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Gramsci, M5S e le critiche intellettualmente disoneste dei compagni

Un intervento esterno al blog a proposito di una citazione che continua ad essere condivisa – soprattutto su facebook – tra compagni e compagne per fare analogie tra quello che diceva Gramsci svariate decine di anni fa e quello che succede oggi con il Movimento Cinque Stelle. Buona lettura!

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di Jones

“Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri.
Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato”

Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 26 aprile 1921

Ora, dico io, che cazzo c’entra questa citazione con un movimento che non ha dato fuoco a sedi di partito, non ha menato, ucciso, randellato, somministrato l’olio di ricino a nessuno, non ha dovuto fare annosi dibattiti su quote rosa per candidare una maggioranza di donne; un movimento che tra le sue file ha il più alto numero di giovani uomini e donne, precari, disoccupati e casalinghe. Certo in mezzo ci sono ingenui, sognatori, sempliciotti, e c’è sicuramente un problema di regole interne che andrà discusso e posto su basi diverse da quanto avvenuto finora (come se i “nostri” luoghi della politica non ne avessero).

Ma sia tra i candidati che tra quelli che scendono in piazza ho visto la voglia di provare a “sortire insieme dai problemi” (la definizione “alta” che della politica diede Luigi Pintor, fondatore de “Il Manifesto”) anzichè cercare soluzioni individuali, clientelari, classiste, razziste. Nessuno ha parlato con tanta forza di sanità pubblica, di scuola pubblica, di abolizione secca della Legge Biagi, di reddito di cittadinanza, di riduzione dell’età pensionabile, di stop immediato agli F35, di stop alle missioni internazionali. Nessuno ha richiamato la Costituzione senza apparire così poco retorico e stanco.

Devo dire che sono deluso dalla stragrande maggioranza dei militanti ed elettori di sinistra che conosco e anche di buona parte di quelli con cui ho fatto percorsi di militanza.
Trovo che gran parte delle critiche “da sinistra” rivolte al M5S siano strumentali, ideologiche, poco oneste intellettualmente, il piu’ delle volte copiate e ripetute a pappagallo (vedi alla voce “antipolitica”, espressione che nel caso di specie non ha davvero alcun senso!), e mi sembra denotino una certa invidia per la inveterata inefficacia e incapacità della “nostra” cultura e pratica politica di parlare ai cuori, di sollecitare e mobilitare le intelligenze e le competenze e strati sociali così diversi, di cucire e unire coloro che il capitale e il lavoro alienato e precarizzato e la chiesa ogni giorno dividono e mettono gli uni contro gli altri.

Mentre noi siamo frustrati e piegati sempre di piu’ oramai dalla nostra stessa incapacità di smarcarci da quelle modalità ingessate, da quelle regole non scritte, dai giochetti della politica come l’abbiamo sempre ingoiata e alla fine piu’ metabolizzata con tutte le sue scorie tossiche invece che rigettata e rivoltata. Nei nostri contesti partecipativi (sindacato, partito, collettivo, associazione, cooperativa, assemblea) e lavorativi da sempre respiriamo pratiche autoritarie e sessiste che denunciamo senza mai che questo produca una rottura vera e definitiva con quei contesti, per non ridursi all’impotenza.

Ma se osserviamo questo tipo di comportamenti nel M5S apriti cielo, si grida direttamente al fascismo. In questo mi sembra anche di rilevare un piccolo riflesso stalinista per il quale tutto quello che non viene dalla nostra storia, cultura e tradizione politica, non è degno di considerazione e va immediatamente denunciato come infame.
Per quanto mi riguarda il M5S se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, che altrimenti davvero dovremmo fare i conti con i fascisti e i nazisti del terzo millennio come sta avvenendo in Grecia e non solo.

Non so ancora se li votero’ ma sento di dover distinguermi da tutte le prese di distanza che ho letto ed ascoltato fino ad oggi e che provengono dalla mia parte, dai miei compagni e dalle mie compagne di sempre.

Guardando a quello che ha messo in movimento Grillo la citazione di Gramsci giusta, a mio avviso, dovrebbe essere “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza. (da L’Ordine Nuovo, anno I, n. 1, 1° maggio 1919)”. Mi sembra che è quello che loro fanno e hanno fatto in questi ultimi anni e che “noi” non si riesce a fare da troppo tempo.

Si possono fare mille critiche a quel movimento, sia su alcuni punti programmatici che su alcune pratiche, ma questo dovrebbe partire dal riconoscimento di quanto sia stato capace di innovare la politica in questo paese, di mobilitare, coinvolgere, riportare alla partecipazione e al voto nell’alveo della costituzione tantissime persone, di riporre in modo forte la questione di come si formano le classi dirigenti, o se non altro di come si selezionano i candidati al parlamento ai tempi del Porcellum, condizionando tutti gli altri ad adeguarsi (tranne Rivoluzione Civile che si trova tra le fila anche qualche degno erede di Scilipoti e Razzi, visto che Ingroia e la banda dei 4 – Ferrero, Di Liberto, Bonelli e Di Pietro – anzi dei 5, se contiamo De Magistris, hanno deciso che no! “Cambiare non si puo!”…scordatevelo!).

I grillini hanno dimostrato che si puo’ fare politica e informazione senza finanziamenti pubblici e che si puo’ portare negli organi elettivi direttamente esponenti delle classi subalterne senza rassegnarsi a sperare di portarci qualche esponente un po’ piu’ illuminato di quelli che hanno sempre contato e comandato, o comunque persone fresche non piegate da anni di compromessi e contorcimenti negli organismi di partito.
Infine la capacità di aver messo al centro il nodo del modello di sviluppo, di cosa e come si produce e di cosa e come si consuma, di cosa e come si costruisce.

Gli ultimi sondaggi danno il M5S al 20% che va sommato al 32% (speriamo anche di più) della coalizione di centrosinistra e al 4% di Ingroia (speriamo di più). Significa che per la prima volta nella storia d’italia, fascisti, chiesa e capitale in tutte le loro articolazioni e contraddizioni non avrebbero la maggioranza assoluta dei voti. Praticamente un miracolo.
Sarebbe bello a quel punto in un percorso di riconoscimento reciproco guardarsi in faccia il giorno dopo le elezioni e decidere insieme come rimettere in sesto il paese. Non trovate? E forse “noi” dovremmo ammettere che abbiamo qualcosa da imparare da tutto questo anzichè metterci in cattedra senza nessun titolo a giudicare e ad appioppare patenti di qualsiasi tipo.

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39 pensieri riguardo “Gramsci, M5S e le critiche intellettualmente disoneste dei compagni”

  1. Provo a spostare un po’ avanti la discussione senza però voler andare fuori traccia. Noto delle incoerenze nel discorso perché prima leggo “Nessuno ha richiamato la Costituzione senza apparire così poco retorico e stanco”, “riportare alla partecipazione e al voto nell’alveo della costituzione tantissime persone” e poi “mobilitare le intelligenze e le competenze e strati sociali così diversi, di cucire e unire coloro che il capitale e il lavoro alienato e precarizzato e la chiesa ogni giorno dividono e mettono gli uni contro gli altri” “nostra stessa incapacità di smarcarci da quelle modalità ingessate, da quelle regole non scritte, dai giochetti della politica come l’abbiamo sempre ingoiata e alla fine piu’ metabolizzata con tutte le sue scorie tossiche invece che rigettata e rivoltata”. Dunque, vorrei capire una cosa: si spera di uscire dalle modalità ingessate e dalle regole non scritte, di mobilitare le masse alienate dal capitale riportandole nell’alveo della Costituzione? Ricordo che la Costituzione, lungi dal mettere in discussione la proprietà privata e dunque il capitale, media tra quest’ultimo ed il lavoro, ponendo questa mediazione alla base del diritto di cittadinanza. Ad oggi, quindi, il richiamo alla Costituzione, come ha scritto Nivarra qualche tempo fa sul manifesto, se non è strumentale è da anima bella. Non mi interessa quale delle due opzioni si confanno di più a Grillo/Casaleggio, ma concordo con Nivarra.

    1. scusa, antonella, ma ho editato la parte che diffama attribuendo azioni sulla base di roba messa in giro per screditare. sarebbe ottima un po’ di onestà intellettuale dai compagni che ti hanno passato questa cosa. tutte le considerazioni che vuoi in termini politici ma da qui previsioni future che diffamano direi che sono escluse. grazie.

    2. Hai perfettamente ragione ma questa aporia interessa tutti coloro che rivendicano la costituzione e allo stesso tempo vogliono superare il capitalismo e si presentano o partecipano alle elezioni. La costituzione difende, pur limitandola, la proprietà e l’iniziativa economica privata, e tutela la famiglia e la religione di stato. Da questo punto di vista gli unici che stanno a posto sono gli anarchici che rifiutano la partecipazione alle elezioni, il resto siamo tutti anime belle, compresi quelli che non vanno a votare ma poi non si attivano su pratiche partecipative, di lavoro e di consumo antisistema come quelle degli anarchici o dei compagni di alcuni spazi sociali e collettivi che conosco. Quando parlo di aporia mi riferisco ad es. al fatto che perfino i CARC a queste elezioni hanno dato indicazioni di voto per il M5S perchè lo considerano un elemento di destabilizzazione del sistema

  2. spero che l’aspettativa non vada delusa e finalmente un compatto governo rosso ma veramente e non solo di facciata come purtroppo certi candidati fanno pensare letta per esempio non mi scende proprio

  3. Purtroppo quelli che non vonoscono la storia sono condannati a ripeterla (Tucudide). All’inizio nemmeno il fascismo aveva ucciso Matteotti, non avrva mandato 8 milioni di bainette in Russia e mandato gli ebrei italiani in camere a gas. Ricordiamo per non ripetere. Il grillismo è un movimento acefalo e non sappiamo chi lo strumentalizzerà

    1. neppure il comunismo all’inizio aveva fatto una serie di scelte umanicide ma potrebbe sempre farlo…dici che dobbiamo temere la coalizione di ingroia? :DDD
      evvai con la guerra fredda. compagni/e: ‘ste previsioni apocalittiche che demonizzano sono veramente ridicole. c’avete la palla di vetro. siete più complottisti dei complottisti. ve lo dico con il cuore. spero che tutto ciò da martedì finisca. i miei neuroni non possono davvero soffrire tutto questo.
      occupatevi piuttosto del fatto che affidare la “democrazia” ai giudici non è esattamente una scelta da fare con disinvoltura.

    2. beh, non è proprio così.
      Cito da wikipedia alla voce squadrismo
      “Con riferimento al primo semestre del 1921 sono state contate, in generale, 726 distruzioni operate dalle squadre fasciste: 17 giornali e tipografie, 59 case del popolo, 119 camere del lavoro, 107 cooperative, 83 leghe contadine, 8 società mutue, 141 sezioni socialiste o comuniste, 100 circoli di cultura, 10 biblioteche popolari o teatri, 28 sindacati operai, 53 circoli operai ricreativi, una università popolare.
      È stato stimato che la violenza fascista abbia causato, nel solo 1921, all’incirca fra i cinquecento e i seicento morti.”

      Il blog di beppe grillo esiste dal 2005, il M5S dal 2009 e non mi risulta abbiano aggredito o ucciso qualcuno, e se dovevano evolversi in questa direzione avrebbero avuto un tempo a disposizione pari o superiore a quello che è servito al fascismo per diventare quello che è diventato

  4. laglanost, scusa per la leggerezza di aver fatto delle considerazioni personali, ma volevo semplicemente dire che la violenza di certe esternazioni e i relativi applausi del pubblico a mio avviso non andrebbero sottovalutati come è già stato fatto nella storia recente, per esempio in quei casi che Raf cita sopra. Del resto, nel link che avevo postato è Grillo a parlare e il suo pubblico ad applaudirlo, non sono i miei compagni disonesti intellettualmente che mi hanno passato un video doppiato con un fine diffamatorio. Poi scusa, ma non è nemmeno possibile che appena si faccia un critica a Grillo ci si debba sentir rispondere: e allora perché Stalin, Pol Pot, Mao e i comunisti. Anche questo, perdonami, ma è un ragionamento binario, che attribuisce a priori un’ideologia all’interlocutore/trice, che riconduce tutto a vecchie e stereotipate dicotomie e impedisce un ragionamento complesso. Che risposta è: sì ma allora il comunismo?

    1. Perché a me sembrano previsioni forzate. Se ti metti a prevedere il futuro tutto potrebbe essere possibile. Quel video è tratto da uno spettacolo. Se devi strumentalizzare un passaggio decontestualizzato di uno spettacolo di un comico per togliere voti al M5S per me si tratta di diffamazione. Mi sembra la modalità attraverso la quale vai a scovare la pornomostruosità per produrre pornoindignazione che è tipica di una cultura che a me fa veramente senso. E’ Il Giornale, E’ il caso Boffo, e se i compagni riproducono quel metodo, seppur in buona fede e inconsapevolmente, si tratta di gossip diffamatorio e non di “informazione”.
      E’ stata tutta così ‘sta campagna elettorale e io la osservo dall’esterno e capisco il Pd che per una frase detta da qualche politico ci ricama sopra perchè non ha altri argomenti politici di opposizione ma i compagni che conosco non farebbero questo e se lo fanno questa cosa non mi piace.

      per il resto, cara, tu puoi fare tutte le critiche politiche che vuoi. 🙂
      io sto all’anarchia e per me i totalitarismi tali sono ma non mi sogno di attribuirti alcuna ideologia. fai attenzione a non mutuarla tu da questa modalità di fare opposizione politica che come ti dicevo è brutta, secondo me.

  5. se posso condividere in parte le tue affermazioni (soprattutto quella legata all’incapacità di guardare e leggere il movimento 5 stelle nella sua forte capacità di innovazione e dei cambiamenti che ha GIA’ dimostrato portare inq uesto paese) rimangono forti dubbi (seri, interiori) sul futuro di questo movimento: il forte personalismo della politica (anche questa non un anovità) con la conseguenza di un aPOSSIBILE delega in bianco alla leadership (da qui secondo me la paura di un nuovo fascismo: l’uomo buono che salva il Paese, portatore di purezza/integraità/onestà quando sappiamo bene che sono non oslo le persone ma anche le pratiche organizzative a salvaguardare l’onestà e la trasparenza dei processi) e soprattutto la discontinuità con il passato che se significa discontinuità con la politica corrotta della nostra Repubblica significa anche non riconoscere appartenenze a percorsi storici di emancipazione (il movimento nè di destra nè di sinistra, l’apertura ai casapound, valori costruiti con la lotta e il sacrificio di moltepersone ecc ecc).

  6. che confusione, compagni che vedono sfumare una loro possibile supervittoria s’incazzano. Peccato mortale quello di diventare diffamatori. I fasci ci sono e restano nelle loro formazioni, e sono quelle che meno vengono toccate dal successo del M5S dato che evidentemente il M5S ha persone al suo interno che di certo non sono fasci. La maggioranza (e purtroppo ha ragione silvio) vengono dalla sinistra, delusa e frustrata dal 1921 in poi…..
    cmq ben vengano le riflessioni e discussioni pacate e distensive, per le calunnie e diffamazioni ci vediamo in tribunale. votate per voi!

    1. oh. we’, ci vediamo in tribunale a chi? brandire querele non è un metodo tanto di sinistra. 🙂
      qua non s’è scritto nulla di diffamatorio. lo capisco che tutti quanti c’avete la tensione nervosa che si taglia col coltello ma se arrivate qui guardate i piedi sulla testata del blog e fate come me: rilassatevi. 😛

  7. Ma guarda che ti ho già chiesto scusa per la mia leggerezza, questo però non significa che postare un video possa essere ricondotto automaticamente a diffamazione. Cioè, postare un video dove c’è un tizio che dice cose sue inequivocabili che diffamazione è? sta parlando lui, si può sempre lasciare che si sentano le parole che sono SUE e non mie, né dei compagni intellettualmente disonesti (e questa sì che è un’illazione). Poi, ti ripeto, quest’urlare sempre al comunista dittatore è davvero banalizzante e a me invece ricorda tanto Berlusconi e sicuramente il Giornale, che continuano a fare esattamente lo stesso. Oltretutto, una tale semplificazione mistifica totalmente la realtà, perché ci sono tanti comunisti che voteranno il M5s in nome del “potere destituente della moltitudine” e tra questi mio padre, da sempre un maoista convinto. Allora, come la mettiamo? Lo vedi che non regge? Senza contare che parlare genericamente di compagni, comunisti e comunismo, così alla leggera, non significa proprio nulla: visto che sei anarchica, dove me lo piazzi il comunismo libertario di un Malatesta? Chi ha scritto il post parla di “Costituzione”, di “riporre in modo forte la questione di come si formano le classi dirigenti, o se non altro di come si selezionano i candidati”. Classi dirigenti, candidati????!!!! ma de che stamo a parlà, ancora di rappresentanza? e questa sarebbe la ventata di freschezza per “rimettere in sesto il paese”? e daje!

    1. ma mica la diffamazione è la tua 🙂
      sto parlando di chi ha tirato fuori quella roba. le parole sono sue ma sono decontestualizzate e sono usate a scopo diffamatorio. per ledere l’immagine di una persona e di un movimento intero.

      sulla rappresentanza e i candidati sono d’accordo con te. l’ho scritto più volte soprattutto per dire a chi crede nelle elezioni https://abbattoimuri.wordpress.com/2013/02/23/se-voti-grillo-ti-cancello-da-facebook/

      per il resto, antonella, davvero, nessuna banalizzazione. io osservo solo la comunicazione e fa acqua da tutte le parti, nessuno escluso. 🙂

  8. Per rispondere alla prima domanda: questa citazione c’entra perchè analizza l’INIZIO del fascismo, come si è presentato alla gente all’inizio, quali sentimenti, passioni ha scatenato, quali bisogni (anche primitivi) ha soddisfatto. Quando hanno cominciato a manganellare il substrato sociale di accoglienza, adesione, accettazione era già stato concimato (e la repressione degli antifascisti è potuta avvenire efficacemente grazie alla legittimazione concessa loro della popolazione, – e dalle istituzioni e dal capitale). In questa fase ci sono delle analogie col M5S, che tra l’altro rimanda anche alla nascita della Lega Nord. Forse l’unica differenza sarà nell’evoluzione del M5S, visto che dovrà operare in uno stato che, bene o male, è stato modificato da una “tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene (+ o -!) ordinato e amministrato”. Per quanto disgraziato il nostro paese è più saldo del regno che si era unito da una cinquantina d’anni ed era reduce dal cataclisma della 1^ guerra mondiale. Spero che il M5s sia disposto a FARE POLITICA una volta in parlamento. Perchè qualunque visione noi si abbia della società ideale l’azione politica è la chiave per ottenerla. Poi si può tentare di “spianare tutto e riedificare”. Però, se permettete, fare le rivoluzioni col c..o degli altri siamo capaci tutti.

  9. il problema della decontestualizzazione me lo sono posto anch’io, ma all’udire certe affermazioni e il pubblico plaudente per me non c’è contesto che tenga. Io ritengo che non sia il caso di soprassedere, ma, anche non volendo tener conto di questo (e devo fare uno sforzo, ma lo faccio) per il resto siamo ancora in una dinamica di rappresentanza e di partitismo spacciati per rinnovamento. La confusione è grande sotto questo cielo, concordo, ma allora invece di urlare al comunista dittatore alla berlusconiana maniera, cerchiamo tutti, me inclusa, di fermarci sulle parole e ragionarci un po’ su. Volevo fare solo questo. 🙂

  10. Non capisco perchè il post attribuisca disonestà intellettuale a chi (compagne e compagni, ndr) analizza il movimento di Grillo ritrovando molte caratteristiche tipiche dei movimenti autoritaristici e messianici. Perchè la mia analisi dovrebbe essere bollata come disonesta senza uno straccio di argomentazione? Come perchè attribuire disonestà, gomblottismo etc ad esempio a chi fa circolare un video etc.
    Si dice che le critiche sarebbero “sono ripetute a pappagallo”? quali critiche? chi diffonderebbe queste critiche? chi le ripeterebbe a pappagallo? Perchè?
    Nel post si usa l’argomento dell’invidia (“L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”, ve lo ricordate?). Quale invidia dovrei provare io nei confronti di un movimento il cui leader fa dichiarazioni razzista (le continue battute sui cinesi, l’Italia agli italiani, etc) e sessista (vedi le dichiarazioni sulla consigliera comunale di Bologna)?
    Anche in questo post si ripete il mantra grillino per cui tutti quelli che criticano da sinistra criticherebbero per difendere il PD (o SEL o PRC). Ma ancora non ho capito su quali basi si fa questa inferenza (“e allora il PD?”). Come tutti i movimenti tendenti all’autoritarismo occorre costruire una narrazione “noi puri contro tutti”.

    E poi l’affermazione, sempre non sostanziata, che se non ci fosse il M5S “dovremmo fare i conti con i fascisti e i nazisti del terzo millennio”. Vorrei tanto che qualcun me la spiegasse, perchè per me può voler dire solo due cosa: o è una delle tante sciocchezze per far colpo, oppure significa che le istanze dei fascisti (corporativismo, paura del diverso, teorie complottistiche contro non ben precisati poteri forti, signoraggio, etc) abbiano trovato casa nel M5S.

    Sul blog dei Wu Ming si sta sviluppando un’interessante discussione sul tema. In particolare segnalo le risposte ad uno che argomentava, più o meno come in questo post, sul perchè il M5S non sarebbe di destra http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=11977&cpage=1#comment-17714 e tutta la discussione che ne è seguita, incluso l’intervento della scrittirice Igiaba Scego sul perchè le posizioni di Grillo sull’immigrazione non sono da prendere alla leggera. http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=11977&cpage=1#comment-17735

    1. “a pappagallo”…mi riferisco all’uso del termine populismoe soprattutto al termine anitpolitica che non vuol dire assolutamente nulla e siccome hanno inziato a usarlo gli editorialisti di repubblica è diventato di uso comune senza che nessuno specificasse in che cosa il pensiero, i programmi e le cirtiche del M5S fossero “antipolitica”
      “in malafede” mi riferisco a tutti quelli che guardano il bastoncino findus nell’occhio del M5S (lo so che è ben piu’ di una semplice pagliuzza!) in riferimento ad eventuali comportamenti autoritari e sessiti del M5S steso o del suo leader e non vedono il pesce spada conficcato da anni nell’occhio del loro partito, associazione, circolo, collettivo, centro sociale o quant’altro in cui pratiche sessite e autoritarie sono sistematiche, quotidiane e croniche.
      infine quando dico “dovremmo fare i conti con i fascisti e i nazisti del terzo millennio” mi riferisco al fatto che il M5S è riuscito a portare persone che negli ultimi 20 anni sono stati sempre collocati a destra a votare per un progetto che si pone come solidale. L'”invidia”, mi sembra, sta nel fatto che tale spostamento dovremmo essere in grado di produrlo “noi” (la sinistra ovunque collocata e comunque organizzata fuori e dentro le istituzioni) e invece lo stanno facendo loro. E se così non fossequell’elettorato sarebbe già in giro a dare fuoco agli immigrati. Io almeno la vedo così. In queste ore tanti danno la colpa agli italiani che sarebbero antropologicamente fascisti furfanti e irrecuperabili. la verità è che berluscono e Lega hanno preso la metà dei voti che presero nel 2008, e il PD un terzo in meno. Una grossa fetta di questi voti è andata al M5S. e cioè a favore dell’acqua pubblica, della scuola pubblica, della sanità, pubblica, contro le banche, i finanzieri e la loro idea di europa.

      1. mhà. Mi pare che il tuo post (e la tua risposta) partano da un assunto fuori focus, e cioè il leggere tutto rispetto ad “un altro da sè (sè=M5S)” indistinto. Mentre invece, se ragioni, già si tratta di “altri” diversi. 1) Quelli che “a pappagallo” usano il termine antipolitica letto su Repubblica. Io critico il M5S ma non rientro in questo caso.
        2) Quelli in malafede che non si capisce perchè dovrebbe essere “malafede” criticare il sessismo e il razzismo di Grillo e seguaci. Per farlo senza essere considerati in “malafede”una prima dovrebbe sciorinare la patente di lotta (magari decennale) antisessista antifascista e antirazzista. Magari raccontarti di quella volta che abbiamo bloccato un’assemblea perchè questo o quello? Sinceramente mi pare tedioso e superfluo. Onestamente non potrei stare neanche 10 minuti un un contesto in cui si dica “gli zingari sono un pericolo etc. I cinesi ci invadono etc”. Io l’anti-sessismo e l’anti-razzismo li considero punti fermi della mia vita. E critico Grillo e chi gli va appresso per questo. Dov’è la malafede?

        Sull’invidia, anche qui usi un referente indistinto, ma il discorso è un po’ diverso. Io non invidio nessuno perché la mia missione nella vita (e nella pratica politica) non è quella di trascinare le folle dietro a un’indistinta idea. Io faccio delle lotte, le faccio fuori da qualsiasi logica della rappresentanza istituzionale. Chiedo a me stessa e a chi condivide con me queste lotte di mettere in gioco la propria testa il proprio corpo. Chiedo di non avere ricette preconfezionate da altri all’esterno (o peggio da un capo) a cui è facile andare dietro. Il mio scopo non è cacciare una (ancora una volta) indistinta Kasta ma mettere in discussione il modello di rapporti capitalistico, e le sue diverse ramificazioni di sfruttamento. A me del voto parlamentari non me ne fotte proprio, sono varie elezioni che non voto e mai nella mia vita ho votato PD. Quindi non ho niente da invidiare, ma critico il M5S per le ragioni su menzionate.

        Infine l’argomento secondo cui “il M5S è riuscito a portare persone che negli ultimi 20 anni sono stati sempre collocati a destra a votare per un progetto che si pone come solidale.” Ancora una volta fai un’affermazione generica che non sostanzi con una spiegazione. Perchè sarebbe solidale il progetto del M5S, io non ci vedo nulla di solidale. Al contrario vedo un movimento leaderistico che si fonda su un noi generico (razza, appartenenza, “pulizia”, and so on) contrapposto a tutto il resto. Ma invece di parlare di contenuti, tu fai i conti elettorali, dove si sono spostati i voti, e, onestamente, dato quanto detto sopra sul razzismo, non mi sorprende che i voti della lega e di B siano andati al M5S. Ma quanto sono cambiati, nella loro testa, quegli elettori? Non esulterei se avessi compagni di strada così.

  11. A me sembra che tutta ‘sta discussione verta sulla domanda se il movimento di Grillo (visto che lui ne è il proprietario) sia fascista o comunista. Come se tertium non datur. Personalmente trovo che il M5S sia tutto tranne che parente di queste due ideologie. Ha invece molte analogie con il qualunquismo del secondo dopoguerra, anche se ovviamente non può essere una fotocopia di esso. Il fatto che il padrone del simbolo sia solo ed esclusivamente Grillo ne fa un movimento incentrato su una sola persona: per me è già sufficiente per domandarmi che tipo di democrazia dal basso possa declinare. Dato che i suoi aderenti si proclamano tutti politicamente “vergini” (cioè non hanno militato in nessun partito politico) e considerano la politica corrotta e bastarda a prescindere, potrebbero certo essere definiti l’antipolitica. Oppure a-politici. Comunque ognuno è libero di pensarla come vuole e di votare per chi crede: è la libertà. Soltanto mi domando se in un momento come questo in cui – credo – occorrerebbe come non mai tornare alla Politica con la P maiuscola, sia una buona cosa volgersi verso l’antipolitica o come la si voglia chiamare. Se il M5S si dimostrerà capace di cambiare davvero in meglio le cose ( ne dubito fortemente, ma sono il primo a sperare di sbagliare) tanto meglio per tutti. In caso contrario, butteremo via un’altra legislatura. Ma in fondo è da Tangentopoli che ci siamo dedicati a questo sport nazionale.

  12. non metto in dubbio la buona fede dei giovani rappresentanti del movimento, ma proprio in quanto giovani e “poveri” non avvezzi ai sordidi meccanismi del potere, sono anche più facilmente corruttibili, e poi su di noi pesa lo spettro della Germania, non dimentichiamocelo, la libertà di azione è limitata, non è più solo un problema italiano

  13. Che discorso povero. Se si è davvero di sinistra, senza inutili suppellettili prima o dopo (centro, estrema), si sa che negli ultimi 20 anni non ci sono stati rappresentanti seri delle nostre idee. Chi ha voluto difendere il m5s da alcuni rilievi che facevo mi rispondeva “voi del pd”. Eh già, vecchie tattiche berlusconiane (voi comunisti). Io sono di sinistra e so solo che nessuno, fino ad adesso, mi ha rappresentato. Nemmeno grillo. Quindi non provo invidia ma trovo riluttante porgerli la bandiera rossa in mano. Io sono contrario al fascismo. Il fascismo può essere formale ma molto spesso e squisitamente sostanziale. E infatti il fascismo che odio di più è quello rosso: quello di coloro che hanno tutte le risposte e chissà perchè non ne hanno mai applicata una. Grillo dietro il programma farcito da idee per niente originali (con il grandissimo merito di aver dato loro un risalto sistematico e mediatico) ha utilizzato metodi che per altre persone abbiamo stigmatizzato. Il noi e voi di Berlusconi, il linguaggio feroce leghista, ecc ecc ecc. Ma la colpa maggiore che do a Grillo e che tanto mi fa ricordare i “bei vecchi tempi” andati del ventennio è la santificazione del popolo. Le disgrazie politiche piovute dal cielo con questa tirannica classe politica spuntata dal nulla ad opprimere il popolo santo. La realtà è che l’italiano fa schifo. E’ il principale responsabile del classismo spiccato del nostro tessuto sociale, è il carburante più prezioso di fenomeni quali la mafia, la camorra e l’ndrangheta. Grillo ne ha esaltato virtù generalizzate che non esistono prendendosi tanti voti da persone che abbisognerebbero innanzitutto di una rivoluzione sociale e civile ancorché politica. Grillo ha detto le parole giuste ad una marmaglia che ha riempito san giovanni anche per Berlusconi, per le sinistre di vario genere e decenni fa anche le piazze della sinistra armata e insurrezionalista e ancor prima piazza Venezia per non vi dico chi. Quell’italiano non è mai cambiato. Cambiamo l’italiano e solo allora avrò più fiducia di chi dirà di aver la bacchetta magica per cambiare l’Italia. Cordiali saluti.

    1. non importa 🙂 si capisce perfettamente il senso.
      devo dire che tra tutte le ragioni di opposizione lette fino ad ora che sostanzialmente comunque affidavano la “colpa” al demone di turno vittimizzando la gente, il popolo, la tua lettura mi sembra molto interessante.
      Ti spiace se la riporto in un post per ragionarne un po’? o vuoi definire meglio e più a lungo quanto vuoi dire per farne un post?

      ps: quello che leggi comunque non trovo sia un discorso povero. piuttosto è un ragionamento che riflette sugli strumenti rappresentativi che abbiamo e sulla maniera di utilizzarli. se per te il popolo al governo è una cosa brutta di per se’ vorrei mi chiarissi un dettaglio, e sto sicuramente banalizzando il tuo intervento, ma vorrei capire se come antitesi a chiunque al momento ti dica che è meglio un governo di “tecnici” o comunque di gente che appartiene a classi e gerarchie differenti, un discorso che riscatta la gente, incluso tanti precari e tante precarie, sia sbagliato di per se’ e se non lo è come tu lo declineresti. perché il rischio opposto è snobismo e classismo che è quello che appunto serve poi a creare vuoti culturali perché arrivi chiunque a riscattare le masse che non si sanno riscattare da se’.

      spero sia chiaro quello che volevo dire.

  14. Grazie. Parto per Roma ora, stasera risponderò perchè “non sono contro il popolo al potere”. E’ un discorso più complesso. Per il resto, se vuoi pubblicarlo in un altro post, abbi pietà di me e aggiungi qualche accento 🙂

  15. Il post che ti ho scritto all’inizio descrive bene il mio pensiero, l’unica cosa è che vorrei specificare che il mio pensiero sul popolo non c’entra con la politica. La rivoluzione sociale che auspico sarebbe seguita da un progresso politico. Un cambiamento politico con questo ritardo atavico culturale e sociale italiano lo vedo di breve durata e/o promotore di qualche guaio (spero di no). Una buona cosa per esempio sarebbe avere una legge elettorale con le preferenze. La nonnina nei remoti paesi lucani da dove provengo si chiederebbe “a ci apparten?”(trad: chi è?) e a quel punto non sarebbero solo i 40000 attivi nelle parlamentarie a conoscerli. E in quel caso sarebbe più difficile avere qualcuno che non sa il nome del palazzo sede del senato, il numero dei deputati, ecc ecc. Una legge elettorale come si deve, garantirebbe “il meglio” del popolo, no? I parlamentari del M5S, per varie ragioni, non li conoscevano chi non ha partecipato alle attività sul sito quindi in minima parte rispetto agli elettori che li hanno votati. Quindi penso che sia necessario una legge elettorale, finalmente. Poi anche io sono per il superamento dei partiti ma non credo che il movimento 5 stelle, così legato alla figura di Grillo (come altri partiti per altri individui) possa rappresentarlo.

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