Malafemmina

Il divo avariato

Anche questa è stata una giornata faticosa. Con i bimbi sempre pieni d’energia che per fortuna mi aiutano a vedere il lato buono delle cose. Con il tizio che porta il pesce e dimentico dei divieti della direzione e dei rimproveri delle donne armate di capezzoli che è passato e ripassato dall’area piscina regalando puzzo di pesce e residui liquidi a chiunque. Con l’arrivo del vetusto cantante “ospite” per le serate di ferragosto e dintorni che da domani fino al termine del suo ingaggio dovrò gestire io.

L’ho visto, è anche più decrepito di come ricordavo e visto da vicino e senza trucchi e barbatrucchi televisivi ti fa venire voglia di prendere una montagna di spilli per appuntargli la pelle cadente in alcuni rari punti ancora solidi del suo corpo.

Non è un uomo antipatico, anzi, pensavo peggio. E’ stato molto cortese ed è perfino più accomodante della diva. Mi ha lasciato libera per metà della mattina di domani e vuole che il mio incarico inizi dal pranzo in poi. Dunque non devo fargli da segretaria e non ha un manager con il quale devo concordare anche i suoi pasti.

Di lui mi sono fatta subito l’opinione che è una di quelle persone che per quanto abbiano girato il mondo non sono riusciti a scrollarsi di dosso quella montagna di provincialismo che è parte della loro cultura. Mi è sempre sembrato abbastanza patetico e mi sembra patetico che un villaggio vacanze lo ingaggi per un tot di soldi invece di dare opportunità a delle persone più giovani di riempire le serate in modo un po’ più divertente.

Ma la linea del direttore del villaggio è che qui ci sono le famiglie e che dobbiamo essere riferimento di chi ama le tradizioni. Vagli a spiegare che un uomo quasi defunto è semplicemente prossimo al suo funerale e che tenere in vita gli zombies è una cosa un po’ più temeraria dell’affidarsi alle semplici tradizioni.

Significa sfidare la morte e significa anche che dovrò tenere la testa ben lontana dalla bocca dell’artista perchè ha un alito da far spavento a parte le goccioline biancastre che gli colano dalle labbra.

Più che per cantare forse è venuto qui a fare una specie di spettacolo dell’orrore. Ma io per quei soldi in più che mi danno lo sosterrò a costo della vita.

Aggiornamento su quanto è successo ieri: il ragazzo che ha chiesto il suo stipendio e che è stato umiliato in pubblico forse sarà licenziato subito dopo ferragosto. Nelle cucine su questo c’è un silenzio di tomba e quando io ho detto che possiamo dire alla direzione che se licenziano lui ce ne andiamo tutti mi hanno guardata come per dire che sono matta. Le azioni solidali non sono una materia tanto popolare e alla fine il bisogno ti fa stare bloccato lì, fermo, a sperare semplicemente che non sarai tu il prossimo. Non so davvero gli altri ma io sono stanca e non so cosa ma qualcosa farò.

NB: Malafemmina, diario di una precaria qualunque, è un personaggio di pura invenzione e un progetto di comunicazione politica. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. 

2 pensieri su “Il divo avariato”

  1. e quando io ho detto che possiamo dire alla direzione che se licenziano lui ce ne andiamo tutti mi hanno guardata come per dire che sono matta.

    E’ questo il grave della faccenda

    comunque solitamente persone abituate a calcare i palcoscenici da anni sono veramente molto più bravi nel far divertire le persone..poi non so di chi stiamo parlando e magari sono meglio sicuramente i giovani. A parte il fatto della gavetta e delle ossa che ogni artista deve farsi e sul quale non si discute a me piace sentire il “mestiere” dei musicisti e più vecchi sono( rimbambiti no) e più è piacevole lasciarsi trasportare. Viva la Musica e tutti i musicisti…bravi e no.

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