasciargli un po’ di tempo prima di genderizzarlo).

        1. si che voglio. scrivimi e dimmi tutto. ricordami com’è la retorica sulla maternità a subirsela col pancione. 🙂 mettiamo tutto sul blog e ti rileggi quando vuoi. ti fo’ una rubrica apposita, se vuoi. Diario di maternità o una cosa così. abbattoimuri@grrlz.net
          un bacione
          :***

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