MenoePausa

Le ferite degli uomini

C’era un uomo che io avevo apprezzato e amato nonostante lui pensasse di se’ (lui e non io) che fosse brutto e grasso. In realtà era un cripto/macho che desiderava emulare un modello di mascolinità i cui panni non era in grado di indossare, perché non era bello a sufficienza per farsi perdonare toni da bullo e perché per farsi accettare doveva usare altri strumenti. L’intelligenza, la sensibilità, l’amicizia, il rispetto, la comicità. Tutte cose comprovate ma spesso forme di dissimulazione di stronzaggine che non riusciva a esprimere se non con un veleno acido ostile e stantìo che colpiva poi giusto quelle che lo amavano per ciò che era.

Odiava le donne, quelle ragazze che lo avevano rifiutato e avevano invece scelto stronzi forse pure maneschi. Perciò non riusciva neppure ad essere solidale con le donne che subivano violenza ché pensava in fondo “ben le sta… hai scelto lui e non me…”. In ogni donna vedeva quella che aveva scelto una merda d’uomo invece che lui e non si rendeva conto che lui finiva per diventare merda tanto quanto perchè le forme di violenza che puoi usare sono tante. C’è quella psicologica, di quando fai subire alla tua partner la tua insicurezza e il tuo livore e non è certo di livello inferiore all’altra fisica.

Sicché io gli dicevo “guarda che io sono qui e ti accetto e ti amo per ciò che sei… sei tu che non ti accetti e mi punisci… mi punisci perché vuoi che ti tratti male così sei autorizzato a essere stronzo e vittimista e a continuare a identificarti nel ruolo dell’incompreso cronico… mi punisci perché vuoi che io scelga altro così puoi odiarmi… perché io vada via…”. Ed era vero ma non era l’unica verità.

Mi puniva perché mio malgrado lo rendevo dipendente. Io ero quella che lo amava, lo voleva, lo desiderava. Sentiva il sesso, la passione, non fingevo. Lui era quello che volevo e non era una cosa che sapeva gestire. A me eccitava la sua testa ma anche il suo corpo, il suo calore, le sue mani, la sua bocca, tutto quello che vedevo era per me.

Lo rendevo dipendente perché su me riponeva tutte le illusioni e le speranze. Di me aveva una fottutissima paura perché avrei potuto ferirlo ed era una paura tutta nuova, quella di perdermi, tanto da mandarlo in tilt e procurargli ansia e panico.

Se gli avessi detto di No all’inizio lui era pronto, sapeva come fare e come gestirsi, bastava fare spallucce e dire che io ero l’ennesima stronza che gli capitava, ma così, oh, così era tutto più complesso. Io lo obbligavo a sovraesporsi, con me doveva mostrare la sua fragilità perché se ti regalo l’anima tu mi devi restituire altrettanto e questo lo terrorizzava.

E’ finita che lui ha riapplicato, senza crescere, il suo solito schema, quello all’interno del quale lui si sentiva protetto e che per lui rappresentava una certezza. Io ero troppo, ero una variabile di cui non aveva tenuto conto.

Così è andata. Troppe contraddizioni. Troppe domande e troppa complessità e io non mi accontento delle risposte preconfezionate.

Se hai voglia di leggerti dentro io sono qui. Se invece vuoi continuare a fare finta che nessuna ti capisca e che le donne siano brutte sporche e cattive allora hai scelto solo la via più comoda.

Che dire… parlami invece che insultarmi. Dimmi di più. Di te. Di lei. Non so.

Ps: Vorrei capire perché quando le donne pensano di essere escluse manifestano invidia nei confronti delle altre donne, dello stesso genere, e gli uomini invece manifestano invidia sociale nei confronti dell’altro sesso. E’ una mia impressione o può essere così?

NB: Antonella, Meno&Pausa, è un personaggio di pura invenzione. Spin Off di Malafemmina, precaria un po’ più giovane. L’about di Antonella dice che si tratta di una donna precaria post quarantenne e in pre-menopausa. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.

5 pensieri su “Le ferite degli uomini”

  1. Il mio agiva in questo modo, più o meno.. non si sentiva bello, e mi mortificava di continuo. Mi dava della stupida, incapace, e una volta mi ha chiamata “troia” su un bus stracolmo di gente.. con tanto di occhi indignat* che mi scrutavano. Lui la vittima, io la carnefice. Abusava di me in ogni senso, e arrivava a fare sesso con me anche se non volevo. Diceva di non sopportarmi, perchè avevo attenzioni verso di lui che manco la madre aveva mai avuto.. e diceva che le donne erano tutte uguali. Per lui ero una massaia, che doveva avere sempre il cellulare attaccato all’orecchio e rispondere all’istante, oppure chissà con chi ero a divertirmi.. ero quella a cui aveva già programmato la vita e che, essendo donna, non poteva capire di politica.
    E’ finita. Grazie al Cielo, se un Cielo c’è.

  2. Da L’amore, l’amore di M. Houellebecq:
    “…Moriranno è certo un po’ disincantati,
    senza illusioni liriche;
    praticheranno a fondo l’arte di disprezzarsi,
    sarà meccanico.

    Mi rivolgo a tutti coloro che non sono mai stati amati,
    che non hanno mai saputo piacere;
    mi rivolgo agli assenti del sesso liberato,
    del piacere ordinario.”

  3. Si si, anche per me è come dici. Magari non proprio invidia, o perlomeno io non provo invidia. E’ più un livore o comunque un incazzo generale al genere femminile in toto. Sia chiaro non è che mi comporto a tali modi ma comunque le volte che mi sono trovato ad essere deluso ed incazzato mi sono trovato a far “di tutta l’erba un fascio”. Poi uno deve anche ragionarci su, perchè proprio quando pensi di esser l’ unico al mondo che capisce allora forse è meglio che rivaluti le cose e magari se ci riesci ti confronti con qualcuna o qualcuno che non sia un “mona da bar” pronto a darti ragione per un altro spritz. Che poi in bar a dire che le donne son tutte troie vengono giù anche i muri e rischi di far amicizie all’ istante, o comunque di berti qualcosa in compagnia discorrendo del più e del meno…E’ uno dei limiti di tanti di noi, quello di non riuscire a digerire la merda e restituire fiori al mondo ma di riuscire a restituire solo la merda che abbiamo mangiato, quasi non l’ avessimo assimilata e metabolizzata. Non è mica facile la vita, magri lo fosse quando si è forti si metabolizza, quando si è deboli e provati dagli eventi magari si rischia di restituire merda al mondo e nella maggior parte dei casi la merda la rendi ai cari…ovviamente il meglio è sempre per i cari…è più facile, comdo e sicuro

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