Malafemmina

Lavoro in un villaggio vacanze. Il mio alloggio è un loculo!

No, non mi danno lo stipendio che mi devono. Però mi consentono di comprare a credito in ogni luogo del villaggio. Come dire che posso spendere per arricchirli, così alla fine mi consegnano in mano la rimanenza di quello che mi hanno fregato mentre io non tenevo il conto di quanto spendevo.

Bella storia. E io sono abbastanza arrabbiata perchè non ho intenzione di contrattare per restare qui un giorno in più oltre la scadenza del contratto, perchè voglio tornare a casa mia, dai miei amici, con le mie precarietà, le mie occasioni precarie di lavoro faticoso ma che poi mi permette, la sera, di tornare a dormire dove ci sono le mie cose e non in un loculo che mi sta togliendo il poco ossigeno che mi resta.

Da un paio di notti dormo con Pleasure e già mi cambia la vita. Lui ha una cavolo di finestra. Una fottutissima finestra che io non ho. Lui può vedere sorgere il sole e può lasciarsi illuminare dalla luce della luna (o del faro che sta nel vicolo ma lasciatemi licenza poetica…).

Perchè a me questo non deve essere permesso? Perchè io devo dormire nei sotteranei, nelle cantine dell’hotel? Perchè devo patire il freddo (per l’umido) d’estate? Perchè?

Io lavoro, mi faccio un culo così per tutto il giorno e il villaggio vacanze mi ha detto che mi paga 800 euro mensili + vitto e alloggio.

E + significa +. Più non significa – (meno).

Significa che mi danno uno stipendio inferiore a ciò che mi dovrebbero perchè in cambio mi danno vitto e alloggio dunque io voglio il vitto e voglio un fottutissimo alloggio. E il loculo non è un alloggio. E’ solo un loculo.

E’ un posto dove mi sto ammalando e alla mia età i reumatismi vorrei proprio evitarli.

Giuro che se non mi capitava di dormire fuori queste notti non mi sarei resa conto della differenza. Ora torno nel loculo, per venire a cambiarmi e a fare pipì, e mi rendo conto di quanto sia chiuso l’ambiente, di quanto sia insalubre, del livello di umidità, delle pareti sporche, del puzzo di chiuso, dell’assenza totale di luce.

Lavoro in un villaggio turistico e poi dormo in una cripta. Facevo prima a lavorare in miniera almeno forse avrei guadagnato di più.

Scusate la rabbia, lo sfogo, ma sono un po’ fuori di me perchè la vita mi fa ricordare della vita, la passione risveglia passione e sono bastate alcune ore con Pleasure per farmi tornare in mente cosa sono e quanto poco io possa tollerare tutto questo. Io sono viva e voglio vivere. Che ci faccio qui?

Soprattutto ora che anche il mio piccolo portatile sta dando i numeri e non mi permette di fare quasi niente?

E se penso che tra qualche giorno anche Pleasure riparte e io rimarrò qui, senza portatile efficiente, circondata da balordi e sfruttatori, sola e fuori dal mondo e puzzolente della puzza del mio loculo, non so cosa farò.

Resterò. Lotterò. Mi servono i soldi. Non tornerò indietro a chiedere i soldi dell’affitto alla mamma e al papà. Non voglio.

Ma credetemi se vi dico che è tutto così faticoso…

NB: Malafemmina, diario di una precaria qualunque, è un personaggio di pura invenzione e un progetto di comunicazione politica. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. 

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