Malafemmina

Su le mani, all together!

Io sto così bene al mini club, perché non ne posso più degli stacchetti canterini per distrarre turisti annoiati, non ne posso più della sigla dell’animazione con tutte le mossette sceme, le parole sceme, le faccine sceme e noi che sembriamo tanto scemi. Vi ricordate la sigla motivazionale del lavoro precario al call center del film “tutta la vita davanti”? Ecco, noi facciamo anche cose così. Sceme, appunto.

Non ne posso più del boss capo animazione che fa la voce da diggei (dj) simpatico. Ne ho abbastanza delle sue battute sempre uguali, del suo repertorio che è identico e dura una settimana. Via i vecchi ospiti, benvenuto ai nuovi e si riparte con il copione. Ne ho abbastanza di fare la valletta idiota per quei giochi idioti in cui il diggei dice “su le mani” e tutti a mani in su, “su i piedi” e tutti a piedi in su, say ohohhhh, ohohhhh, all together, “faccia a scemo” e tutti a fare facce, “culo in aria” e tutti a… avete capito. “Rutto libero” e il rutto invase il teatrino. E magari si trattasse di esortazioni tanto esilaranti, invece è tutto così simile al ballo del qua qua. Come insegnare alle masse a muoversi all together senza fiatare, tutti di qua o tutti di là, e loro interpretano il copione e ridono, come tanti deficienti, senza chiedersi che accidenti stanno facendo.

Ne ho abbastanza di parrucche e abiti di scena che mi fanno sembrare un po’ tamarra o zoccola a seconda delle circostanze. Ne ho abbastanza di questi ospiti villeggianti che ridono per sciocchezze e poi fanno a gara per primeggiare in giochi da dementi e pensano di essere protagonisti perché il capoanimazione diggei gli ha detto che hanno ruttato benissimo.

Io sto magnificamente al mini club, con i bambini. Più in generale diciamo che sto bene facendo cose intelligenti. Ho proposto che almeno per una sera al villaggio si possa avere la possibilità di assistere ad una proiezione. Mi hanno detto che c’è un problema di diritti cinematografici e licenze e non ho capito che altro.

Allora ho proposto di immaginare una cosa tipo teatro dell’oppresso. Non ne so molto ma qualcuno degli animatori invece si e diceva che basta immaginare una storia e poi affidarsi all’improvvisazione del pubblico. Se servono canovacci io posso inventarne quanti ne vogliono. E invece no, perché a quanto pare il pubblico è scemo e l’intrattenimento deve essere più scemo e alla fine ci daranno il premio della scemenza.

Per fortuna ci sono i bambini. Altrimenti starei già pensando di procurarmi una chiave. Per evadere da questo posto.

NB: Malafemmina, diario di una precaria qualunque, è un personaggio di pura invenzione e un progetto di comunicazione politica. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. 

Un pensiero riguardo “Su le mani, all together!”

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