Antiautoritarismo, Critica femminista, Femministese, R-Esistenze

Snoq e donne del Pd: inibitrici di movimenti femministi e stabilizzatrici di sistema

530892_559103254108613_1826868331_n

Quando qualcun@, assieme a me, porgerà al Pd o a Snoq la critica rispetto alla loro funzione di “stabilizzazione” di sistema e di inibizione e addomesticamento delle donne che lottano per i propri diritti, al punto da strumentalizzare, fagocitare, saccheggiare, escludere, criminalizzare contenuti e lotte di femminismi che non declinano il verbo secondo la loro unica e noiosa versione, avrà tutto il mio rispetto.

Sono tanto brave, adesso, a fare like e condividi rilevando le critiche rivolte al M5S. Fingono perfino di essere antagoniste, alcune, mentre sostengono che le rivolte sociali andrebbero fatte dal basso. Ma noi sappiamo bene quanto le battaglie dei femminismi siano strumentalizzate e anestetizzate da gente che di democrazia ne conosce zero.

Ditemi, voi, parlo con voi tutte che dite di parlare a nome delle “donne”, massa indistinta che se non è d’accordo con voi non è meritevole di stima e attenzione, ché anzi merita censura e stigmi negativi, e ditemi, dunque:

– chi ha deciso che le “donne” vogliono lavoro flessibile, insicuro, e conciliazione?

– chi ha deciso che la lotta prioritaria per le donne non debba essere il reddito e il lavoro?

– chi ha deciso quali sono le soluzioni e le parole d’ordine, l’agenda politica rispetto a temi che a noi interessano, incluso quello della lotta contro la violenza sulle donne?

Nel 2007 proponevano, ‘ste donne di partito, norme securitarie e facevano comunella con Carfagna, Mussolini e Prestigiacomo mentre noi per strada manifestavamo per dire che non volevamo aggravanti e politiche che criminalizzavano gli stranieri. Tentarono di cavalcare quella manifestazione. Si presentarono le donne del Pd, ministre e non, e dato che non poterono prendere il palco di La7 per rappresentare le ragioni di una folla di 150.000 donne dissero che quelle che vollero impedire quello scippo di rappresentazione erano state violente, vandale e buzzurre. Perché quel che non possono fagocitare e strumentalizzare lo criminalizzano e lo escludono. Funziona così.

Poi, giacché le donne dei movimenti e dei collettivi non volevano saperne di lasciarsi strumentalizzare, fecero la loro brava performance bipartisan, cgil, pd, donne dell’ormai defunto partito di Fini si unirono a fare Se Non Ora Quando e scipparono pratiche e contenuti sulle lotte antisessiste, le normalizzarono, le fecero diventare robetta da niente condita di patriottismi, celebrazioni con le bandiere italiane a festeggiare i 150 anni di unità della madrepatria, scrissero che le “italiane” erano il loro target, italiane e “madri” che avrebbero dovuto adottare tutto il paese per farlo “rinascere” e cominciarono a fare casino per dare una mano al partito a spodestare Berlusconi a partire da questioni che ai collettivi femministi non gliene poteva fregare di meno: la dignità e il corpo delle donne come fosse sacro, ché ti dovevi vergognare ad andare ad una manifestazione a culo scoperto perché sennò ti guardavano male, la differenza tra donne perbene e donne permale, e troie di là e zoccole di qua, e l’urlo di orgoglioso professionismo delle burocrati di partito del pd che sbandieravano indisponibilità di ciccia verso l’allora presidente del consiglio, e tutte a dire bene, brava e bis a quella Bindi che l’anno prima, ministro della famiglia, aveva detto ai gay, alle lesbiche e alle trans che si potevano sognare le unioni omosessuali perché lei suora è e suora fedele al Vaticano rimane, e di normalizzazione in normalizzazione hanno finito per determinare un totale cambiamento di rotta delle lotte femministe al punto che ci siamo infine scazzate tra di noi.

E sapete su cosa avviene lo scazzo? Sul fatto che ci sono le ronde antisessiste che ora vanno alla ricerca di culi esposti da coprire per moraleggiare il pianeta intero e quelle che quei culi li vogliono scoprire in #bodyliberationfront, senza dover calare lo sguardo al passaggio di una ex onorevole Bongiorno e di altre, tipo le attrici che, negli spottini della Comencini, fanno finta di essere precarie quando sappiamo bene che non lo sono e non lo sono affatto.

Avviene, ‘sto scazzo, su fatti piuttosto concreti, tipo la manifestazione torinese di Snoq con la ministra Fornero che dà delle antidemocratiche alle donne di un collettivo femminista che le ricordano che senza lavoro, senza reddito, per una donna, come per qualunque altra persona, non c’è libertà, non c’è futuro, e tutto ciò mentre in quella sede si fingeva di parlare di emancipazione dal bisogno di donne dipendenti che spesso restavano costrette in situazioni di violenza.

Insomma, ‘ste femmine potenti hanno i media, quelli grossi, hanno Repubblica, hanno le megaorganizzazioni di finti incontri nazionali femministi in cui intruppano tutte per poi chiedere espressamente che si impegnino nella questione della “rappresentanza”. E la Rappresentanza delle donne nelle elezioni è stata il frame di tutti questi appuntamenti di avvicinamento fino al momento in cui, perfino all’ennesimo chissenefrega da parte di collettivi femministi, dissero che il vota donna era una cosa lì da farsi e tra un esorcismo e una redenzione alle femmine che non volevano saperne e la strumentalizzazione perfino di una manifestazione internazionale come One Billion Rising, dove ballarono sui cadaveri delle donne uccise pur di portare avanti la loro campagna elettorale, hanno consumato e rotto le scatole in ogni mailing list, ogni pagina facebook, ogni angolo di mondo per imporre un voto che andava nella loro direzione.

In poco più di 5 anni hanno preso il movimento femminista e lo hanno massacrato per farlo diventare il megafono delle istanze del Pd.

Non c’è nessun@ che vuole fare una analisi seria su questo? Che voglia indagare le responsabilità politiche che ne derivano? Che voglia ragionare sul fatto che oramai in Italia la parola “femminismo” significa aggravanti di reato, moralismo e censura? Qualcun@ vuole andare a verificare perché mai invece che fare lotte interconnesse tra persone – e non entro un unico genere – siamo ancora qui a romperci le ovaie con ‘ste bacucche che evocano il femminismo storico per darsi patentini di credibilità mentre ci fottono lotte presenti e future? A voi interessa? O state seguendo il Pd anche nell’opera di demonizzazione del loro nuovo rivale che dopo Berlusconi è diventato Grillo?

Perché quello che siete per le donne del Pd è solo branco, truppa cammellata da portare in piazza contro tizio e caio e sempronio, a sostegno e legittimazione di donne reazionarie che definirle femministe è veramente una stronzata, a totale discredito di ogni parvenza di pensiero libertario che ancora c’è rimasto. E quello che ora faranno, già si capisce dai toni delle discussioni avvelenate di questi giorni, è di aizzarvi contro il demonio di circostanza del momento. Rabbiose, cagne, mi raccomando. Ringhiate e accorrete numerose a sbranare il nemico di Bersani mentre Repubblica sforna gossip e prima o poi, vedrete, beccherà qualcosa di “immorale” anche nella vita di un Grillo qualunque.

Quando e se vorrete parlarne io sono qui. Buona giornata!

Leggi anche:

Partiti inibitori di movimenti e stabilizzatori di sistema

E se tutto quel che vedi è che sono donne invece che persone

Io non sono Donna: sono parte di un tutto (il cervello è mio e lo gestisco io!)

Vota Donna? Maddechè? Piuttosto vota trans-femminista!

Contro le Quote Rosa

Sul femminicidio: l’antiviolenza che fa da megafono istituzionale

La guerra contro le sex workers in Italia

Una alleanza infame tra femministe, polizia e conservatori danneggia le donne in nome della difesa dei loro diritti

Danza contro la violenza: la lingua del padrone

La trasversalità di One Billion Rising: una occasione sprecata?

One Billion Rising: candidati/e strumentalizzano la lotta contro la violenza sulle donne! 

One Billion Rising: le prostitute non ballano

Sul Flash Mob di Snoq, ovvero sull’antitesi della nostra lotta politica

Le candidate alle elezioni che speculano sulla violenza sulle donne

A proposito del Violence Against Women Act USA

One Billion Rising: la campagna antiviolenza eteronormata!

3 pensieri riguardo “Snoq e donne del Pd: inibitrici di movimenti femministi e stabilizzatrici di sistema”

  1. Io concordo sul fatto il PD ha in parte egemonizzato l’esperienza SNOQ e ne ha fatto qualcosa di peggio. Ma avendola vissuta in prima persona (mea culpa!!!) credo si debba fare attenzione a distinguere, come nel caso del M5S (visto che il titolo rimanda non poco all’articolo dei Wu Ming sul movimento) tra direzione e “manovalanza”. C’è non poco movimento e scazzo in tanti circoli territoriali, nel gruppo SNOQ che ho frequentato io c’erano tante donne combattive, antifasciste, pro choice, critiche nei confronti dell’assenza completa delle sex workers dal “programma” Snoq, che però avevano trovato in questa esperienza un’occasione di incontrarsi, confrontarsi e fare comunità in una zona non carente, carentissima da quel punto di vista.

    1. Sono perfettamente d’accordo. Personalmente ho sempre distinto tra vertice e base. Il punto è dove sta la base? Se è la stessa base che odia accentramenti di potere e poi fa stabilire l’agenda politica al gruppo che dirige il nazionale per me è contraddittorio. 🙂

      1. in realtà penso, per la mia esperienza, che quindi è per definizione non universale, che sia molto difficile identificare “una base”.. Essendo un movimento che si è organizzato in modo territoriale risente molto di questa differenziazione. E quindi io ho trovato un tipo di organizzazione nei gruppi delle grandi città, più vicina alle istituzioni, più costretta da regole, che nei gruppi in realtà politicamente e culturalmente più “depressi” (anche se è una parola che non mi piace tanto). Soprattutto in queste zone SNOQ ha dato l’opportunità e la spinta (anche grazie al fattore mediatico) a donne e uomini di aggregarsi per aprire discorsi diversi, nuovi. Ed è credo soprattutto in queste zone, dove i centri antiviolenza non esistono o quasi, dove la partecipazione politica è ridotta all’osso che si è sviluppata la realtà più bella e articolata e spesso è una realtà che lavora sul territorio in modo completamente indipendente dal Nazionale e anche a volte in diretto contrasto. Se vuoi magari la contraddizione sta nell’usare la fama del movimento per portare avanti dei discorsi che poco hanno a che vedere, con il risultato che si contribuisce a far crescere ancora di più quel movimento, un po’ con una logica a volte di fine che giustifica i mezzi. Ma se così facendo riesci ad avvicinare realtà che altrimenti non avresti mai toccato, riesci ad ottenere un centro antiviolenza, personale qualificato o di aprire un discorso sulla prostituzione o sulle transessuali che altrimenti è come se non esistessero (ci sono ma non si dice), forse allora ne vale la pena.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.