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Dell’Otto Marzo ovvero di Santa Donna Madre Moglie Italiana Martire

8marzoqueer

E insomma oggi è l’otto marzo. L’augurio l’ha fatto al mondo intero Meno&Pausa QUI.

A me non resta che fare considerazioni semiserie su dove va a parare il mondo. Ad una presentazione del libro di Loredana Lipperini mi sembrava già una festa perché si parlava di cose veramente belle. E le mamme che sono più d’una, e le donne che sono più d’una, e le persone tutte che venivano narrate secondo un punto di vista attento alle complessità e si capisce così che tanti conflitti nascono perché ci sono posizioni assolutiste che universalizzano pareri soggettivi.

Cioè: a me non interessa se tu oggi pensi che la donna sia quella eteronormata, afflitta, bistrattata, santissima alla nascita, che va celebrata come fosse Dea indiscussa, stretta in ruoli dicotomici, santa o puttana dove per puttana si intende quella che lo fa per scelta perchè più in generale si conclude che siam tutte vittime. E perciò questa giornata condisce di folklore anche gli eventi chiamati a ricordare stragi, con le croci e le scarpe e i nomi delle martiri, a rendere meno laica una cosa che invece va ragionata più che laicamente, a iniziare percorsi di canonizzazione collettiva che passano dalla singola vittima e finiscono per riguardare pure me, ché se martirizzi l’esser donna all’otto marzo hai così deciso di santificare un genere e la giornata in se’ diventa come una delle tante celebrazioni di sante, Santa Donna, ovviamente meglio se etero, con utero, madre, moglie e giacché stiamo in questo tempo abbastanza reazionario, anche italiana.

Dunque l’otto marzo è diventato: Santa Donna Madre Moglie Italiana Martire.

Ma in ogni caso, dicevo, a me non interessa se per te è così. Il punto chiave della faccenda è che questa generalizzazione del che cos’è per te esser donna mi stritola, mi schiaccia, perché mi include mio malgrado e io devo continuamente andare giù di smarcature.

Hai presente quando una dice sempre: “le donne sono così” e “le donne son cosà” e “noi donne etc etc”. Se c’è chi ha un difetto visivo e quando si guarda allo specchio vede doppio o triplo, non è mica colpa mia. Se c’è chi parla per stereotipi di come vede il proprio mondo e quando ne parla pretende di rappresentare pure me, sarà mica mia responsabilità?

Io non ho mai detto “Noi donne”. Se parlo lo faccio a nome mio o ti do voce e ti faccio dire chi sei e che cosa vuoi. Ma, come dicevo,  è difficile riuscire a chiacchierare, come s’è fatto ieri sera, andando oltre questa universalizzazione delle scelte personali finendo per naturalizzare i desideri e dunque per normare le abitudini e le vite di ciascuna.

Per dire: a me ‘sta festa dice molto poco. Se è un giorno di lotta io lotto tutto l’anno. Se è una celebrazione io non ho nulla da celebrare e se è un giorno che semplifica, banalizza, universalizza, naturalizza, dimensioni dell’esser donna personali di certo non può riguardarmi.

Ma poi vorrei anche dire che questa giornata ha poco senso perché ci fosse una festa dell’uomo avremmo credo un sacco da ridire, ma potrebbe esserci una festa della trans o una festa della lesbica o del gay o della persona e basta, perché non ho davvero mai capito che c’è da festeggiare circa la mia donnità.

E’ il giorno in cui i grossi quotidiani tirano fuori cifre e narrazioni secondo cui LA donna sarebbe monnezza per l’umanità. Giorno in cui si chiacchiera di cose che normalmente dovrebbero essere sottratte alla dimensione del martirio.

Vittime di violenza, con numeri elencati per spiegare che il danno resta il maschio, sicché abbattuto lui siamo tutte più felici e sicure, con quelle che si beano del titolo al martirio e altre che alimentano paure per avere più controllo e unire dove ci sono divisioni. Perché, così si dice, se siamo martiri e il cattivo è il maschio, siam noi che dobbiamo stare strette e formare un esercito con capitane che ci indicano la via. Pazienza se la via poi è quella di arrivare al voto o di legittimare la Fornero. Pazienza perché la donna è santa in quanto donna e non ci sono cazzi e basta.

Certo, forse sono meglio le messe a celebrare le martiri che le atroci rappresentazioni della donna che esce da sola un giorno all’anno per andare a vedere un maschio seminudo e muscoloso con il pacco in vista in qualche locale per sole donne. Però a pensarci bene comincio a provare un pizzico di stima in più per loro perché almeno ambiscono ad una sorta di metaforica trombata, si toccheranno, spero, anche se sarebbe bello lo facessero per tutto l’anno. Invece le altre sono in processione e mancano i ceri alle Madonne e poi la commemorazione ci sta tutta e dunque da Santa Madre etc Martire passiamo a Santa Donna Morta.

Vorrei dirvi una cosa che mi viene dal cuore: se vi riesce oggi, godete, da sole, in compagnia, tutti e tutte assieme, come vi pare, e che si celebrino corpi, pensieri e cose vive per favore.

Mi piacciono piuttosto le iniziative in cui s’approfitta della giornata per dare solidarietà in qualche direzione, altre donne in lotta, autodeterminate, e capita in alcune città, credo. Ma per il resto, davvero, che tristezza.

E no, non regalatemi mimose. Il giallo non mi dona.

Buona giornata di lotta a tutti e tutte, se così deve essere. Ma proprio tutti e tutte. Sempre.

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Comments

  1. Credo che l’8 marzo abbia un senso come giornata storica, di memoria delle lotte, dei percorsi.. Come dovrebbe essere e come nessuno dice, tutti a straparlare di ‘sta benedetta fabbrica Cotton che non è mai esistita! In quel senso mi piace: una giornata della memoria, che non commemora morti ma esalta un percorso di lotta ancora esistente, al di là delle banalizzazioni!
    Queste mi annoiano un mondo e in questa giornata benvenuta nuova dicotomia! “Ecco a voi che sfila in passerella: la donna scema! Va fuori con le amiche l’8 marzo e poi a vedere gli spogliarelli e poi a ubriacarsi! Dall’altro lato signori e signore: la donna informata e impegnata! Prende questo giorno come occasione di riflessione e cazzia tutte le donne sceme credendosi molto superiore!”
    Ma non si potrebbe riflettere tutto l’anno? E anche vedere spogliarelli tutto l’anno se mi gira il belino di farlo?? Pensate e spogliatevi gente! E fatelo in abbondanza!!!!

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  1. […] Dell’Otto Marzo ovvero di Santa Donna Madre Moglie Italiana Martire. […]

  2. […] l’ordine “naturale” delle cose. Le madri sono tutte sante, martiri, i padri sono orchi, cattivi, egoisti, criminali. Quando le madri parlano davanti ai figli dei […]

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