La verità è che certe mattine mi guardo allo specchio e penso di essere talmente brutta e consumata da non riuscire neppure a immaginare di avere qualche possibilità per il mio futuro.
La verità è che provo a farmi coraggio ma lo so da me che il mio domani non esiste perché non c’è un domani per quelle come me. Allora devo adeguarmi a quello che non ho e devo farmelo bastare. Devo lasciar stare i sogni di realizzazione perché me li hanno frantumati contro mille delusioni. Devo accontentarmi di essere quella che sono, una che non ha più tempo e che non può immaginare che domani sarà diverso.
Il mio domani è oggi. Oggi che ho più di quarant’anni e sono qui precaria e senza alcuna forma di stabilità. Oggi che continuo a tenermi stretta l’ironia e che per quanto io sia triste non riesco a non ridere di me.
Mi guardo e rido perché sono una come tante, perché sono una montagna di forza che convive bene con la propria mediocrità, perché ho superato quella fase in cui l’inferno incombe perché ti devi fare bastare il niente e non hai più tempo per aspirare al tutto.
Ho superato il momento in cui mi mancava il respiro e c’è molto poco che può farmi male perché il male che mi è stato fatto è talmente tanto e tale che nulla può più sorprendermi.
Che dici? Se va tutto bene? Certo che si. E’ quello che ti sto dicendo. Va tutto a meraviglia. Io sono viva, ho emozioni vere e ho consapevolezze che a vent’anni mi sognavo. Ho una parete intera di esperienza che mi serve a farmi scudo quando c’è bisogno. Ho la mia vita tra le mani e c’è che qualche volta io la voglio sentire.
E’ difficile parlare di se’ sapendo di non voler dare l’idea della perfezione. Sono una troppo accaldata per poter immaginare una vita al freddo. Ho tutto caldo, le paure, i sogni, fino ai pensieri. Mi serve vento. Mi serve un soffio. Mi serve qualcosa che mi faccia partire, come la fiamma che stenta a decollare, come il fuoco che non riesce a riprodursi. Mi serve un ventaglio che lo possa alimentare. Aria, ché di idee e corpo ce n’è a sufficienza. Mi serve tutto, o forse, è solo, che mi servi tu.
NB: Antonella, Meno&Pausa, è un personaggio di pura invenzione. Spin Off di Malafemmina, precaria un po’ più giovane. L’about di Antonella dice che si tratta di una donna precaria post quarantenne e in pre-menopausa. Ha le caldane e cerca ventilatori, anche umani. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.