Malafemmina

Traballare sfilando e le prove dei sensi

Siamo a venerdì e i ritmi di questo villaggio vacanze sono scanditi dagli arrivi e dalle partenze degli ospiti. I preparativi per la grande sfilata delle aspiranti miss bellezza del villaggio fervono.

Mi hanno parlato di alcune prove da sostenere. Ci sarà la prova della maglietta bagnata, quella bikini, quella di “intelligenza” (ah ah… che vuoi che gli freghi a questi qui dell’intelligenza delle donne), quella “artistica”.

Puoi fare tutto, metterti a testa in giù, mangiare un intero maiale a colazione, strabiliarli con un rutto stratosferico, purché tu sia seminuda, con le poppe che hanno fatto un patto con la forza di gravità e il culo che deve stare ben centrato e levigato perché, mi dicono, “non deve traballare quando cammini”.

Perciò ho deciso che in questi giorni andrò in giro saltellando così avrò modo di farmi traballare tutto il traballabile chè a me le cose marmoree mi danno sui nervi. Voglio dire che se non fossi un essere umano sarei un manichino o una statua ma aspirare ad essere una statua quando sei un essere umano non la trovo una cosa così lungimirante.

Vuoi mettere quanto è meglio essere morbide e flessuose e avere un po’ di carne addosso?

Quelli che fanno parte della cosiddetta commissione che seleziona le miss sono persone di vario genere. Ce ne sono due inguardabili, con la panza, uno è senza capelli, con le orecchie a sventola, l’altro ha i peli persino nei piedi, una espressione da porco, parla sibilando, squallidi, viscidi, laidi.

Se penso che questa gente si permetterà di giudicare il corpo di una adolescente in cerca di gloria temporanea mi viene il voltastomaco ma d’altro canto queste ragazzine sono cresciute pensando che l’emancipazione passi attraverso gare come questa e se anche io mi opponessi non so quanto consenso troverei.

Però ho proposto al gruppo animazione di fare un mini show di parodia delle sfilate, in cui ragazze e ragazzi interpreteranno la parte di chi sfila e di chi giudica. Per fare ridere. Per fare satira. L’idea è piaciuta, speriamo che nel metterla in atto non dimentichino perché lo facciamo.

Oggi è un mese esatto che sono qui e ancora non ho visto un soldo. Ho ancora una riserva di monete che mi sono portata dalla città per le emergenze e non ho speso quasi niente a parte qualcosa per la crema solare dato che sto tutto il giorno al sole.

L’agenzia per la quale ho lavorato nei mesi precedenti non mi ha mai chiamato e mi deve ancora tanti soldi. L’unica che dalla città mi ha richiamato, a parte i miei genitori e qualche amico/a, è la collega rumena del mio lavoro al bar. Dice che da quando non ci sono io tutto è più triste e che per sostituirmi il boss ha preso un’altra ragazza straniera, arrabbiata, insoddisfatta, con una laurea che in Italia non vale niente e con una scarsa predisposizione ai rapporti sociali. Praticamente non scambia una parola con nessuno. Lavora e basta. E io spero che non sia realmente così e che si tratti di una proiezione della mia collega. Un modo per lusingarmi.

Però, in tutto ciò, c’è che le mie tante precarietà e i miei casini mi mancano e da qualche giorno mi manca anche qualcuno dei miei amanti. Comincio ad avere qualche esigenza. Anche se qui non c’è molto da scegliere.

Mi guarderò attorno e vi informerò sull’andamento dell’inchiesta.

Gli uomini hanno istituzionalizzato la loro ricerca di donne scopabili. Persino quando fanno le sfilate per godere della vista di altri uomini li immaginano come loro vorrebbero essere e non come potrebbero piacere a noi. Fanno tutto e il contrario di tutto.

Io inventerò un test per capire chi può essere adatto a me. Un test che mette alla prova l’intelligenza, l’eros, i sensi, la sensualità, perché di uomini privi di sensualità non so che farmene. Comincerò a valutarli a partire dal pranzo.

Sapete che il modo in cui un uomo gusta una pietanza potrebbe corrispondere al modo in cui gusterà voi?

Lo so che sono sciocchezze da riviste femminili (che qui vanno a ruba) ma qui sono al limite dell’esaurimento (della pazienza innanzitutto). Lasciatemi licenza di dire un po’ di castronerie. Vi faccio sapere se le prove tecniche dei sensi funzionano oppure no. (Poi mi rivendo il manuale semiserio con relative prove e fallimenti!)  🙂

NB: Malafemmina, diario di una precaria qualunque, è un personaggio di pura invenzione e un progetto di comunicazione politica. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. 

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