Volevo dire, tra una telefonata erotica ed un’altra, che stamane ho ricominciato a fare da badante alla piccina. L’ho ritrovata accomodata sulla sua poltrona, dito incollato al telecomando, volto grinzoso ma curato, ché la figliola l’ha trattata bene anche se non sembra l’abbia fatta spostare un metro da quella posizione.
Le ho raccontato delle mie vacanze, e si fa per dire, in quella trappola di negozio dove ho impacchettato regali per pochi euro che non mi sono stati ancora corrisposti. Dirle che c’era gente che comprava gran sciocchezze l’ha fatta ridere, tant’è che le ho messo in ridicolo ogni cosa, per distoglierla da quella scatola televisiva.
Poi l’ho richiamata all’avventura, a camminare fino alla finestra e infine l’ho appoggiata al letto per il riposo dopo pranzo. Non ha ingoiato bene un morso, ad un certo punto, e le ho visto scivolare una schifezza dalla bocca. L’ho ripulita, accarezzata, e mi ha preso la mano, come fosse figlia mia. Una bambina di ottant’anni e passa.
Sul corpo le ho trovato qualche piaga da decupito, o dovrei dire da poltrona, e quella figlia mi ha lasciato creme da spalmare e parole da dire e guarigioni da sperare.
La bimba ha quella pelle fragile, di una che potrebbe essere piegata in origami. E’ trasparente. Ha il sangue in superficie. Le rughe illimitate. Ma quanto è bella quella donna. Quanto è perfetta nella sua vecchiaia.
Chissà che mani, quanta storia, quanta vita è passata su quel corpo. Quanta carne l’ha attraversata e quanta ancora l’ha mutilata. Chissà quali ferite ha subìto o inflitto. Chissà che donna è stata e che donna è adesso. Inoffensiva, inerme, silenziosa, spenta. E la vorrei piuttosto incattivita, brutale e acida. La vorrei ansimante o paranoica. La vorrei imperfetta e sporca. Invece è una bambola di pezza cui viene data una spolverata giorno e notte ché non si possa dire che non sia tenuta bene.
Ennesima telefonata: lui ha voglia di sentire cose forti. Mi chiedo: a quale età io smetterò di avere un buon orgasmo? Di che pelle sopravviverò? Qualunque cosa accada, chiunque tu sia a capitarmi intorno, toccami sempre, tienimi le mani addosso, voglio calore, tenerezza e vita.
Il tizio che mi chiama saprà mai che ciò che vendo a lui è niente?
Hai bei capelli, ho detto alla mia bimba. Ad occhi chiusi. Sorridi e dormi bene.
NB: Antonella, Meno&Pausa, è un personaggio di pura invenzione. Spin Off di Malafemmina, precaria un po’ più giovane. L’about di Antonella dice che si tratta di una donna precaria post quarantenne e in pre-menopausa. Ha le caldane e cerca ventilatori, anche umani. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.
grazie
di niente cara 🙂
dolcissima , quasi quasi da emozione 🙂 un abbraccio anche alla bimba