MenoePausa

E’ stato un incidente…

Vorrei piegare la mia pelle e riporla in un cassetto. Vorrei accarezzare le ossa, povere ossa stanche. Ho il femore più sexy della terra e il menisco consumato dalla corsa.

Io corro tanto. Corro sempre. Corro ogni giorno da che sono nata. Corro anche quando  dovrei camminare. Correvo, oggi, per raggiungere un’amica che aveva avuto un incidente d’auto.

“Ma dove sei?” In cima alla via X. E mi precipito. Poi la vedo, in ospedale, quei criminali che non vedono le biciclette e chi ci rema sopra. E me la bacio e me l’abbraccio. Poi vuole che le porto un buon giornale. Liberazione ha chiuso, che mannaggia, Il Manifesto che due palle, L’Unità manco a parlarne, il Corriere della Serva e La RePubica non se ne parla, e quegli altri non sono da citare. Ho capito, amica mia, ‘azzo ti compro? Mica vorrai un fumetto?

Ma si, certo, meglio un fumetto. Voglio una cosa fantasy un po’ fantascientifica, un po’ da donna in gamba, che sconfigge la banalità del male. E credo non esista un fumetto così o io non lo conosco. Bisogna che mi informi. Ma tu lo sai, si, che a malapena c’è l’edicolante con l’occhio torvo che se mi vede mi si punta sulle tette e poi insiste a dire che dovrei prendere la rivista di gossip?

Credo che ti racconterò una storia. Meglio del fumetto. Ci metto streghe e cavalieri per il fantasy, poi un’astronave strana per la fantascienza, una protagonista cyberpunk un po’ hacker con le controvaie vestita da gran dama e così facciamo pure una riproduzione da steampunk. Ti faccio tutto io e poi ci metto sullo sfondo philip k. dick e le pecore elettriche o quello stravagante di ubik con la porta apribile a pagamento.

Niente di simile alle serie televisive del momento, per quanto adoro vampiresse sconce, ché quelle allupate e vergini alla twilight mi fanno senso, e poi mi piacciono le dottoresse strambe e le eroine che sanno mosse e contromosse di karate.

Ma, tipo, se racconto della titolare della merceria vicino casa che ricaccia la bambina rom perché le sporca il marciapiede davanti la vetrina del negozio? O se ti dico di quel Philip che viene dal Senegal e mi offre sempre un gesto d’attenzione mentre al freddo e al gelo resta a vendere fazzoletti e ombrelli e guanti all’angolo di quella piazza? E se ti racconto di una umanità che neppure riusciamo più a vedere e che se ci fermiamo è pura poesia?

Amica mia, ma il tizio che t’ha investito che cos’era? Umano? Alieno? Di che odore?

Egli puzzava, dice. Egli non frenava, dice. Egli era stronzo, infine.

L’interrogo. E cioè?

Un operaio, povero, aveva fretta di accompagnare il figlio a scuola e poi doveva andare a lavorare. Come si fa a sputare addosso a uno che se ti investe a momenti si suicida perché teme lo licenzino?

NB: Antonella, Meno&Pausa, è un personaggio di pura invenzione. Spin Off di Malafemmina, precaria un po’ più giovane. L’about di Antonella dice che si tratta di una donna precaria post quarantenne e in pre-menopausa. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.

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