Satira, Trombatore Precario

Trombatore precario: La mandrilla urlatrice

Per diversi mesi, prima di questo, le cose andavano discretamente. Poi, come al solito, il tempo scompare, lo stress aumenta, e ti chiedi che cazzo stai facendo.
Si, perchè ora vado pure in palestra. Mi son fatto convincere da un amico. Aveva un argomento imbattibile:

C’è pieno di figa.

E questo è un argomento che batte anche i problemi esistenziali tipo il fatto che non sai correre senza sembrare una persona afflitta da disordini motorii, o che sudi al secondo passo della tua giornata, generando una sindone sulla tua schiena molto ben riconoscibile.

Con la scusa del “cerco di prendermi un po’ cura di me”, mi iscrivo. E lì subito capisci che la scusa in realtá ti dice giá qualcosa: “da quando non c’é la guerra nei nostri territori, i culiflaccidi come voi (e come voi intendo, culiflaccidi poveri, perché i culiflaccidi ricchi in guerra non ci vanno) competono per trovarsi una donna assieme a tutti gli altri. Quindi, cerca di non essere più un culoflaccido povero e diventare un maschio dominante, perchè se no, te, culoflaccido povero, resterai solo Foreverandever”.

Certo, se te lo dicessero così, pari pari, molti probabilmente non si iscriverebbero alla palestra ma cercherebbero (stupidamente) di diventare solo dei semplici culiflaccidi ricchi. Pero è un messaggio che arriva, in maniera indiretta. E questo messaggio indiretto, se hai un po’ di problemi di autostima, ti trasforma in poco tempo o in un amante del culto al corpo o in uno che ha ancora meno autostima di prima.

Ma torniamo a noi. Vado, mi iscrivo, entro. Una palestra qualsiasi. In questi posti c’è sempre la musica di una discoteca a Ibiza alle 2 della notte. Girassi con un Gintonic nella mano, la cosa avrebbe anche un senso, ma giro con il mio asciugamano da ikea a 3 euro la coppia blu, che non asciuga, sposta il sudore.

Vado, corro, mi fanno la scheda. Le solite manfrine. Mi offrono duecento corsi di bodypump, bodystep, bodybalance, bodyshave, bodyguard, insomma, un ampio ventaglio di cose di cui non me ne frega un beneamato cazzo.

Dopo un po’ di tempo, andando agli stessi orari, capisci come è la fauna. Si, la parola fauna è per quanto sgradevole, la piú corretta. Perchè, sará il sudore, saranno gli ormoni, ma viene fuori il lato piu animale di ognuno di noi.

C’è una ragazza interessante. Parla poco, bionda, coda di cavallo. Fisico normale, occhi profondi, come se guardasse da un’altra parte dietro di te. Sembra una di quelle che vanno in palestra piu’ che altro per qualcosa di personale, tipo entrare nei vecchi pantaloni del liceo, piu’ che perchè si sentano brutte o grasse, o lontane dallo standard di vita.

Ci parlo. Il classico corteggiamento lento con un saluto, un altro saluto, poi un come va, poi un sette mesi dopo le chiedi qualcosa di lei e finisce che la inviti fuori a cena.

Una cena normale, con i soliti riti. Il posto lo conoscevo, un posto senza infamia e senza lode. Di quelli in cui ti puoi sentire abbastanza a tuo agio e abbastanza a disagio. Non ha nemmeno voluto assaggiare il mio dolce, cosa che apprezzo.

Poi andiamo a bere una cosa, parliamo ancora. A metá conversazione mi chiede dove vivo, non molto lontano da qui, rispondo. Andiamo a bere una cosa lì no?

Bene.

Saliamo. I classici convenevoli idioti del “vuoi qualcosa da bere”. Sarebbe stato più onesto dire da parte di entrambi “hei, ascolta, siamo qui immagino perchè vogliamo trombare entrambi, che ne dici se si va in camera e basta?” No. Devo aprire una delle mie ultime bottiglie di vino della Coop e fingermi un uomo di classe. 3euro la bottiglia. Sai che classe.

Finalmente, per chiudere quei momenti imbarazzanti, la bacio. Mi bacia, limoniamo come lo fanno i quindicenni sul divano ascoltando  “Good Riddance”. E poi riusciamo ad andare in camera.

E qui si va sul sodo. E che sodo. La bacio sul collo mentre inizio a tasteggiare i risultati della palestra. O della sua semplice base genetica.

aaaAAAAAH

E la madonna! Per un bacio sul collo tanto urlare? Vabbé, glisso.

Ma non posso glissare.

E’ un continuo urlare per ogni cosa. Una carezza, sfiorarle un capezzolo. Non capisco se ha delle deformazioni alle corde vocali che non possono essere controllate. Posso capire di avere delle buone mani, di essere delicato, di mettere in pratica tutta l’arte che abbia mai trovato, ma non credo di essere cosí bravo.

Inizio a desiderare un pompino, per avere un po’ di silenzio. Non per altro, è che il rumore è troppo. Provate voi a mantenere una erezione, non è per niente facile, e oltretutto neppure è facile non venire subito. Si si ok, ora tutti a dire che durano ore, ma sappiamo benissimo che son cazzate.

Niente pompino, non sembra interessata. Vabbé, scendo io nei meandri, magari allontando il mio orecchio dalla sua bocca riusciró a non svegliarmi con un fischio alle orecchie tipo post botti di capodanno. Scendo, baciandola, in una climax di urli. Le sfioro il clitoride con la lingua.

E sembra di essere in curva sud durante la finale di champions league. Urli, stremiti, seguiti da “cosí cosí”. Si l’abbiamo capito. E quando dico “abbiamo” intendo io, i vicini del piano di sopra, il palazzo intero, probabilmente metá quartiere.

Decido di farla finita. La penetro. Verró e poi dormiremo, spero. Mi metto sopra di lei, mi stringe e mi avvicina, continua ad urlare, sempre di piú. Avvicina la sua bocca al mio orecchio.

AHHHHH

Fischio.

E’ arrivato il fischio. Non sento piú. Sono sordo ormai. Domani mattina non capiró un cazzo, fantastico. Mi faranno domande a cui risponderó inevitabilmente “eh?” tipo mia nonna. Bisogna finirla qui, in qualche modo, altrimenti dovró aprire la porta alla polizia.

Ci giriamo, magari da sopra si allontana dal mio orecchio. E invece si accascia su di me, nella classica posizione del panino.

Finiamola qui. Ora. Vengo, viene, o forse urla solo un po’ di piú, per quanto pensavo fosse impossibile. Un abbraccio e poi notte.

No.

Ho fatto male i conti.

Lei è la mandrilla urlatrice.

Ne vuole ancora. Tocca, ravana, cerca di fare strani massaggi. Neppure a ER c’era un cosí disperato desiderio di rianimare qualcosa di morto.

Non so bene chi siano state le sue esperienze pregresse, ma io non ho più 18 anni, non faccio campionati di sollevamenti pesi col cazzo, né partecipo al campionato mondiale di masturbazione non-stop per un giorno e mezzo.

Eccola lì un’altra figura patetica che mi si abbatte contro. Spero solo che dormendo, possa ridurre la sua intensitá, mentre il fischio alle mie orecchie continua, netto, costante.

NB: Trombatore Precario, come la Trombatrice Precaria, è un personaggio di pura invenzione grazie alla penna di Para Trombix, uomo, che scrive a contributo di questa sezione narrante. Ogni riferimento a fatti, cose e persone é puramente casuale.

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